L’Eurovision e la mancata esclusione di Israele dalla gara spiegata nel dettaglio

Israele Eurovision Yuval Raphael

Da diversi giorni, post finale dell’Eurovision 2025, più che festeggiare il vincitore di questa edizione (che porterà l’evento nel 2026 in Austria) non si fa che parlare di Israele e del secondo posto che ha ottenuto al televoto con la sua rappresentante, Yuval Raphael.

Abbiamo già trattato il tema del voto online e delle sue criticità in un nostro articolo di ieri, così come delle critiche mosse dalla tv pubblica spagnola e dal primo ministro Sanchez contro Israele (con tanto di richiesta di esclusione dall’Eurovision), oltre che della massiccia campagna pubblicitaria (in particolare online) finanziata proprio dallo Stato d’Israele per promuovere la partecipazione all’evento musicale più seguito al mondo.

Con questo approfondimento cerchiamo di fare un po’ di chiarezza sulla questione Israele, ma per farlo bisogna partire dall’inizio e, soprattutto dalle basi: cos’è l’Eurovision, cos’è l’EBU e perché chi cita i famosi “due pesi due misure” con l’esclusione dalla gara della Russia e non di Israele, ignora il contesto.

L’EBU, l’Eurovision e le emittenti pubbliche

La partecipazione all’Eurovision non è legata alla volontà di singoli Paesi che vogliono semplicemente parteciparvi, ma dipende dalle decisioni delle emittenti pubbliche membri dell’EBU, l’European Broadcasting Union.

Al consorzio possono aderire le emittenti di radiodiffusione che rientrano in uno di questi requisiti:

  1. i cui paesi si trovano all’interno dell’European Broadcasting Area (spazio europeo di radiodiffusione), come definito dall’ITU (l’Unione Internazionale delle Telecomunicazioni), un’organizzazione internazionale nonché una delle agenzie specializzate delle Nazioni Unite, che si occupa di definire gli standard nelle telecomunicazioni (vedere mappa);
  2. i cui paesi sono membri del Consiglio d’Europa, organizzazione intergovernativa composta da 46 paesi democratici europei la cui missione è quella di “promuovere la democrazia e di proteggere i diritti umani e lo stato di diritto in Europa” (da non confondere con il Consiglio Europeo).
European Broadcasting Area

Mappa European Broadcasting Area – Fonte: Wikipedia

Questa è la base di partenza per capire il contesto. Qualcuno avrà già notato, dalla mappa qui sopra, che quindi all’Eurovision possono potenzialmente partecipare non solo i Paesi del Vecchio Continente, ma anche diversi dell’area mediterranea, come ad esempio l’Egitto, il Libano, la Tunisia etc, che ad oggi però non hanno dichiarato nessun interesse per l’evento in questione.

Tutti i membri dell’EBU possono quindi partecipare all’Eurovision Song Contest, oltre che usufruire degli altri vantaggi e servizi dell’adesione (come ad esempio i diritti media in Europa per le 4 edizioni dei Giochi Olimpici del periodo 2026/2032).

EBU ed Eurovision: le sospensioni di Bielorussia e Russia

Per quanto riguarda la Bielorussia, la drastica decisione è arrivata nel maggio del 2021 dopo che l’EBU aveva monitorato con attenzione il mancato rispetto dei valori fondamentali di libertà, indipendenza e affidabilità della tv di stato (BTRC). A nulla erano serviti i ripetuti richiami a rispettarli.

Dopo la rielezione di Lukashenko nell’agosto del 2020, la repressione del governo ha colpito non solo i manifestanti nelle piazze, ma anche il giornalismo indipendente e la libertà di espressione, con la tv pubblica totalmente asservita al potere politico.

Prima di prendere questa decisione, la Bielorussia era stata già squalificata dall’Eurovision per la provocatoria scelta di brani a sfondo politico non conformi al regolamento della manifestazione (la tv di Stato aveva selezionato il gruppo Galasy ZMesta aperto sostenitore di Lukashenko e delle sue politiche).

Per quanto riguarda la Russia, la sospensione non è legata direttamente all’invasione dell’Ucraina, ma quell’evento di fatto è stata solo l’ultima goccia che ha fatto traboccare il vaso dopo alcuni anni nei quali Russia e Bielorussa erano “sotto osservazione”.

Il primo step fu l’esclusione della Russia dall’Eurovision 2022 per la mancata aderenza ai valori del concorso, fra tutti quelli del rispetto reciproco, della non discriminazione e dell’accoglienza, ma soprattutto per la pressione arrivata (post invasione dell’Ucraina) da un ampio numero di emittenti pubbliche, diverse delle quali avevano minacciato forfait all’Eurovision 2022 di Torino se in gara fosse rimasta la Russia.

All’esclusione dall’evento è poi seguita la sospensione come membri EBU: come spiegato nel 2022 dallo stesso Martin Österdahl, si discuteva da molto tempo della sospensione delle tre emittenti di radiodiffusione russe (RTR, Channel One e RDO) dal consorzio, per gli stessi motivi che avevano portato l’anno precedente alla sospensione della BTRC (Bielorussia), ovvero una mancanza di indipendenza delle emittenti pubbliche e mancanza di libertà di espressione (dunque non per l’invasione dell’Ucraina).

La questione Israele: EBU ed Eurovision

Se Russia e Bielorussia sono stati sospesi come membri EBU (e di conseguenza esclusi dall’Eurovision) per i motivi esposti sopra, per Israele la questione è diversa.

KAN, l’emittente pubblica israeliana, ad oggi rispetta ancora tutti i principi per l’adesione all’EBU, in primis quello di fare informazione in modo indipendente, dando voce anche agli oppositori dell’attuale governo in carica.

Non è un caso che nel novembre 2024 nel giro di poche settimane furono presentati proprio da ministri dell’attuale governo due disegni di legge che mettevano a rischio l’indipendenza editoriale e finanziaria della tv pubblica e addirittura la sua stessa esistenza (privatizzazione o chiusura definitiva).

Dunque, da una parte non ci sono i presupposti legali per espellere KAN dall’EBU e allo stesso tempo, la tv pubblica israeliana è libera di decidere se partecipare all’Eurovision e chi portare in gara, purché rispetti le regole del concorso.

Anche sul fronte delle campagne pubblicitarie a sostegno della rappresentante israeliana, finché si svolgono attività legali e alla luce del giorno, nessuno può contestare nulla, visto che anche altri partecipanti (seppur in misura minore) hanno investito su questo fronte.

E per lo sponsor israeliano Moroccanoil? È uno sponsor, come tale paga la sua quota, come tutti gli sponsor precedenti, ma non infuenza in alcun modo il concorso o le decisioni di chi lo organizza (tra l’altro, a titolo di pura curiosità, nessun membro attuale del Reference Group dell’Eurovision, l’organo preposto alla sovrintendenza dell’organizzazione dell’evento, è israeliano).

Un danno di immagine per l’Eurovision Song Contest

Fin qui vi abbiamo spiegato il contesto, per capire meglio perché né gli organizzatori né l’EBU ad oggi sono intervenuti in maniera drastica sulla partecipazione di Israele all’Eurovision Song Contest.

È più che ovvio che l’opinione pubblica – e in generale chi segue l’evento – siano inorriditi e sconvolti da quanto sta succedendo nella striscia di Gaza, ma la tv pubblica di Israele non è la causa del problema, così come pretendere che il Paese non partecipi più all’Eurovision non è compito della politica internazionale e non risolverà di certo il conflitto israelo palestinese.

Agli organizzatori dell’Eurovision Song Contest, così come all’EBU, si può chiedere piuttosto l’apertura di una discussione, un confronto, su come migliorare il meccanismo di voto (soprattutto quello online, di cui abbiamo già detto), onde evitare che qualcuno ne abusi.

Uscire da questa situazione, che inevitabilmente rischia di danneggiare l’immagine dell’evento stesso, non è facile. Un ruolo centrale lo avranno le altre emittenti pubbliche europee, quanto saranno capaci di unirsi tra loro per richiedere l’esclusione dal concorso di KAN/Israele e se arriveranno anche a minacciare la non partecipazione, pur di ottenere questo risultato.

Nel frattempo continueremo ad aggiornarvi sia sul prossimo Eurovision 2026 e tutte le novità che lo riguarderanno, sia su qualsiasi decisione verrà presa da qui ai prossimi mesi sui punti trattati in questo approfondimento.


Segui Eurofestival News anche su Google News, clicca sulla stellina ✩ da app e mobile o alla voce “Segui”. Commenta e/o discuti questa notizia sulla comunità di Feddit oppure su tutti i principali Social Media (qui l’elenco completo).

Non perderti le ultime notizie con le notifiche in tempo reale dal nostro canale Telegram e WhatsApp. Scopri come sostenerci e sostenere una informazione da sempre indipendente.

Eurofestival News sui socialEurofestival News è anche una comoda Web App gratuita che puoi portare sempre con te, scaricala subito sul tuo smartphone. Vuoi collaborare con noi? Contattaci!

3 Risposte

  1. Kikichouchou ha detto:

    Grazie per quest’articolo che spiega molto chiaramente quello che oppure sapevo già, senza poter metterci le parole giuste. Capisco che sia dificilissimi per molta gente non capire perchè Israele non sia espolso dalla competizione, perchè la maggiore parte di noi vede il concorso come uno di paesi, e non di canali televisivi. E gli stati non hanno il diritto di dare ordini all’EBU per escludere qualsiasi paese. La Bielorussia ha partecipato tanti anni mentrè era consciuto da lontano che è une dittatura (per la Russia era più complicato ma è un fatto ormai). L’Azerbaidjan è un altro esempio limite, ma puo partecipare lo stesso malgrado la guerra con l’Armenia che era durata lontano. La Francia interviene qualche volta militaremente fuori dell’Europa, e puo partecipare lo stesso. Dunque essere in guerra non è il punto per escludere un paese della competizione. Si tratta delle attitudini editoriali dei canali telivisivi, anche se sciocca una grande parte delle popolazioni dei paesi partecipanti.

    E non credo che tutta la pubblicità per la canzone israele abbia influenzato i voti anche nei paesi le cui giurie hanno dato nessun punto alla canzone israele. E la canzone austriaca non ha convinto il pubblico europeano neanchè : si tratta di una mezza vittoria (ma non è la prima volta : sono le regole del gioco). Credo piuttosto che le giurie di quei paesi hanno fatto un boycott della canzone, ignorando le sue qualità musicali e sceniche. Ma di questo non se ne dice niente nelle stampa, come se le giurie fossero infallibili… E certo, non è possibile provarlo. Se vogliono cambiare l’importanza dei voti dal pubblico, devono soltanto cambiare il numero massimo di voti possibili per persona, ma non credo che cio cambi fortemente i risultati perchè chi vuole spendere tanti soldi nei voti ? E l’EBU ci perderebbe un medio di finanziare il concorso.

    Auguro che quella guerra finisca presto in Gaza e che la Palestina ottenga giustizia, come Israele, perchè le due parti sono responsabili degli orrori che succedono in quella parte del mondo. Pace !

  2. Marina ha detto:

    Sono indignata per la partecipazione di Israele alla competizione. Non posso credere che il governo israeliano autore del massacro di Gaza sia appoggiato dal popolo israeliano . Ho visto in rete repressioni selvagge di manifestazioni contro il leader e non ritengo Israele un paese democratico. Per questo motivo trovo veramente ipocrita la scelta di far gareggiare Israele e se le cose continueranno così senz’ altro non seguirò più lo spettacolo né tanto meno voterò.

  3. Mauro ha detto:

    Grazie per queste informazioni!!!
    La canzone di Yuval ha meritato quel secondo posto!!!! Se portata in gara da un’altro paese la stessa canzone, avrebbe vinto!!!!