Eurovision 2023, la prova ufficiale della finale con Marco Mengoni: il liveblogging

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Report live da Liverpool • Dopo il liveblog della seconda semifinale di ieri, che ha incoronato gli ultimi dieci finalisti, si passa oggi alle prove in vista della finalissima dell’Eurovision 2023, che sarà in onda domani – sabato 13 maggio – dalle ore 21 su Rai 1 con commento di Gabriele Corsi e Mara Maionchi.

La stampa accreditata in presenza alla Liverpool Arena e quella accreditata online al Media Center è pronta per seguire la prova serale ufficiale della finale dell’Eurovision 2023.

Una grande prova generale, anche definita “jury show”, in quanto le giurie di qualità da tutta Europa si collegheranno a circuito chiuso per vedere le esibizioni ed esprimere i propri voti in anticipo rispetto alla diretta di domani sera.

Il sistema di voto, infatti, prevede che mentre metà del risultato finale sia deciso dal televoto del pubblico, l’altra metà viene determinata dalle preferenze di panel nazionali di esperti da tutta Europa che, per questioni tecniche, seguono le prove per i propri pareri. Per questo i cantanti devono dare grande attenzione alla performance di stasera, in quanto determina metà della classifica finale.

Ricordiamo inoltre che oggi sarà ufficialmente in gara anche Marco Mengoni per l’Italia, con il brano vincitore di Sanremo “Due Vite“, leggermente riadattato per il palco europeo (qui la sua esibizione nella prima semifinale). Stasera Marco Mengoni si sfiderà con gli altri 25 paesi in gara in questa agguerritissima finale, che vede tanti paesi favoriti a contendersi le posizioni più alte della classifica.

Per gli spettatori non è possibile assistere alle prove generali dell’Eurovision 2023 in tv o in streaming online, poiché per regolamento è vietata qualsiasi ripresa e diffusione delle esibizioni. Ma non temete: noi di Eurofestival.News siamo live dalla sala stampa per raccontarvi in tempo reale cosa sta accadendo questa sera, con scaletta e commenti in diretta proprio su questa pagina. Non mancheremo di sottolineare con particolare attenzione come andrà la performance di Marco Mengoni!

Questa è la line-up della finale:

  1. Austria: Teya & Salena – “Who the Hell is Edgar?”
  2. Portogallo: Mimicat – “Ai coração”
  3. Svizzera: Remo Forrer – “Watergun”
  4. Polonia: Blanka – “Solo”
  5. Serbia: Luke Black – “Samo mi se spava”
  6. Francia: La Zarra – “Évidemment”
  7. Cipro: Andrew Lambrou – “Break a Broken Heart”
  8. Spagna: Blanca Paloma – “Eaea”
  9. Svezia: Loreen – “Tattoo”
  10. Albania: Albina & Familja Kelmendi – “Duje”
  11. Italia: Marco Mengoni – “Due vite”
  12. Estonia: Alika – “Bridges”
  13. Finlandia: Käärijä – “Cha Cha Cha”
  14. Cechia: Vesna – “My Sister’s Crown”
  15. Australia: Voyager – “Promise”
  16. Belgio: Gustaph – “Because of You”
  17. Armenia: Brunette – “Future Lover”
  18. Moldavia: Pasha Parfeni – “Soarele si luna”
  19. Ucraina: TVORCHI – “Heart of Steel”
  20. Norvegia: Alessandra – “Queen of Kings”
  21. Germania: Lord of the Lost – “Blood & Glitter”
  22. Lituania: Monika Linkyte – “Stay”
  23. Israele: Noa Kirel – “Unicorn”
  24. Slovenia: Joker Out – “Carpe Diem”
  25. Croazia: Let 3 – “Mama ŠČ!”
  26. Regno Unito: Mae Muller – “I Wrote A Song”

Eurovision 2023: liveblogging prove ufficiali finale

Ore 21.00 – Si comincia, puntualissimi. Parte la diretta “backup” della finale in cui, lo ricordiamo, voteranno le varie giurie nazionali. Un bel video di presentazione con i Kalush Orchestra che ritroviamo poi sul palco in apertura serata.

Ore 21.07 – Parte la flag parade con tutti i partecipanti di questa edizione sulle note di diversi successi inglesi e ucraini (con brevi esibizioni di ex partecipanti come Go_A e Jamala).

Ore 21.14 – Entrano tutti e quattro i conduttori di questa edizione dell’Eurovision, incluso Graham Norton, accolti con grande entusiasmo dal pubblico di casa. Proseguono con le spiegazioni di rito su finalisti e modalità di voto.

21.19 – Austria – Teya & Salena – “Who the Hell is Edgar?”

Andrea: ottima scelta per l’apertura dell’Eurovision 2023. Come già detto, il pezzo perde punti in versione live, ma il ritmo è incalzante e ipnotico, e potrebbe fare bene. L’arena applaude a tempo, e le trovate legate al testo – una critica al mondo della discografia – sono molto ingegnose perché entrano subito nella testa.

Emanuele: Non poteva esserci opener migliore, la sala stampa batte le mani a tempo. Teya & Salena hanno sfoderato due prove di buon livello, meglio di quanto fatto in precedenza. Live il pezzo perde molto ma su disco è fortissimo. Al televoto farà benissimo, se le giurie apprezzeranno, giocheranno ai piani alti.

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21.24 – Portogallo – Mimicat – “Ai coração”

Andrea: Mimicat è veramente una artista a tutto tondo, con un carisma che scorre a fiumi da tutti gli angoli del palco dell’Eurovision 2023. Veramente encomiabile il lavoro di coreografia che è fatto per supportare un brano che trasporta lo spettatore in un viaggio per le terre del Portogallo. Merita un ottimo posizionamento, o che almeno le giurie di qualità facciano il loro lavoro e premino ampiamente scelte di stile come questa.

Emanuele: Mimicat è artista consumata e si vede. Performer di razza, regala tre minuti di grande spettacolo, in puro stile lusitano. Anche qui la sala stampa applaude tutta, convinta. Merita la top 10.

Foto: Sarah Louise Bennett / EBU

21.28 – Svizzera – Remo Forrer – “Watergun”

Andrea: il pezzo di Remo Forrer cresce ad ogni ascolto e convince soprattutto per la profondità del testo che porta (pur nella sua semplicità di interpretazione e ascolto), oltre che per una coreografia altamente evocativa che accentua ancora di più il significato delle parole che vengono cantate. Ottima la performance dell’artista, anche dal punto di vista vocale, grazie alla sua voce profonda e intonata. Farà bene, spinto dalle giurie che non perderanno d’occhio anche l’attualità delle parole.

Emanuele: Remo Forrer migliora di prova in prova, dritto come una spada, canta una ballata intensa con un pezzo molto forte soprattutto visto il momento. Le giurie potrebbero apprezzare anche il colore scuro del suo timbro vocale. Attenzione, tenetelo d’occhio per un posto al sole.

Foto: Sarah Louise Bennett / EBU

21.33 – Polonia – Blanka – “Solo”

Andrea: il motivetto orecchiabile fa il lavaggio del cervello ed è in grado di rimanere scolpito nella mente degli ascoltatori, specialmente in coloro che – dopo aver seguito le semifinali – se la ritroveranno in gara anche stasera. In fondo si tratta di una trovata mediatica, che può ritagliarsi il proprio posto da tormentone estivo, ma non porta nulla di innovativo o particolarmente esaltante, se non un agile movimento di mani che potrebbe (forse) diventare virale su TikTok.

Emanuele: Bisognerà farsene una ragione, perchè “SOLLO SOLLO” lo cantano tutti a squarciagola. Sull’inconsistenza del resto del pacchetto abbiamo già detto (e in particolare di Blanka), ma il pezzo entra nelle orecchie e non esce più. Se le giurie saranno clementi, farà molto meglio del previsto. Stasera, però, peggio del solito.

Foto: Sarah Louise Bennett / EBU

Ore 21.36 – Serbia – Luke Black – “Samo mi se spava”

Andrea: “Samo mi se spava” è un pezzo un po’ difficile specialmente al primo ascolto, ma è valorizzato da una messinscena assolutamente adatta al brano, elaborata e in grado di trattenere l’attenzione dello spettatore per cercare di capire quanto sta avvenendo sul palco dell’Eurovision 2023. Continuo a pensare che l’insieme possa disturbare una parte di pubblico, in quanto è tutto al limite dell’ipnotico e della esagerazione; un’altra parte di pubblico potrebbe però amarlo. Stasera la prova non è andata nel modo migliore dal punto di vista del canto, e le giurie che votano stasera potrebbero non favorire Luke Black a sufficienza.

Emanuele: Il “pacchetto” di Luke Black è ipnotico e coinvolgente, ma stasera sta cantando molto male. E stasera votano le giurie, purtroppo per lui e per la Serbia.

Foto: Sarah Louise Bennett / EBU

Ore 21.41 – Francia – La Zarra – “Évidemment”

Andrea: con La Zarra la Francia fa una scelta di grandissima classe. La scenografia fa ampio uso di cliché eurovisivi, come un lungo vestito che viene rimosso a metà esibizione, lei su una piattaforma che si alza e si abbassa, oltre a riflettere i fasci di luce dei fari di scena. Il brano funziona e crea un momento di enorme epicità sul “chanter la Grande France”, tra bandiera francese e cascate scintillanti di fuochi d’artificio. Stasera buona performance vocale, anche se non è apparsa cristallina su alcune parti. Le giurie apprezzeranno calorosamente il tuffo nell’atmosfera d’oltralpe.

Emanuele: Mentre voi vedrete la cartolina della Francia, stanno trasportando sul palco un baldacchino rotante con sopra La Zarra, che poi viene alzato a tre metri e mezzo da terra. Quello che non vedete durante l’esibizione invece sono i tre uomini che nel buio tolgono la copertura mentre lei canta, perchè hanno indosso una tuta nera che copre anche la testa. Per il resto, anche qui la sala stampa applaude forte e convinta. La Zarra canta benissimo e il pezzo è fortissimo.

Foto: Sarah Louise Bennett / EBU

Ore 21.45 – Viene mostrato un breve filmato che ricorda i momenti salienti delle due semifinali di martedì e giovedì, in particolare ospiti, numeri d’apertura e interval acts.

Ore 21.46 – Cipro – Andrew Lambrou – “Break a Broken Heart”

Andrea: il pezzo di Cipro è un bel brano pop che canta – come tanti altri – di una delusione d’amore. Il pacchetto completo è credibile, e interpretato in maniera convincente da Andrew Lambrou. Anche se a tratti risulta eccessivamente costruito e un po’ plasticoso, è comunque un momento piacevole. Le trovate sceniche di contrasto tra acqua e fuoco accentuano la drammaticità del testo. L’insieme funziona, ma non pare candidato a un posizionamento alto, specie per le imperfezioni di canto di stasera.

Emanuele: Andrew Lambrou era andato meglio nella prova di questo pomeriggio, mentre stasera qua e là inanella una serie di grosse stecche. Del pezzo generico s’è già detto e anche performance e messa in scena sono tutte abbastanza standard. In genere la posizione di pacchetti come questi è già abbastanza definita.

Foto: Sarah Louise Bennett / EBU

Ore 21.50 – Spagna – Blanca Paloma – “Eaea”

Andrea: basta dire “Eaea” che il pubblico parte in un enorme boato per una artista che è diventata una piccola icona dell’Eurovision 2023 grazie all’amore che gli eurofan (specie gli sfegatati spagnoli) le esprimono quotidianamente. Blanca Paloma ha il pregio di portare sul palco una rivisitazione in chiave elettronica di un genere che fa parte del folklore spagnolo, il flamenco. Molto evocativa la messinscena, anche in questo caso quasi ipnotizzante, ma ricca di gestualità, e con uso calcolato di luci e grafiche. Epici gli acuti finali che strizzano l’occhio alle giurie di qualità.

Emanuele: Sala stampa in delirio per Blanca Paloma, ma il pezzo – che non c’è – punta tutto sulla vocalità e sull’effetto ipnotico e straniante. Purtroppo stasera la prima delle cose è traballante. Mi pare difficile che possa ripetere il piazzamento di Chanel.

Foto: Sarah Louise Bennett / EBU

Ore 21.55 – Breve clip riguardante la versione per i più giovani della kermesse europea: lo Junior Eurovision Song Contest. Si fa riferimento in particolare alla vittoria della Francia grazie al giovane Lissandro. Lo Junior Eurovision 2023 sarà ospitato dalla città francese di Nizza!

Ore 21.57 – Svezia – Loreen – “Tattoo”

Andrea: l’esibizione di “Tattoo” continua a convincere nonostante gli adattamenti che la delegazione svedese ha dovuto effettuare per rispettare i limiti tecnici che il palco dell’Eurovision 2023 di Liverpool ha imposto loro. A forza di provare, il pacchetto risulta convincente anche così, senza troppa nebbia, con inquadrature meno perfette, una piattaforma sensibilmente più ridotta. Peccato per la performance vocale della cantante che, in una prova importante come quella delle giurie, che in molti casi non perdonano errori legati alla qualità del canto, è risultata imperfetta e vagamente affaticata dopo una settimana di prove e ripetizioni. L’accoglienza del pubblico è comunque incredibile, ed è ovvio che si posizionerà benissimo.

Emanuele: Continuo a ritenere questo pezzo tremendamente generico, molto più di tanta altra roba altrettanto di plastica portata dalla Svezia. Stasera poi sta cantando malissimo. Se in tutto questo dovesse comunque vincere per le giurie, inizierei a farmi due domande.

Foto: Corinne Cumming / EBU

Ore 22.03 – Albania – Albina & Familja Kelmendi – “Duje”

Andrea: prendete qualche urlo cantato di disperazione, vestiti di scena scuri e vagamente etnici, qualche sound un po’ balcanico, mescolate bene ed otterrete una tipica canzone dell’Albania all’Eurovision. “Duje” è un pezzo poco immediato ma che – dopo diversi ascolti – guadagna sensibilmente punti. Qualificatasi a sorpresa dalla semifinale di giovedì, Albina e la sua famiglia regalano tre minuti dal sapore genuino e piacevoli da vedere. Nessun guizzo di memorabilità – non è nemmeno l’intento della canzone – ma almeno continua a a divertire la scena dello sventolamento dei fazzoletti rossi. E cantano bene.

Emanuele: Bisogna ammettere che il complessino a matrice familiare di Albina sa fare il suo mestiere. Onesti musicisti che suonano e cantano benissimo. Lei è intonatissima e il brano è cresciuto tantissimo con gli ascolti. Tutta la performance trasmette una grande armonia e l’affiatamento che deriva dall’essere parenti. Nonostante l’effetto “matrimonio a Tirana”, non mi stupirei vederli domani sera ai piani alti

Foto: Sarah Louise Bennett / EBU

Ore 22.08 – Italia – Marco Mengoni – “Due vite”

Andrea: Marco è una garanzia. In scena all’Eurovision 2023 ha portato una esibizione intima, ma ricca di carisma e sensibilità. Pressoché perfetto e cristallino nella interpretazione vocale del brano, colpisce sempre per la scelta di portare con sé sul palco due ballerini che rimbalzano ritmicamente su un tappeto elastico mentre cercano di salire una scala. Un bel paragone con il testo della canzone, con i giri che fanno le due vite di cui Mengoni canta. Peccato che, forse, nella scaletta delle inquadrature, questi vengano poco valorizzati. Si tratta di una trovata scenica inedita per questo palco e avrebbe meritato qualche secondo in più di attenzione. Ma l’insieme è

Emanuele: Sarà che stasera qui in sala stampa noi italiani siamo pochi (sorpresi? Noi no: i “big” sono arrivati per le interviste e se ne sono andati, torneranno domani sera) ma l’accoglienza per Mengoni è freddina. Ma non ci sono storie, oggi pomeriggio e stasera ha sfoderato due prove super. Applausi anche qui nel finale, finalmente

Foto: Corinne Cumming / EBU

Ore 22.12 – Estonia – Alika – “Bridges”

Andrea: Alika porta una bella ballad sul palco dell’Eurovision 2023. Ancora una volta, la cantante estone offre al pubblico una esibizione vocalmente corretta, che sarà apprezzata dalle giurie. Ci sono tutti i crismi tipici delle ballad eurovisive, con l’unica nota di originalità legata al pianoforte che suona da solo. Ma è comunque una esibizione di classe, ben eseguita. Il posizionamento nella scaletta subito dopo Mengoni la penalizza un po’.

Emanuele: “Bridges” è una carezza per le orecchie e tocca il cuore. Alika canta meravigliosamente, – addirittura superlativa oggi pomeriggio – e tutto ha un’atmosfera molto lounge, una ballad anni 90 di grande spessore. Resta da capire come la accoglieranno le giurie, ma onestamente meriterebbe un piazzamento di livello. Arena in delirio, sala stampa così così, ma chi applaude si fa sentire.

Foto: Sarah Louise Bennett / EBU

Ore 22.16 – Finlandia – Käärijä – “Cha Cha Cha”

Andrea: Käärijä è una macchina da guerra. Ancora una volta mette in scena una esibizione convincente, estremamente energica, quasi al limite dell’aggressività. L’accoglienza dell’arena è stata epica, con un boato di gran lunga superiore anche a quello offerto alla svedese Loreen e diversi applausi o urla partite a più riprese anche durante l’esibizione. La Finlandia è candidata certa alla vittoria, anche se rimane da capire il supporto che le daranno stasera le giurie di qualità: si faranno ipnotizzare dal ritmo della performance e dal carisma del cantante, o lo penalizzeranno viste le correzioni elettroniche della sua voce? Ma al pubblico questo non interessa, balla e basta.

Emanuele: Mani e piedi tutti a tempo, dall’inizio alla fine, in sala stampa. Il posizionamento dopo due ballate è abbastanza emblematico. Lui è una carica di energia. Winner feeling molto forte, il podio mi sembra comunque un risultato non difficile da centrare

Foto: Corinne Cumming / EBU

Ore 22.20 – Cechia – Vesna – “My Sister’s Crown”

Andrea: si entra nella seconda metà delle performance della serata con le Vesna. Un testo profondo, con forti richiami all’Ucraina ma anche alla forza e all’indipendenza delle donne, messo in scena dal gruppo di cantanti con una performance a tratti graffiante, a tratti delicata, con un alternarsi di movimenti convulsi e altri più regolari, calcolati e simmetrici. Le voci si armonizzano bene insieme, e saranno apprezzate all’est, grazie all’uso di diverse lingue locali. Merita un buon piazzamento, ma forse sarà complicato.

Emanuele: il canto all’unisono non è facile, serve una precisione massima nelle armonie. Vesna invece in più di qualche occasione hanno mostrato incertezze. Il pezzo è moderno ed etnico allo stesso tempo, il messaggio è forte, ma non so se basterà per la parte sinistra della classifica

Foto: Sarah Louise Bennett / EBU

Ore 22.25 – Australia – Voyager – “Promise”

Andrea: è evidente chi ha grande esperienza nel calcare palchi di diverso calibro e si trova ad ampio agio anche su quelli più complicati come quello dell’Eurovision 2023. I Voyager sono una ventata d’aria fresca, e portano sul palco un pezzo con tratti di memorabilità nelle scelte stilistiche. Un brano che invita a ballare e ad alzare il volume della televisione, oltre che a fare da sottofondo ai viaggi in macchina, come suggerisce l’auto portata in scena. Qualche imprecisione vocale – stasera – per il frontman, ma poco importa, l’esibizione è veramente elettrizzante. Basta scrivere, ora mi scateno un po’ anche io.

Emanuele: In arena questo pezzo è un ciclone che ti travolge, potenza allo stato puro. L’esperienza di 20 anni sui palchi di mezzo mondo si vede e si sente, anche se stasera pagano un po’ tutti la stanchezza di una settimana di prove. “Promise” però cresce ad ogni ascolto e credo che le giurie la premieranno come merita.

Foto: Chloe Hashemi / EBU

Ore 22.28 – Belgio – Gustaph – “Because of You”

Andrea: Gustaph è proprio quella persona che solo a vederla ti mette il buonumore, e il suo pezzo svolge proprio questo scopo. “Because of You” invita ad essere sé stessi, e lo fa col sorriso e il divertimento. Carisma da vendere, anche se contornato da qualche imprecisione vocale, fa ancheggiare sul posto o quantomeno schioccare le dita. Peccato per il posizionamento in scaletta, subito dopo i Voyager, che si mangiano il palco e spettinano gli spettatori. Che almeno avranno il tempo di ricomporsi un po’ con la performance del Belgio.

Emanuele: Gustaph è un artista navigato, con anni di esperienza nel settore della dance e si vede. Ma il pezzo è polveroso, con venature che ricordano un certo funky di metà anni 90.

Foto: Chloe Hashemi / EBU

Ore 22.33 – Breve intermezzo dei conduttori con collegamento col celebre commentatore britannico Graham Norton.

Ore 22.36 – Armenia – Brunette – “Future Lover”

Andrea: “Future Lover” è un bel pezzo moderno messo in scena in maniera molto interessante, posizionando la cantante in una piattaforma pendente per simboleggiare la precarietà che il testo della canzone vuole trasmettere. Bellissime le proiezioni sulla cantante e piattaforma stessa, che creano giochi di luci ed ombre che catturano l’attenzione e generano effetti ottici particolari. Poco utile l’intermezzo dove la cantante scende dalla piattaforma e balla, ma fa parte di un pacchetto ben costruito, pressoché perfetto.

Emanuele: Brunette si muove sul palco da popstar consumata, nonostante la giovane età ed una esperienza ancora relativa. Sarà una interessante sfida fra “slay queens” con Noa Kirel.

Foto: Chloe Hashemi / EBU

Ore 22.41 – Moldavia – Pasha Parfeni – “Soarele si luna”

Andrea: Pasha Parfeni è familiare al palco dell’Eurovision, forte della fortunata partecipazione nel 2012, e ha saputo costruire una esibizione adatta al contesto e, soprattutto, alla propria canzone. Il brano, che attinge a piene mani alla sonorità etnica est-europea, ne riprende diversi elementi simbolici, tra cui ampi vestiti di scena, cappelli con annesse corna e, soprattutto, il piccolo nano flautista, che non passerà certamente inosservato. Bene anche la voce, anche se dopo tutte le prove dei giorni scorsi anche Pasha sembra ormai essere meno potente.

Emanuele: Come si diceva qui in sala stampa, è un gran peccato che a Paesi come questo sia richiesto sempre di portare brani stereotipo della rappresentazione che l’occidente ha di essi, penalizzando invece una scena pop interessante.”Soarele si luna” è il perfetto esempio di un brano che fuori dalla rassegna non avrà alcun futuro.

Foto: Corinne Cumming / EBU

Ore 22.45 – Ucraina – TVORCHI – “Heart of Steel”

Andrea: “Heart of Steel” è un pezzo modernissimo, ottimamente pensato e realizzato, con inserti in ucraino in un testo altamente evocativo e ricco di rimandi all’attuale situazione geopolitica. Di alto livello la messinscena, con cantante e ballerini che interagiscono con i pannelli luminosi in scena a creare soluzioni simili alla realtà aumentata. Raccoglierà tanti punti non solo perché è l’Ucraina, ma anche perché l’insieme lo merita.

Emanuele: Dei Tvorchi convince più la performance del pezzo, che manca di quella originalità che avevano le entry ucraine recenti. Ma sono bravi e tutto l’insieme funziona. Faranno bene, forse anche benissimo

Foto: Sarah Louise Bennett / EBU

Ore 22.50 – Norvegia – Alessandra – “Queen of Kings”

Andrea: la “nostra” regina dei re è tornata e lo fa forte di una esibizione sempre convincente e – fortunatissima – di una posizione d’uscita in scaletta estremamente generosa. C’è una grandissima grinta, l’energia scorre a fiumi, l’interpretazione è graffiante e perfetta nella interazione con pubblico e telecamere. Molto bene anche la performance vocale – importante per impressionare le giurie con un brano del genere – in una serata in cui tanti altri hanno dimostrato imperfezioni e sbavature. Grande boato della Liverpool Arena sul finale. Forza Alessandra, l’Italia è con te!

Emanuele: Qui in sala stampa ci hanno tolto l’audio per il primo minuto e allora abbiamo cantato noi. Quando ritorna ritroviamo un’ Alessandra in forma, prima che prenda – purtroppo – una stecca. Tutto l’insieme resta comunque fortissimo e di grande energia.

Foto: Corinne Cumming / EBU

Ore 22.54 – Germania – Lord of the Lost – “Blood & Glitter”

Andrea: il collocamento dei Lord Of The Lost subito dopo Alessandra Mele permette allo spettatore di crescere ancora di più di intensità ed essere letteralmente shakerato dal rock di “Blood & Glitter”. L’esibizione è convincente, trasporta lo spettatore in una dimensione parallela fatta di fuoco e fiamme, ed è portata a casa con una incredibile perfezione vocale del frontman, che può raggiungere anche grazie alla sua esperienza di carriera. La Germania è in gara per fare bene, e i Lord Of The Lost lo testimoniano.

Emanuele: anche questo pezzo in arena è una esplosione di energia. Il frontman ha evidenti problemi all’auricolare ma dalla performance non sembra. Anche qui l’esperienza sui palchi paga. Sehr Gut, Deutschland!

Foto: Corinne Cumming / EBU

Ore 22.58 – Lituania: Monika Linkyte – “Stay”

Andrea: alla fine è uno dei motivetti che canticchio di più, insieme al “Poe Poe Poe” di Teya & Salena e al “Cha Cha Cha” della Finlandia: “Chuto Tuto” ti si imprime nel cervello anche se non vuoi, e alla fine ti ritrovi ad apprezzare la ballad della Lituania. “Stay” è comunque un pezzo carino, portato in scena da Monika con grande abilità e senza sbagliare un colpo. L’ordine d’esibizione sul finale potrebbe facilitarle la raccolta punti dalle giurie, da cui l’importanza della buona riuscita della prova di stasera.

Emanuele: La cosa migliore del “pacchetto” lituano è il bel faccino di Monika Linkyte, a cui quel vestitino arancione sta benissimo. Il pezzo è molto ben cantato – anche qui si sente l’esperienza – ma scivola via come acqua corrente.

Foto: Chloe Hashemi / EBU

Ore 23.02 – Israele – Noa Kirel – “Unicorn”

Andrea: Noa Kirel è una artista a tutto tondo, con indiscutibili abilità vocali e egregie capacità di tenere la scena, grazie al fatto che sa ballare e ha carisma da vendere nonostante sia giovanissima. Il pezzo, purtroppo, è molto plasticoso, e a tratti pare un patchwork di stili diversi incollati insieme un po’ alla rinfusa per creare un pezzo di tre minuti. Bisogna comunque ammettere che il pacchetto è piuttosto forte, e Noa è veramente impeccabile nella sua performance grazie alla sua personalità che copre le falle del pezzo.

Emanuele: Noa Kirel ha vinto cinque volte il Best Israeli Act agli MTV European Awards negli ultimi cinque anni e di anni ne ha appena 21. Popstar da primo posto in patria, ha potenzialità per diventare una stella internazionale. Il pezzo e la scenografia sono trite e ritrite, ma lei si mangia letteralmente il palco. Pheno-Pheno-Phenomenal.

Foto: Sarah Louise Bennett / EBU

Ore 23.06 – Slovenia – Joker Out – “Carpe Diem”

Andrea: i Joker Out arrivano dopo la scarica di energia di Noa Kirel ma sanno cavalcarne l’energia positiva e moltiplicarla per un fattore molto alto, mantenendo altissimo il ritmo di una chiusura di serata molto movimentata e danzereccia. Impressionante il concerto che, di volta in volta, l’esperta band slovena riesce a portare in scena. Promossi come sempre a pieni voti, sia per performance scenica, vocale e di presenza. Speriamo che l’ordine d’esibizione clemente li aiuti a raggiungere un risultato soddisfacente: lo meritano per genuinità e credibilità della proposta!

Emanuele: Joker Out confermano quanto di buono visto in questa settimana. Grande grinta ed energia, vocalmente centrati, anche loro tengono il palco con grande esperienza. Potrebbero essere la grande sorpresa delle giurie.

Foto: Sarah Louise Bennett / EBU

Ore 23.10 – Croazia – Let 3 – “Mama ŠČ!”

Andrea: avete presente quando ho scritto che i Joker Out hanno cavalcato l’onda energetica di Noa Kirel e l’hanno moltiplicata? Beh, con l’arrivo dei Let 3 subito dopo di loro, si continua su questa scia positiva e l’arena scoppia in urla di approvazione per un gruppo completamente irriverente e fuori dagli schemi che diverte all’inverosimile pur cantando un testo ricco di riferimenti a tematiche di grande importanza storica, politica e sociale. Non è chiaro quanto le giurie potranno premiare la proposta, ma farà facilmente incetta di punti al televoto. E, nonostante il frontman abbia avuto qualche problema di mal di gola nei giorni scorsi, non sembra aver sofferto durante la prova di stasera. Le mine vaganti dell’edizione sono pronte a scompaginare le carte in tavola?

Emanuele: Credibili nonostante gli eccessi, il pezzo ha un arrangiamento eccezionale che ne riveste il lato giocoso ed ironico. L’arena è in delirio. Lasciano un sorriso a fine brano e per questo potrebbero fare molto meglio del previsto anche per le giurie.

Foto: Corinne Cumming / EBU

Ore 23.15 – Regno Unito – Mae Muller – “I Wrote A Song”

Andrea: il pezzo del Regno Unito sarebbe anche interessante, non fosse che Mae Muller lo canta senza controllare bene la propria voce e regalando così al pubblico una performance ampiamente insufficiente. I molteplici urli che si innalzano dall’arena – per sostenere la beniamina del paese ospitante – potrebbero far parzialmente dimenticare la pioggia di imperfezioni canore, ma è un vero peccato perché la messinscena (tra colori accesi e ballerini) sarebbe molto forte.

Emanuele: Come buttare via un podio. Stasera Mae Muller, si muove meno per provare a stare più attenta alla traballantissima intonazione. Ci riesce per metà canzone, poi parte per la tangente e non si riprende più. Una prova vocale modestissima che rovina quello che a mio parere è il pezzo più forte di questa edizione, che in versione studio è fortissimo e in radio sarà un banger. Purtroppo, abbinato probabilmente a una bottom 5.

Foto: Sarah Louise Bennett / EBU

Ore 23.20 – Si apre il (finto) televoto di questa serata e si procede immediatamente con un riassunto delle 26 canzoni in gara.

Ore 23.28 – Esibizione di Sam Ryder, secondo classificato all’Eurovision 2022 di Torino proprio per il Regno Unito. Sul palco porta una bella e piacevole esibizione del suo nuovo singolo “Mountain”. Con lui sul palco persone con diverse disabilità. Alla batteria c’è anche il batterista dei Queen Roger Taylor!

Ore 23.35 – Continuano siparietti dei conduttori con ospiti e con il pubblico nella Liverpool Arena. In particolare vengono in quadrati nel pubblico un gruppo di emigrati ucraini che stanno seguendo lo spettacolo. Parte poi un video spiegato dal commentatore ucraino Timur riguardante il meccanismo con cui vengono presentati i voti alla finale dell’Eurovision.

Ore 23.40 – La conduttrice Alesha passa attraverso alcuni degli stand alla Liverpool Arena da cui i commentatori commenteranno domani lo show per gli spettatori televisivi.

Ore 23.41 – Secondo recap di tutte le esibizioni in gara.

Ore 23.46 – Si apre il second interval act denominato “The Liverpool Songbook“, una ben riuscita rassegna di brani famosi della discografia britannica reinterpretati da diverse star dell’Eurovision Song Contest. Tra loro anche un italiano, Mahmood (Eurovision 2019), che aprirà la rassegna con una reinterpretazione da pelle d’oca di “Imagine” di John Lennon. Segue Netta (Israele Eurovision 2018) con “You Spin Me Round” dei Dead or Alive, oltre a Daði Freyr (Islanda Eurovision 2020-2021) con “Whole Again” delle Atomic Kitten. C’è anche spazio per Cornelia Jakobs (Svezia Eurovision 2022) con una cover di “I Turn To You” di Melanie C, insieme a Sonia, cantante di Liverpool che canta il brano che ha portato all’Eurovision 1993 per il Regno Unito, intitolato “Better The Devil You Know”… 30 anni dopo! Si chiude il segmento con Duncan Laurence (Paesi Bassi Eurovision 2019) con “You’ll Never Walk Alone”, raggiunto da tutti gli altri cantanti sul palco. Appare anche Ruslana (Ucraina Eurovision 2004) in video.

Emanuele: Il medley finale con Mahmood è eccezionale. La canzone è perfetta per il suo colore vocale. Il resto è un bellissimo viaggio alla scoperta della musica made in Liverpool che fa riscoprire anche vecchi successi.

Ore 23.59 – Terzo recap di tutte le esibizioni in gara.

Ore 00.05 – Chiusura del (finto) televoto! Parte un videoclip in cui il membro degli ABBA Björn Ulvaeus parla dell’importanza del successo che arriva dal vincere l’Eurovision. Ampie citazioni per gli italiani Maneskin, vincitori nel 2021, poi diventati star mondiali.

Ore 00.10 – Comincia il (finto) segmento di collegamento con gli spokesperson di ogni paese partecipante per vedere i 12 punti di ogni giuria nazionale.

Ore 00.44 – Finisce il (finto) segmento dedicato alla raccolta dei punti delle giurie nazionali, con l’Italia in testa (per finta) con 247 punti. Si passa ora all’annuncio dei risultati del televoto.

Ore 00.58 – Finisce il (finto) segmento dedicato alla presentazione di tutti i punti, con l’incoronazione del finto vincitore della serata, il Regno Unito con 409 punti, che ha superato col televoto l’Italia (classificatasi poi seconda con 389 punti, a un solo punto di differenza dalla Norvegia). Il (finto) vincitore sta ora andando sul palco per ritirare il premio (l’ambito microfono di cristallo viene consegnato dai Kalush Orchestra, vincitori della scorsa edizione) ed esibirsi nuovamente col brano vincitore!

Questo liveblog termina qui. Appuntamento a domani su Rai 1 alle 21:00 per la finalissima e il commento di Mara Maionchi e Gabriele Corsi! Rimanete sintonizzati sulle pagine di Eurofestival.News per tutte le informazioni in tempo reale sull’Eurovision 2023 e il nostro liveblog ufficiale con scaletta e commenti di domani sera!


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