Eurovision 2025: possibili criticità sul sistema di voto online

St. Jakobshalle Basilea

Chiuso questo Eurovision 2025, l’attenzione mediatica non si è concentrata tanto sul vincitore JJ (in rappresentanza dell’Austria), quanto su Yuval Raphael, la rappresentante di Israele, che ha vinto il televoto sia della finale sia della semifinale in cui gareggiava.

Alcune testate giornalistiche, anche italiane, hanno ipotizzato che questo esito non dipenda dal merito artistico, ma esclusivamente dal sostegno della diaspora ebraica o di gruppi sionisti, oppure, ancora, da interferenze di natura geopolitica. È persino intervenuto il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez che ha chiesto l’esclusione di Israele dall’Eurovision analogamente a quanto avvenuto tre anni fa con la Russia, altro Paese coinvolto in una guerra.

Quasi nessuno, però, si è soffermato sulle possibili criticità del sistema di voto online che sembrano emergere a uno sguardo più attento. Ricordiamo, intanto, che gli spettatori dei paesi partecipanti possono votare attraverso una chiamata telefonica, o inviando SMS o, a partire dal 2024, attraverso l’app Eurovision e il sito esc.vote gestito dalla società Once Germany GmbH (precedentemente nota come digame GmbH).

Gli spettatori di tutto il resto del mondo (ad eccezione di alcuni Stati mai resi noti) possono votare esclusivamente online già dal 2023. Come da regolamento, è ovviamente vietato votare per il proprio Paese.

Le criticità del televoto online

Leggendo i termini di servizio che regolano il voto all’Eurovision Song Contest presenti nel sito esc.vote, nella sezione “Idoneità e Regolamento di Voto”, al primo punto troviamo scritto che “i votanti devono risiedere in un paese all’interno della Regione di Voto selezionata su esc.vote. Ciò viene verificato controllando il Paese di emissione delle loro carte SIM o di pagamento”.

Quello che suscita perplessità è che si possa selezionare liberamente il paese da cui votare e che poi questo venga verificato esclusivamente controllando il Paese di emissione delle carte SIM o di pagamento.

Ciò nonostante nell’area “Privacy” del sito esc.vote si possa leggere che la società Once Germany GmbH trattenga i seguenti dati del votante: indirizzo IP, dettagli del browser, geolocalizzazione, metadati della carta di pagamento, le selezioni di voto e indirizzo di voto.

Effettivamente entrando su esc.vote questi dati risultano utilizzati, perché compare la dicitura “sembra che tu stia visitando il nostro sito web da Italia”, quindi il sistema è in grado di localizzare il visitatore. Al centro della schermata, però, troviamo scritto: “cambia regione di voto”. Scorrendo i vari Stati si scopre che è possibile votare (o meglio lo era) fingendosi in qualsiasi nazione attraverso una carta di pagamento locale e che solo per 9 Stati è richiesta una scheda SIM con un numero di telefono locale.

La lista dei Paesi che richiedono carta locale o SIM locale

Questa è la lista dei Paesi che richiedono la carta di pagamento locale o una scheda SIM con un numero di telefono locale.

  • Albania: scheda SIM con un numero di telefono locale
  • Armenia: scheda SIM con un numero di telefono locale
  • Australia: carta di credito
  • Austria: scheda SIM con un numero di telefono locale
  • Azerbaigian: carta di credito
  • Belgio: carta di credito
  • Cechia: carta di credito
  • Cipro: carta di credito
  • Croazia: carta di credito
  • Danimarca: carta di credito
  • Estonia: carta di credito
  • Finlandia: carta di credito
  • Francia: scheda SIM con un numero di telefono locale
  • Georgia: scheda SIM con un numero di telefono locale
  • Germania: carta di credito
  • Grecia: carta di credito
  • Irlanda: carta di credito
  • Islanda: carta di credito
  • Israele: carta di credito
  • Italia: carta di credito
  • Lettonia: carta di credito
  • Lituania: carta di credito
  • Lussemburgo: carta di credito
  • Malta: scheda SIM con un numero di telefono locale
  • Montenegro: carta di credito
  • Norvegia: carta di credito
  • Paesi Bassi: carta di credito
  • Polonia: carta di credito
  • Portogallo: scheda SIM con un numero di telefono locale
  • Regno Unito: scheda SIM con un numero di telefono locale
  • Resto del mondo: carta di credito
  • San Marino: televoto simulato
  • Serbia: scheda SIM con un numero di telefono locale
  • Spagna: carta di credito
  • Svezia: carta di credito
  • Slovenia: carta di credito
  • Svizzera: carta di credito
  • Ucraina: carta di credito

Il risultato è che per ben 29 Stati su 38 (37 Stati + “Resto del mondo”) il numero di carta di credito è considerato identificatore univoco. Quindi, per la maggior parte degli Stati basterebbe avere una carta di credito di quel paese per votare come se si fosse fisicamente presente in quel paese.

Alcuni esempi concreti

Il sito eurovisivo ESCInsight riporta l’esempio di due persone che hanno potuto votare 160 volte utilizzando 8 carte di credito diverse (Il numero massimo di voti consentito è di 20) durante la Finale 2025.

Un altro esempio è riportato da “El País”, uno dei più importanti quotidiani spagnoli, che racconta l’esperienza del televoto online di un giornalista: dopo aver effettuato il login su esc.vote, gli è stato richiesto il proprio Paese e sono comparsi, quindi, tutti i candidati con una nota che spiegava che si poteva esprimere un massimo di 20 voti.

Ha scelto, quindi, quattro voti per il suo candidato preferito, l’Armenia, ed è andato alla pagina successiva, dove gli sono stati richiesti un indirizzo email e una carta di credito. Dopo aver inserito i dati della carta, questa è stata verificata, ma non ha mai dovuto identificarsi con nome e cognome. Nessun messaggio dal sistema per verificare l’autenticità della mail.

Addirittura, come messaggio di risposta, è lo stesso sistema che invita ad utilizzare altre carte di credito per votare ulteriormente: “Grazie per aver votato! Apprezziamo il tuo contributo! Ogni carta di credito è limitata a una transazione, indipendentemente dal numero di voti espressi. Per votare di nuovo con un’altra carta, torna al riepilogo delle votazioni per selezionare nuovi voti”.

Sì, perché, come si legge nei termini di servizio, i votanti che partecipano tramite pagamenti online con carta sono limitati a una transazione per carta bancaria, pur potendo esprimere il numero massimo di voti in quella singola transazione. Ulteriori transazioni con la stessa carta verrebbero respinte. Il sistema, quindi, invita ai votanti che vogliono votare un’altra volta (perché non hanno esaurito i 20 voti) di utilizzare un’altra carta di credito esponendosi, però, al rischio di manipolazioni.

Difficile capire fino a che punto sia effettivamente eludibile il sistema, ma se tutto fosse davvero così, alla fine sarebbe possibile votare (e persino autovotarsi) da qualsiasi luogo e potenzialmente all’infinito senza alcun cambio di dispositivo, IP, VPN, posizione o indirizzo email durante il processo e senza particolari sistemi di hacking. Dunque, un nutrito gruppo di persone unite per una causa, che sia per Israele o per l’Ucraina, può facilmente cambiare radicalmente il televoto sfruttando più carte di credito.

Spagna e Belgio: i conti non tornano

Se, da una parte, ci è difficile immaginare uno scenario di questo tipo, dall’altra alcuni dati pubblicati dalle televisioni pubbliche di Belgio e Spagna non sono affatto confortanti. Secondo El País, l’emittente televisiva spagnola RTVE ha chiesto all’EBU, la ripartizione completa dei voti del pubblico nazionale spagnolo.

Questi sono i risultati pubblicati per la prima semifinale con 1.384 milioni di spettatori : 14.461 voti di cui 774 chiamate, 2.377 SMS, 11.310 voti online.  Per la finale con 5.884 milioni di telespettatori: 142.688 voti di cui 7.283 chiamate, 23.840 SMS, 111.565 voti online.

Quindi, tra la prima semifinale e la finale si è verificato un aumento di 10 volte dei voti, ma il pubblico è aumentato di sole 5 volte. Difficile sapere se il possibile maggior coinvolgimento nella finale e la finestra di voto aperta sin dall’inizio dello show finale siano sufficienti per spiegare tale differenza.

Più anomali ancora sono i risultati provenienti dalla televisione belga sui risultati del televoto delle ultime tre edizioni dell’Eurovision. In questo caso, infatti, la finale del 2025 è stata vista in proporzione meno della semifinale con Red Sebastian (910.000 contro 660.000) considerando la mancata qualificazione, ma improvvisamente sono stati ricevuti quasi dieci volte più voti nella finale, per un totale di 220.554.

Inoltre, se si confronta la semifinale in cui il Belgio gareggiava l’anno scorso rispetto a quella di quest’anno si può notare come l’anno scorso ci sia stato un numero impressionante di voti online rispetto a quest’anno. Dettaglio non da poco: Israele, a differenza di quest’anno, gareggiava nella stessa semifinale del Belgio nel 2024.

Ad infittire ancora di più il mistero sono i dettagli sulle votazione del pubblico belga e spagnolo che non sono stati rivelati fino in fondo: i dati relativi ai voti di ciascun Paese del televoto spagnolo e belga non ci sono. Le TV belga e spagnola si stanno chiedendo come mai i colleghi italiani della RAI siano in possesso, a differenza loro, anche delle percentuali di voto di ciascun Paese del televoto italiano.

Quello che si sa è solamente che Israele è stato il più votato sia in Belgio sia in Spagna, ma non si sa in percentuale quanto rispetto agli altri Paesi, mentre in Italia, Israele è arrivato terzo al televoto con una percentuale dell’11,4%. Ora molte televisioni sono sul piede di guerra contro l’EBU per chiedere maggior chiarezza.

Il sistema di voto più avanzato del mondo (?)

Martin Green, direttore dell’Eurovision Song Contest, ha tentato di sedare gli animi dichiarando quanto segue:

Il nostro partner di voto Once ha confermato che è stato registrato un voto valido in tutti i paesi partecipanti alla Finale di quest’anno e nel resto del mondo. Il sistema di voto per l’Eurovision Song Contest è il più avanzato al mondo e il risultato di ogni paese viene controllato e verificato da un enorme team di persone per escludere qualsiasi schema di voto sospetto o irregolare.

Un supervisore indipendente esamina sia i dati di voto della giuria che quelli del pubblico per garantire un risultato valido. Il regolamento dell’Eurovision Song Contest è concepito per garantire una competizione equa e imparziale.

Questo regolamento non vieta alle emittenti partecipanti o a terze parti, come etichette discografiche o altri, di promuovere i propri lavori online e altrove, purché tale promozione non strumentalizzi il Concorso o ne violi le linee guida editoriali. Molte delegazioni utilizzano campagne promozionali a pagamento per sostenere la canzone, il profilo e le future carriere dei loro artisti.

Non è evidentemente d’accordo Luis Paniz,  professore all’Università di León che ha così dichiarato a “El País”:

La mobilitazione è importante. Ma ciò che mi preoccupa è che nessun sistema di voto elettronico è sicuro se non è verificabile, e per raggiungere questo obiettivo, deve essere trasparente nel suo funzionamento.

Tutti i dettagli del suo funzionamento – il codice, i sistemi di elaborazione e archiviazione dei voti, lo scrutinio, i dettagli della trasmissione del verbale e la pubblicazione dei risultati – devono essere noti prima, durante e dopo la pubblicazione dei risultati. Altrimenti, non può essere verificato. Non si può effettuare un audit forense se non si è stati coinvolti nell’intero processo.

Recentemente, sono nate più di 20 aziende che offrono il voto a distanza. Ne abbiamo verificate alcune, e le migliori non vengono assunte. Non perché siano leggermente più costose, ma perché le persone preferiscono la facilità d’uso e l’accesso a statistiche tempestive rispetto a un sistema chiuso e verificabile.

La società incaricata della gestione delle votazioni dell’Eurovision è la tedesca Once, la cui attività principale non è il voto a distanza, bensì la creazione e l’applicazione di tecnologie per l’interazione in diretta durante gli orari di punta delle votazioni.

Al di là delle dichiarazioni del direttore dell’Eurovision Song Contest, la sensazione è che qualcosa sia andato storto nel televoto delle ultime due edizioni dello show, cioè da quando è stato introdotto il televoto online per tutti i Paesi. Con ogni probabilità, l’EBU avrà molto da lavorare per sistemare la situazione nei prossimi mesi…


Segui Eurofestival News anche su Google News, clicca sulla stellina ✩ da app e mobile o alla voce “Segui”. Commenta e/o discuti questa notizia sulla comunità di Feddit oppure su tutti i principali Social Media (qui l’elenco completo).

Non perderti le ultime notizie con le notifiche in tempo reale dal nostro canale Telegram e WhatsApp. Scopri come sostenerci e sostenere una informazione da sempre indipendente.

Eurofestival News sui socialEurofestival News è anche una comoda Web App gratuita che puoi portare sempre con te, scaricala subito sul tuo smartphone. Vuoi collaborare con noi? Contattaci!