Eurovision 2024, Islanda: passano il turno i VÆB e Anita Rós Þorsteinsdóttir

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Ha preso il via ieri sera, dai nuovissimi studi televisivi TRUENORTH di Fossaleynir (Reykjavík), la 30° edizione del Söngvakeppnin (Festival della canzone islandese) che come da tradizione seleziona l’artista e il brano rappresentanti dell’Islanda all’Eurovision Song Contest.

Come di consueto ormai da otto anni a questa parte, il programma si svolge in due semifinali e una finalissima: ogni semifinale vede cinque brani in gara, di cui due passano il turno dopo un round di voto giudicato interamente dal pubblico islandese. Alle quattro finaliste si aggiunge tradizionalmente una quinta, scelta da una giuria tecnica fra gli eliminati delle due serate.

Lo show va in onda sul primo canale islandese RÚV1, è prodotto da Vilhjálmur Siggeirsson e Þór Freysson e vede alla conduzione lo stesso trio già sugli scudi nella scorsa, fortunatissima edizione: l’attrice, conduttrice ed ex Miss Islanda Ragnhildur Steinunn Jónsdóttir, il musicista e cantante Unnsteinn Manuel Stefánsson e il conduttore radiofonico Sigurður Þorri Gunnarsson.

L’opening act ha visto la partecipazione di Friðrik Ómar Hjörleifsson, rappresentante islandese all’Eurovision nel 2008 (con gli Euroband) e Sigríður Beinteinsdóttir (Sigga Beinteins), che invece ha preso parte alla kermesse europea in tre occasioni (nel 1990 con gli Stjórnin, nel 1992 con gli Heart 2 Heart e finalmente nel 1994 da solista).

I due si sono esibiti in un medley di undici grandi successi del Söngvakeppnin: Eitt lag enn degli Stjórnin (4° all’Eurovision 1990), Is It True? di Yohanna (2° all’Eurovision 2009), Með hækkandi sól delle Systur (23° all’Eurovision 2022), Nína di Stefán Hilmarsson ed Eyfi Kristjánsson (15° all’Eurovision 1991), Í síðasta skipti di Friðrik Dór Jónsson (2° al Söngvakeppnin 2015), Hvað ef ég get ekki elskað? di Friðrik Ómar (2° al Söngvakeppnin 2019).

E poi ancora Nei eða já degli Heart 2 Heart (7° all’Eurovision 1992), OK dei Langi Seli og Skuggarnir (2° al Söngvakeppnin 2023), Hatrið mun sigra degli HATARI (10° all’Eurovision 2019), Til hamingju Ísland di Silvia Night (non finalista all’Eurovision 2006 con il titolo di Congratulations) e infine This Is My Life degli Euroband (14° all’Eurovision 2008).

Inoltre, come interval act, Sigga Beinteins ha reinterpretato la sua proposta del 1994 (Nætur, 12° classificata all’Eurovision di Dublino) ed è stata quindi insignita di un premio alla carriera.

La prima canzone a staccare il biglietto per la finalissima del 2 marzo è Bíómynd (Film), presentata dal duo pop/rap VÆB. Si tratta del progetto discografico dei fratelli Hálfdán Helgi Matthíasson e Matthías Davíð Matthíasson, 20 e 18 anni, molto popolari su TikTok ed assurti alle cronache durante la pandemia da COVID-19 per aver trasmesso in diretta streaming i funerali tenuti presso la chiesa Lindarkirkja ai parenti dei defunti bloccati a casa dal lockdown. Il brano è scritto dagli stessi fratelli Matthíasson assieme a Drífa Nadía Thoroddsen Mechiat.

Assieme ai VÆB passa il turno e si qualifica per la finale anche Anita Rós Þorsteinsdóttir, 28enne insegnante di danza e coreografa di Reykjavík, al debutto come artista solista dopo aver preso parte al Söngvakeppnin come backing dancer nel 2022 per Hjartað mitt (Cuore mio) di Stefanía Svavarsdóttir e per Hækkum í botn (Andiamo verso il fondo) di SUNCITY & Sanna Martinez, entrambe eliminate in semifinale.

La canzone che porta in gara quest’anno si intitola Stingum af (Scappiamo) ed è scritta da Jake Tench assieme ad Ásdís María Viðarsdóttir, finalista del Söngvakeppnin nel 2014 con Amor (Amore) e conosciuta anche in Italia per il suo featuring con Daði Freyr (già rappresentante islandese all’ESC 2021) per il brano Feel The Love, che vanta su Spotify quasi 4 milioni di streaming.

Lasciano invece momentaneamente la competizione CeaseTone con il brano (Calma), Blankiflúr con Sjá þig (Ci vediamo) e Sunny (Sunna Kristinsdóttir) con Fiðrildi (Farfalla). Per queste tre proposte resta viva la speranza del ripescaggio, con la giuria tecnica che come da tradizione annuncerà l’ultima ammessa alla finale in coda alla semifinale di sabato prossimo.

Dal Söngvakeppnin 2024 all’Eurovision

La 30° edizione del Söngvakeppnin va in onda su RÚV1 per tre sabati, da stasera fino alla finalissima del 2 marzo. Ai concorrenti è consentito presentare due versioni del loro brano: in semifinale sono obbligati dal regolamento a cantare in islandese, mentre nella finale possono decidere se mantenere la versione originale o esibirsi in un’altra lingua.

Unico vincolo è che la canzone vincitrice venga poi eseguita all’Eurovision nella stessa versione e nella stessa lingua con cui l’artista si è esibito nella finale del Söngvakeppnin.

Sia Anita che i fratelli VÆB al momento sono intenzionati a tradurre il proprio brano in occasione della finalissima: Stingum af diventerà Downfall, mentre Bíómynd lascerà il posto a Movie Scene (mantenendo comunque una strofa rappata in lingua islandese).

La finale si svolgerà sulla distanza dei tradizionali due round di voto: nel primo turno le cinque proposte rimaste in gara verranno scremate a due da una giuria internazionale e dal televoto, mentre nel secondo si terrà il tradizionale duello finale fra i due brani più sostenuti, con le nuove preferenze del pubblico che si sommeranno ai voti raccolti nel round precedente.

Sabato 24 febbraio si terrà la seconda semifinale, dove parteciperanno i seguenti cinque artisti e brani:

  • Hera Björk ÞórhallsdóttirVið förum hærra (Andiamo più in alto)
  • Heiðrún Anna Björnsdóttir, Þjakaður af ást (Tormentata dall’amore)
  • Bashar Murad, Vestrið villt (Selvaggio West)
  • Sigga Ózk, Um allan alheiminn (In tutto l’universo)
  • MAIAA (María Agnesardóttir), Fljúga burt (Vola via!).

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