Eurovision 2025, Lucio Corsi: “Ho portato me stesso sul palco, bello cantare nella propria lingua”

Report live da Basilea · Lucio Corsi, rappresentante dell’Italia all’Eurovision 2025 con “Volevo essere un duro” ha incontrato la stampa nazionale (e non solo: presenti anche alcuni accreditati per la Slovenia e per la GLueorgia) in un hotel di Basilea in vista della finale di sabato sera.
L’artista grossetano parla a ruota libera:
L’Eurovision è davvero una bella esperienza, vedere tanta gente sugli spalti ti fa dimenticare di essere in televisione e per me è una bella cosa
Il discorso si sposta poi sugli strumenti, sull’armonica suonata live, ma non solo:
Voglio precisare che ho suonato l’armonica non per fare polemica. Sono conscio di come funziona l’Eurovision, è solo che l’avevo già provata a casa visto che si integra con la voce e ho pensato di portarla per avere un elemento di diverso rispetto a Sanremo. Allo stesso modo, ho voluto con me gli strumenti anche senza poterli suonare, perché per me e Tommaso Ottomano rappresentano quello che ci gira intorno.
Le chitarre anni 50 di Per Wandrè hanno per me un significato speciale, particolarmente la Oval. Certo, cambia molto se gli strumenti li puoi suonare o no e io spero che anche all’Eurovision si possa prima o poi tornare a suonare dal vivo, però il regolamento è così e lo accetto.
Una performance essenziale quella di Lucio Corsi, nella quale c’è in scena tutto il suo mondo:
La scenografia è quello che porto ai concerti. Gli amplificatori sono ispirati ad un tour di Neil Young. Non volevo ingannare nessuno, non riesco a portare qualcosa che non mi rappresenti. Se la canzone la costruisci per un contenitore si ribella, non riesci più a suonarla e non mi riconoscerei nemmeno io. Era bello portare una cosa sincera, che mi rappresenta dal vivo, senza essere il personaggio.
Passando poi all’esibizione in semifinale e al contesto eurovisivo, Lucio Corsi spiega:
Sono felice dei sottotitoli, sono importanti, tengo molto alle parole. Sono affezionato all’italiano, a questa lingua ed è bello che così possano comprendere tutti, era giusto rendere la canzone immediatamente comprensibile, in un inglese semplice. Bello che ognuno canti nel proprio paese, perché ogni lingua ha le sue sfumature, le sue peculiarità, bello che non ci sia solo l’inglese.
Dell’Eurovision è interessante come ti prepari, hai la possibilità di portare quello che ti pare. Tommaso che è a fianco a me è un fratello e anche un regista: ha fatto tutto lui per quanto riguarda le inquadrature.
Dell’esibizione della semifinale sono soddisfatto è stato un crescendo, sono felice di come è venuta. La classifica? Non mi interessa affatto. Amo la competizione ma la musica non è una gara, non è un gesto atletico.
A proposito del testo, Corsi viene sollecitato sul fatto che molti giovani stanno traendo ispirazione dalle parole della sua canzone. Lui risponde:
Mi riempie di gioia se il mio testo arrivi ai giovani. Consigli? Sono i giovani che debbono darli a noi. Più si dà loro fiducia e più ti ascoltano.
Relativamente agli altri artisti in concorso, l’artista toscano fa il suo personale endorsement:
A me piace molto la canzone dei NAPA ha un bel testo, li ho conosciuti, spero anche di poterci suonare insieme: ci siamo scambiati i contatti, vedremo. Il bello di questo palco è che è libertà e ognuno porta la sua idea di fare musica, ognuno ha la sua idea di musica ed è bello poterle portare sullo stesso palco insieme. E poi sono i soli senza strumenti elettronici.
Poi qualcuno ricorda le parole che Corsi pronunciò ai tempi di Sanremo: “Questo per me è un salto nel buio”. L’Eurovision allora cos’è? Il cantautore spiega:
Eurovision è lo stesso, direi un affaccio sul futuro. Quando c’è stata la possibilità di farlo ho detto: “Siamo in ballo, balliamo”. Cosa mi aspetto? Magari di fare concerti fuori dall’Italia, sarebbe bellissimo.
Lucio Corsi, già finalista di diritto in quanto l’Italia è parte dei Big5, tornerà ad esibirsi sabato sera alla St. Jakobshalle Arena, nella finale di Eurovision 2025, diretta su Rai 1 a partire dalle 21, con il commento di Gabriele Corsi e Big Mama. Diretta anche su Rai Radio 2 e Radio 2 Visual (canale 202 del Digitale Terrestre), con il commento di Diletta Parlangeli e Matteo Osso.
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