Eurovision 2025: ottava Top 10 di fila per l’Italia. Numeri da vera superpotenza eurovisiva

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Il quinto posto di Lucio Corsi all’Eurovision 2025 di Basilea oltre ad essere stato un risultato straordinario – testimonianza di come anche la canzone d’autore possa avere rilievo sul palco eurovisivo a dispetto di tutte le critiche – ha portato all’Italia la sua ottava Top 10 consecutiva nella classifica finale della manifestazione.

Un dato che dice molto dello status che l’Italia ha acquisito all’Eurovision Song Contest dall’anno del suo rientro in gara nel 2011, grazie all’ottimo lavoro della nostra delegazione – guidata negli anni da Nicola Caligiore (2011-2019), Simona Martorelli (2020-2021) e Mariangela Borneo (dal 2021) – che ha man mano ricostruito un’identità eurovisiva italiana dopo 14 anni di assenza tra il 1997 e il 2011.

I numeri record dell’Italia all’Eurovision

Il piazzamento medio (somma dei piazzamenti divisa per il numero di edizioni) dell’Italia dal ritorno in gara è 6,7 con 2 sole occasioni fuori dai primi 10 nel 2014 con Emma (21°) e nel 2016 con Francesca Michielin (16°). Concentrandoci sulla striscia positiva iniziata con Francesco Gabbani nel 2017 la media si abbassa a 4,5, con questi risultati:

  • 2017 – Francesco Gabbani – “Occidentali’s karma” – 6° posto – 334 punti
  • 2018 – Ermal Meta & Fabrizio Moro – “Non mi avete fatto niente” – 5° posto – 308 punti
  • 2019 – Mahmood – “Soldi” – 2° posto – 472 punti
  • 2021 – Måneskin – “Zitti e buoni” – 1° posto – 524 punti
  • 2022 – Mahmood & Blanco – “Brividi” – 6° posto – 268 punti
  • 2023 – Marco Mengoni – “Due vite” – 4° posto – 350 punti
  • 2024 – Angelina Mango – “La noia” – 7° posto – 268 punti
  • 2025 – Lucio Corsi – “Volevo essere un duro” – 5° posto – 256 punti

Il dato fa impressione se confrontato con il piazzamento medio degli altri paesi con almeno una finale in questi ultimi 8 anni: in questa speciale classifica l’Italia infatti è al primo posto, ergendosi a “superpotenza” eurovisiva:

  1. Italia – 4,5
  2. Russia – 6 (ritirata nel 2017, eliminata nel 2018, esclusa dal 2022)
  3. Svezia – 6,125
  4. Macedonia del Nord – 7 (in finale solo nel 2019, ritirati dal 2024)
  5. Bulgaria – 9 (eliminata in SF nel 2022, non in gara nel 2019 e 2023-2025)
  6. Svizzera – 9,16 (eliminata in SF nel 2017 e 2018)
  7. Israele – 9,25 (eliminato in SF nel 2022)
  8. Ucraina – 9,28 (ritirata nel 2019)
  9. Croazia – 9,3 (in finale solo nel 2017, 2023 e 2024)
  10. Irlanda – 11 (in finale solo nel 2018 e 2024)

La Svezia, vista da sempre come il paese di riferimento, pur avendo vinto l’edizione 2023 con Loreen paga il 14° di Tusse nel 2021 e il 9° di Marcus & Martinus nel 2024, a differenza dell’Italia che non solo è stata sempre nei primi 10, ma addirittura nei primi 7. L’Austria, campione in carica grazie a JJ, è appena fuori da questa Top 10 con un piazzamento medio pari a 11,8 (con 5 finali in 8 anni).

Come emerge dalla classifica precedente, solo la Svezia ha sempre preso parte alla finale dell’Eurovision Song Contest dal 2017 al 2025 oltre all’Italia e agli altri componenti dei Big 5 (Francia, Germania, Spagna e Regno Unito). Restringendo il campo alle edizioni post-Covid, dal 2021 al 2025, il numero di paesi sempre presenti in finale aumenta a 12 comprendendo anche Ucraina, Norvegia, Svizzera, Finlandia, Lituania Portogallo.

Questa premessa ci consente da fare una riflessione anche sul punteggio, che mostra la solidità delle proposte musicali italiane. Se andiamo infatti a sommare tutti i punti ricevuti in queste edizioni abbiamo questo quadro:

  1. Ucraina – 1909 punti (media 381,8)
  2. Italia – 1666 punti (media 333,2)
  3. Svezia – 1625 punti (media 325)
  4. Svizzera – 1407 punti (media 281,4)
  5. Francia – 1295 punti (media 259)
  6. Finlandia – 1099 punti (media 219,8)
  7. Lituania – 661 punti (media 132,2)
  8. Spagna – 632 punti (media 126,4)
  9. Norvegia – 630 punti (media 126)
  10. Regno Unito – 624 punti (media 124,8)
  11. Portogallo – 621 punti (media 124,2)
  12. Germania – 295 punti (media 59)

L’Italia è dietro all’Ucraina di poco meno di 300 punti – in questo incide la vittoria schiacciante della Kalush Orchestra a Torino nel 2022 con 631 punti (il 67,41% dei punti disponibili in quell’edizione) – e se distinguiamo tra giurie e televoto vediamo come il nostro paese sia sempre tra i primi 3. Questa infatti la classifica con il solo voto delle giurie:

  1. Svizzera – 985 punti (media 197)
  2. Svezia – 895 punti (media 179)
  3. Italia – 863 punti (media 172,6)
  4. Francia – 709 punti (media 141,8)
  5. Ucraina – 549 punti (media 109,8)
  6. Portogallo – 516 punti (media 103,2)
  7. Regno Unito – 432 punti (media 86,4)
  8. Spagna – 378 punti (media 75,6)
  9. Finlandia – 340 punti (media 68)
  10. Lituania – 237 punti (media 47,4)
  11. Germania – 182 punti (media 36,4)
  12. Norvegia – 137 punti (media 27,4)

Questo invece il televoto:

  1. Ucraina – 1360 punti (media 272)
  2. Italia – 803 punti (media 160,6)
  3. Finlandia – 759 punti (media 151,8)
  4. Svezia – 730 punti (media 146)
  5. Francia – 586 punti (media 117,2)
  6. Norvegia – 493 punti (media 98,6)
  7. Lituania – 424 punti (media 84,8)
  8. Svizzera – 422 punti (media 84,4)
  9. Spagna – 254 punti (media 50,8)
  10. Regno Unito – 192 punti (media 38,4)
  11. Germania – 113 punti (media 22,6)
  12. Portogallo – 105 punti (media 21)

Si può vedere come il nostro paese abbia la minor variabilità tra il voto medio del pubblico e quello delle giurie, mentre Ucraina e Finlandia sono estremamente dipendenti dal televoto. Svizzera e Portogallo hanno costruito i loro piazzamenti più grazie al gradimento delle giurie piuttosto che quello del pubblico.

In sintesi, negli ultimi 5 anni nessun altro paese è stato capace di raccogliere così tanti consensi, in maniera così bilanciata tra addetti ai lavori e pubblico, come l’Italia.

La straordinarietà del rendimento di questi 8 anni è testimoniata anche dal fatto che 3 dei 4 Marcel Bezençon Award che l’Italia ha vinto nella sua storia sono arrivati dal 2017 in avanti – permettendole di issarsi al terzo posto dell’albo d’oro per premi vinti dietro a Francia (8) e Svezia (9) – con il Press Award vinto da Francesco Gabbani nel 2017 e i due Composer Award ottenuti da Mahmood nel 2019 e Marco Mengoni nel 2023. Il primo riconoscimento (Press Award) era arrivato nel 2015 grazie a Il Volo.

Questa striscia eccezionale di risultati non è comunque un record. L’Italia infatti ha collezionato nove Top 10 consecutive già tra il 1957 e il 1965. Non fa testo la prima edizione del 1956 in cui gareggiavano 2 canzoni per paese e non c’era una graduatoria oltre al primo posto, mentre bisogna pur sempre considerare che in quelle edizioni il numero massimo di partecipanti fu 18 nel 1965.

E ricordando l’emozione che suscitò “Fai rumore” di Diodato, viene da pensare che se l’edizione del 2020 non fosse stata cancellata a causa della pandemia di Covid-19 forse quel record sarebbe già stato eguagliato quest’anno. Riusciremo a pareggiare e superare questo dato nelle prossime due edizioni?

Intanto non si può che applaudire i nostri rappresentanti e la delegazione italiana per il lavoro svolto in questi anni, raccogliendo in Europa ciò che di buono viene seminato al Festival di Sanremo, nonostante ci sia ancora chi vorrebbe – a torto – la creazione di un concorso di selezione separato.


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