Islanda: l’autrice del brano vincitore chiede di mandare all’Eurovision 2024 il secondo classificato Bashar Murad

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È sempre più in forse la partecipazione dell’Islanda all’Eurovision Song Contest 2024. Ásdís, autrice del brano vincitore del Söngvakeppnin “Scared of heights” interpretato da Hera Björk, ha dichiarato di non voler seguire l’artista islandese a Malmö qualora la cantante, già in gara all’Eurovision 2010, accettasse di partecipare anche quest’anno.

Non solo, l’artista islandese, molto popolare in patria e all’estero grazie anche alla fortunata collaborazione con l’ex-rappresentante eurovisivo Daði Freyr, ha chiesto espressamente di invalidare i risultati del Söngvakeppnin 2024 e mandare a Malmö il secondo classificato Bashar Murad, in gara con “Wild west”.

Come riporta il sito dell’emittente islandese RÚV, Ásdís María Viðarsdóttir, ha annunciato che, se Hera Björk confermerà la sua partecipazione all‘Eurovision Song Contest 2024, lei non la seguirà a Malmö:

Se accadrà, non andrò alle finali [dell’Eurovision n.d.a.]. La mia coscienza non me lo permetterebbe. Mi sento in una situazione spiacevole ma sono orgogliosa di Hera e della sua performance impeccabile. Ci sono tante persone che hanno dato tutto per preparare la performance al meglio così com’è poi avvenuto. Faccio questo volendo comunque bene e nel massimo rispetto di Hera e di tutti.

Secondo Ásdís ci sono state delle irregolarità nel televoto della superfinale a due del Söngvakeppnin, che vedeva contrapposti Hera Björk e Bashar Murad:

Sono stata molto chiara nella posizione per la quale ci sono dei dubbi sulla votazione. Ci sono stati commenti legittimi sullo svolgimento delle votazioni e credo che RÚV non abbia dato risposte chiare.

Oltre ai sospetti sul lato tecnico, Ásdís è convinta che le origini palestinesi di Bashar Murad abbiano giocato un ruolo determinante nella sua mancata vittoria, come testimoniato dai commenti d’odio ricevuti dall’artista dopo la finale:

Sono scioccata. Bashar è in una missione globale. La sua performance era fantastica e ammiro molto lui e il suo team. È un artista coraggioso e talentuoso e apprezzo la professionalità che ha avuto in tutto il concorso. Io non voglio essere, come autrice e artista, vincitrice di una competizione a causa del razzismo. Ho consigliato a RÚV di mettere da parte il risultato e permettere a Bashar di partecipare all’Eurovision come vincitore indiscusso della competizione, mentre Hera poteva essere scelta per il prossimo anno. Hanno rifiutato.

Il voto-gate del Söngvakeppnin

Le dichiarazioni di Ásdís rientrano nel calderone delle polemiche montate in Islanda fin dal momento dell’annuncio della vittoria di Hera Björk. Sui social la sera della finalissima del Söngvakeppnin sono stati postati diversi screenshot di malfunzionamenti (glitch e crash principalmente) dell’app utilizzata per il televoto oltre a denunce di malfunzionamenti del sistema sms per il voto, nello specifico digitando il codice associato a Bashar Murad.

A queste accuse aveva subito risposto Vodafone – che ha gestito il processo di voto del Söngvakeppnin, sviluppando anche l’app assieme alla compagnia Choicely – tramite la sua direttrice dell’area Marketing e Comunicazione Lilja Kristín Birgisdóttir:

Tutti i nostri sistemi hanno funzionato come previsto, perciò il problema non è relativo alla parte di Vodafone.

Successivamente è arrivata anche la risposta del direttore del Söngvakeppnin Rúnar Frey Gíslason, in risposta alla richiesta dell’autore del brano di Bashar Murad, Einar Hrafn Stefánsson, di avviare un’indagine interna indipendente per accertare il corretto svolgimento delle votazioni durante la finale del concorso e di far ripetere il televoto via sms e chiamate.

Rúnar Frey Gíslason ha fatto sapere che ogni anno al termine della manifestazione vengono verificati i voti e che sono stati notificati problemi unicamente sugli sms inviati dall’app RÚV-Stjörnur e pertanto sono stati chiesti ulteriori chiarimenti a Vodafone e Choicely, aggiungendo però che:

Tuttavia per chiarire ogni dubbio, vogliamo precisare che il numero di sms in questione ricevuti dai due concorrenti non era così decisivo da influenzare il risultato finale.

L’Islanda all’Eurovision 2024

In tutto questo sulla partecipazione dell’Islanda all’Eurovision Song Contest 2024 rimane un grande punto interrogativo. Fin dall’annuncio dei 10 partecipanti alla 30° edizione del Söngvakeppnin l’emittente RÚV era stata chiara nel dire che il concorso non avrebbe automaticamente eletto il rappresentante dell’isola all’Eurovision 2024 ma che tale scelta sarebbe stata presa di comune accordo con il vincitore dopo l’evento.

Questa procedura è stata adottata a seguito delle crescenti polemiche nel paese per la partecipazione di Israele all’Eurovision Song Contest 2024, a causa dell’azione militare che l’esercito israeliano sta portando avanti dallo scorso ottobre nella striscia di Gaza, in risposta all’attacco terroristico di Hamas del 7 ottobre 2023. In Islanda già a fine 2023 la società degli autori e compositori aveva chiesto a RÚV di boicottare l’Eurovision Song Contest 2024.

La giornata di domani, lunedì 11 marzo, è il termine ultimo per l’invio del brano di Hera Björk all’EBU e la conferma o meno della partecipazione il prossimo maggio. La notizia che una delle autrici del brano non voglia avere nulla a che fare con l’Eurovision Song Contest 2024 apre a scenari più pessimistici. Il ritiro dell’Islanda dalla competizione porterebbe a 36 il numero  di paesi in gara e la prima semifinale vedrebbe in gara non più 15, ma 14 nazioni.


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