Sanremo 2024: Mahmood e quel secondo Eurovision nel 2022 con Blanco

Blanco Mahmood Torino Eurovision
Credits: EBU / Sarah Louise Bennett

Quella che stiamo per raccontare è la seconda parte di una storia già narrata. A suo tempo, infatti, vi parlammo di cos’era accaduto a Mahmood nel memorabile Eurovision 2019, in cui fu secondo con “Soldi” e cominciò ad avere un validissimo successo in Europa.

Nel frattempo, è successo qualcos’altro. Mahmood nel concorso continentale ci è tornato. E non da solo. Il 4 dicembre 2021, arrivò l’annuncio dei partecipanti al Festival di Sanremo. Era noto che Mahmood sarebbe stato con alta probabilità tra i partecipanti. Quello che nessuno sapeva era che, per l’occasione, si sarebbe unito a Blanco, capace di avere un successo enorme in poco più di un anno. “Brividi” fu la canzone prescelta.

E, fin dall’inizio, si compresero subito tre cose. La prima: Gianni Morandi, rimessosi in gioco come concorrente, sapeva ancora divertirsi e faceva divertire. La seconda: Elisa era la chiara contendente. La terza: Mahmood e Blanco, fin dal primo momento, erano i favoriti numeri uno.

La forza del duo fu confermata dai risultati finali: primo posto schiacciante, ottenuto per tutte le categorie di voto (demoscopica, sala stampa e televoto), con Elisa e Morandi a seguire. In breve, fu confermato: sarebbero stati loro a rappresentare l’Italia all’Eurovision di Torino.

Mahmood e Blanco verso l’Eurovision

Per i due artisti subito una necessità: quella di spostare alcune date dei propri tour, che coincidevano proprio con le date del 10, 12 e 14 maggio, quelle cioè del concorso. Ma anche con quelle delle prove precedenti.

Nel frattempo, il mondo fu sconvolto dall’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, era il 24 febbraio 2022. Nel giro di pochi giorni, sanzioni contro il Paese invasore piovvero da tutte le parti. Le emittenti russe prima furono estromesse, poi l’EBU ne decise la sospensione: finché non terminerà, non potranno partecipare all’Eurovision.

Non fu un cammino così semplice, quello di Mahmood e Blanco verso Torino. E questo lo si vide fin dalle primissime prove. Anzi, fin dalla prima. Mahmood si presentò, reduce da un concerto del giorno precedente, mentre Blanco no, perché non aveva spostato quello di Firenze della sera stessa.

Emerse poi, come da affermazioni di colui che all’anagrafe è Riccardo Fabbriconi, che era stata inoltrata una richiesta di spostamento di quelle prove. Respinta.

C’è un altro particolare che pochi conoscono: la performance come l’ha vista tutta Europa era inizialmente differente. Questo in virtù dei problemi occorsi al sole cinetico progettato appositamente per il palco da Francesca Montinaro. Un’idea tecnologicamente molto bella e azzardata, ma che all’atto pratico non fu possibile attuare (e quindi fu impossibile sfruttare questa novità anche da parte dei nostri rappresentanti).

Mahmood e Blanco a Torino

Per tutta la settimana, i due cercarono di rimettere in piedi lo stesso tipo di intesa che si era visto, trionfalmente, a Sanremo. Pian piano, tutto sembrava andare per il verso giusto, con una performance, quella del venerdì per le giurie, che si rivelò essere la migliore fino a quel momento.

Poi venne il sabato, e non fu un sabato fortunato. Vuoi per l’emozione, vuoi perché l’Eurovision in casa è a volte una cosa particolare, vuoi per mille ragioni, l’esibizione di fronte a quelli che, in quel momento, erano quasi otto milioni su Rai1, non fu impattante come nelle speranze.

Fu anche questa la ragione per cui, all’atto pratico e dopo i 158 punti delle giurie, dal televoto ne arrivarono “solo” 110. Che, per paradosso, sarebbero anche abbastanza, ma meno del solito cui l’Italia ha abituato nel corso degli anni (o meglio, dal 2016: per ben quattro volte oltre quota 200 al televoto).

Il totale fu comunque di 268, a portare verso un sesto posto che fu il miglior risultato di un Paese ospitante da “If I were sorry” di Frans nel 2016 (quinto).

Mahmood ancora: Liverpool

Il seguito della carriera di Mahmood l’ha visto tornare ancora una volta sul palco dell’Eurovision. Ed è accaduto proprio l’anno scorso. Per la prima volta, in un’edizione non italiana del concorso, un artista del nostro Paese si è ritrovato ospite.

A Liverpool, all’interno del “Liverpool Songbook” chiuso da una meravigliosa “You’ll never walk alone” interpretata per l’occasione da Duncan Laurence, anche l’artista milanese si esibì in un grandissimo classico della città dei Beatles. Anzi, cantò proprio le note di John Lennon. “Imagine”, canzone iconica come pochissime altre al mondo.

E, adesso, ci riprova ancora al Festival. “Tuta gold”: sarà tris come solo Domenico Modugno, Claudio Villa (4 vittorie) e Iva Zanicchi (3) hanno saputo fare?

Di seguito le retrospettive precedenti relative agli artisti in gara quest’anno:

Diodato – Eurovision 2020 (che non fu mai)

Ricchi e Poveri – Eurovision 1978

Il Volo – Eurovision 2015

Di Emma Marrone e del suo 2014 parlammo già nel 2022.


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