Jamala (Eurovision 2016) inserita nella lista dei ricercati dal Ministero degli Interni russo

Jamala Stockholm

Mandato di cattura, con un’accusa “pesante”: aver diffuso notizie false sull’esercito russo. Con questa accusa la vincitrice dell’Eurovision 2016 Jamala è stata inserita dal Ministero degli interni russo nell’elenco dei ricercati.

In realtà l’accusa non è ufficiale ed è indicata genericamente con “crimini non meglio specificati”, ma secondo quanto emerge dall’agenzia TassJamala sarebbe accusata di quello che per il codice penale russo, recentemente riformato, è un crimine, appunto aver diffamato le forze armate russe. L’accusa viene infatti generalmente mossa a tutti gli oppositori della guerra mossa dalla Russia nei confronti dell’Ucraina. La stessa Tass tiene a sottolineare come Jamala sia anche “una sostenitrice del movimento Lgbt e del matrimonio tra persone dello stesso sesso in Ucraina”. Condizioni alle quali come è noto, la Russia si oppone.

 Sempre secondo fonti russe, la cantautrice ucraina di origini tataro-crimeane,  sarebbe stata “arrestata in contumacia” nel Novembre 2022  e nell’aprile dello stesso anno Jamala è stata inserita nella lista degli artisti ucraini a cui è proibito l’ingresso in Russia per 50 anni.

Jamala, che ha risposto ironicamente con post su Instagram nel quale si è geolocalizzata, sottolineando dove tutti sappiano sempre dove si trova visto che viaggia sempre per via del suo lavoro e che quindi Mosca, se vuole catturarla, sa dove trovarla.

Tentativi di intimidazione

Parlando a Sky News, Jamala ha sottolineato come siano venuti a cercarla in Crimea:

Ho sentito voci che qualcuno è venuto dai miei parenti in Crimea e ha cercato di spaventarli. Stanno cercando di fermarmi o spaventarmi,  ma credo fermamente che come artista, come musicista, come cantautore, possa essere reale e vivere la mia vita come voglio. Però è una cosa  stressante per la mia famiglia, per i miei genitori, i miei figli. Mi preoccupo soprattutto per loro.

La vittoria all’Eurovision

Nel 2016, sul palco di Stoccolma, Jamala vinse con “1944”, una canzone ispirata ad una vicenda familiare, ovvero la deportazione della bisnonna insieme alla comunità dei Tatari di Crimea (circa 200.000 persone) dalla Penisola in Kirghizistan, per mano dell’Unione Sovietica di Stalin durante la Seconda Guerra Mondiale e mentre il bisnonno  stava invece combattendo nelle fila dell’Armata Rossa.

 La stessa Jamala è nata nella terra in esilio. Per stessa ammissione dell’artista, la vicenda storica era un modo per accendere i riflettori sulla situazione del popolo della Crimea, a due anni dall’annessione unilaterale della penisola da parte della Russia dopo un referendum pilotato e non riconosciuto a livello internazionale.

Da sempre in prima linea a difesa dell’Ucraina, è stata in prima fila della resistenza dall’inizio dell’intervento di Mosca in Ucraina, nel febbraio del 2022.

Proprio quella canzone ha aperto “le ostilità” fra Russia ed Ucraina all’Eurovision Song Contest, sfociata in una escalation di episodi anno dopo anno. Sino all’invasione del Febbraio 2022 ed alla successiva espulsione della Russia dal consorzio Ebu e quindi dall’Eurovision.

Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cittadino d'Europa

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