Eurovision 2025, charts ufficiali: JJ il vincitore più debole degli ultimi 20 anni

JJ Eurovision 2025

Le charts ufficiali, quelle degli istituti di rilevazione confermano un Eurovision 2025 di scarso appeal discografico, con alcuni dati signiicativi: JJ è il vincitore dell’Eurovision più debole a livello discografico degli ultimi 20 anni.

“Wasted love” è la prima canzone vincitrice dell’Eurovision a non raggiungere una numero 1 (nemmeno in patria) dal 2016, quando vinse “1944” di Jamala, che però ha fatto complessivamente meglio. Aaddirittura in Austria, Paese d’origine dell’artista, il brano è fuori dalla Top 20.

Per trovare un vincitore così debole bisogna andare indietro alle edizioni 2001 e 2002 quando i brani di Tanel Padar, Dave Benton & 2XL (“Everybody”) e Marie N (“I wanna”) non entrarono nemmeno nelle charts del Paese d’origine (l’artista lettone è la seconda peggior vincitrice in assoluto per vendite dopo “Rock me” dei Riva, 1989).

“Wasted love” ha toccato la numero 24 in Austria ed è arrivata in Top 10 solo in Lituania (5), Svezia (8) e Finlandia (10), entrando in classifica in altri 9 paesi ma lontano dalle vette (picco numero 13 in Germania).

I migliori: KAJ, Tommy Cash e Abor & Tynna

Ricordato del disco di platino di Klavdia e del disco d’oro di Melody, i vincitori virtuali di questa speciale classifica sono i KAJ, gli unici ad aver toccato la vetta in più di un Paese: numero 1 in Svezia, Finlandia e da questa settimana Norvegia, oltre alla 4 in Lituania ed entrando nelle charts  di altri 6 Paesi (picco alla 12 nei Paesi Bassi).

Segue Tommy Cash. Il rapper estone – trionfatore nelle charts digitali e terzo all’Eurovision 2025 – è primo in Estonia (sia a livello di vendite che nell’airplay) e poi alla posizione 4 in Finlandia e Svezia, 7 in Lituania, 8 nella indie britannica (chart minore, ma risultato notevole per un artista non anglofono), 9 in Norvegia e in classifica in altri 10 Paesi col picco della 11 nei Paesi Bassi.

“Espresso macchiato” è anche la sola canzone dell’Eurovision a parte quella di Lucio Corsi (e quella di Gabry Ponte, ma durante Sanremo) ad essere entrata nella chart italiana: è alla 69, battuta dalla versione remix con Tony Effe (53).

Toccano la numero 1 anche “New day will rise” di Yuval Raphael (in Israele);  “Zjerm” degli Shkodra Elektronike (primi in Albania anche nell’airplay); “Poison cake” di Marko Bosnjak (in Croazia), “Tavo akys” dei Katarsis (in Lituania), “Deslocado” dei NAPA (anche 8 in Lituania e 9 in Svezia), “Roà” dei  Vaeb  (anche 9 in Svezia e nelle charts di altri 7 Paesi con picco 21 in Finlandia) e “Baller” di Abor & Tynna in Lituania.

Quest’ultima, vincitrice su Spotify,  è l’altra canzone che ha fatto discretamente: 3 in Germania, 7 nel Regno Unito notevole, per un pezzo in tedesco), 9 in Finlandia e in classifica in altri 8 Paesi col picco della 14 in Svezia.

Le altre in Top 10

Tutti gli altri non hanno raggiunto la vetta. Lucio Corsi aveva a suo tempo raggiunto la 2 in Italia alla quale aggiunge la 3 in Lituania e i piazzamenti in altri 15 Paesi (picco alla 35 in Svizzera). Alla 2 anche Erika Vikman in Finlandia (più altri 6 Paesi col picco della charts dei “dischi caldi” nei Paesi Bassi, una chart dedicata ai brani in ascesa ma fuori dalla chart principale) e Claude (nei Paesi Bassi, più altri 7 Paesi con picco alla 13 in Lituania).

Picco alla numero 3 per Klavdia in Grecia (più altri 4 Paesi col picco della 12 nei “dischi caldi” svedesi); alla 5 nelle Fiandre per Red Sebastian; alla 6 per Zoë Më in Svizzera (più altri 6 Paesi con picco alla 19 in Lituania) e alla 8 per Sissal sia in Danimarca che nel Regno Unito (anche qui risultato notevole) e le Tautumeitas in Lettonia (8 in Lettonia e chart in altri 3 Paesi).

Gli altri piazzamenti

Disfatta epica per “Maman” di Louane che in Francia si ferma appena alla 49 e ha come picco la numero 8 dei “dischi caldi” nei Paesi Bassi ed è in classifica in altri 6 Paesi col picco massimo della 39 in Lituania. Cadono rovinosamente anche le Remember Monday, praticamente ignorate nel Regno Unito (31) e charted solo in Lituania (70).

Malissimo anche Melody che al netto del disco d’oro non è andata oltre la posizione 22 in Spagna (con classifica in altri 5 Paesi). Discreto – considerando che si tratta di un’artista esordiente di un Paese discograficamente e geograficamente piccolo – il 12esimo posto in patria per la lussemburghese Laura Thorn (in classifica in altri 5 nazioni). Picco alla 15 in Lituania (16 in  patria) per gli ucraini Ziferblat.

Infine, Gabry Ponte. “Tutta l’Italia” era entrata nella chart Fimi alle 14 durante Sanremo. A questo risultato aggiunge la 27 in Islanda, la 32 in Lituania e la 91 in Svezia. Non proprio benissimo, ma è comunque il secondo miglior risultato discografico per un rappresentante di San Marino all’Eurovision.

Eurovision e charts: ritorno al passato

Numeri debolissimi quindi, per l‘Eurovision 2025. Con buona pace di chi ha esultato per l’eliminazione delle giurie in semifinale, il risultato è un calo netto della qualità delle proposte negli ultimi due anni. Discograficamente, l’Eurovision è tornato indietro di 25 anni, al periodo nero compreso fra il 2001 e il 2007, quando con pochissime eccezioni – quasi sempre la vincitrice e una o due altre appena – le canzoni facevano fatica a fare capolino nelle classifiche europee.

Il grande lavoro degli anni successivi aveva restituito all’Eurovision anche una dignità da classifica, con molte canzoni capaci di vincere anche riconoscimenti internazionali. La ricerca ossessiva di brani da televoto sta invece portando ad una pericolosa involuzione che potrebbe far allontanare di nuovo l’industria discografica dal concorso.

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Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cittadino d'Europa

2 Risposte

  1. ForestOne ha detto:

    Sono d’accordo per dare un maggior peso delle giurie, ma poi ripenso alla nostra giuria che ha dato 12-punti-12 al Regno Unito e allora mi rimangio tutto…

  2. pointless_nostalgic ha detto:

    non per fare come Cacciari, ma “lo dico da anni” che il periodo dei primi anni 2000, quello del puro televoto, è stato il punto più basso mai toccato dal Contest (prendendomi anche gli strali dei fan ai tempi), quindi non posso che concordare pienamente. Le giurie devono tornare nelle semifinali: non c’è tempo da perdere.