Perché l’Ungheria potrebbe tornare in gara ad Eurovision (ma non subito)

L’Ungheria torna in gara all’Eurovision? Presto per dirlo. Sicuramente non nel 2026, ma rispetto alla Turchia ci sono senz’altro maggiori prospettive che questo possa accadere in tempi brevi.
Colpa – o merito, a seconda dei punti di vista – della politica. Si perché ad Aprile 2026 Budapest andrà al voto per le elezioni politiche e per la prima volta dal 2010 il primo ministero Viktor Orbàn non è per niente sicuro di farcela.
Fidesz, il partito quasi unico di maggioranza (con esso c’è solo una forza ancora più a destra, Kereszténydemokrata Néppárt, il Partito Democratico Cristiano, legato all’ultradestra conservatrice cattolica) non ha infatti più la fiducia della maggioranza degli ungheresi. Almeno questo dice il sondaggio pubblicato da Median Public Opinion and Market Research che se si votasse oggi vede il partito del premier al 39 percento, battuto dalla nuova stella della politica magiara, Péter Magyar, leader di Tisza (Tisztelet és Szabadság Párt, Partito del rispetto e delle libertà) una forza liberale affiliata al PPE, data al 46 percento.
Magyar è stato per lungo tempo in Fidesz e ne è uscito quando Orbàn ha iniziato a spostare il suo partito sempre più a destra, erodendo progressivamente gli spazi di Jobbik, già partito neonazista, costretto a ripulire la propria immagine e riposizionarsi come forza conservatrice di centro-destra.
Raccogliendo anche tutto l’elettorato di centro e puntando sulla lotta alla vasta e accertata corruzione presente in Ungheria, Magyar è riuscito a far diventare – dato delle ultime elezioni europee – Tisza il secondo partito d’Ungheria, leader dell’opposizione.
Ora punta alla scalata, mettendo l’Eurovision al centro del suo programma. L’Ungheria manca infatti da dopo l’edizione 2019, per decisione dello stesso Orbàn, che in linea con la sua politica contro i valori della società liberale (egli stesso definisce il suo Paese una “democrazia illiberale”), decise di ritirare MTVA dal concorso, smettendo anche di trasmetterlo.
Una decisione che fra l’altro colse di sorpresa anche molti artisti a lui vicini, come Kati Wolf (Eurovision 2011 con “What about my dreams?”) che esternarono pubblicamente la loro contrarietà in quanto Eurovision era una delle poche vetrine internazionali per la loro musica.
Da allora, il concorso nazionale A Dal, prima usato come selezione per l’Eurovision, assegna solo un premio e la promozione del singolo vincitore in radio. Ma dopo una prima buona edizione post-Eurovision, il livello delle proposte del concorso è andato progressivamente diminuendo, anche perchè gli artisti lontani dalle idee del primo ministro si sono tenuti lontani da un concorso sponsorizzato e promosso dal Governo coi soldi prima investiti per Eurovision.
Ebbene Magyar, nel corso di una sorta di “Q&A” (domanda e risposta) con il suo elettorato e in generale coi cittadini magiari, ha spiegato come l’Ungheria, a suo dire deve tornare a partecipare ad Eurovision
Non so se spetta al Governo prendere una decisione sul tema, ma se sarà così, certamente ce ne occuperemo
Inevitabilmente, in Ungheria si è tornato molto a parlare di Eurovision proprio nel 2025. I Carson Coma, una delle principali band di opposizione ad Orbàn ha infatti preso parte ad “Una voce per San Marino” ed a rappresentare la Germania c’erano due fratelli di origine ungherese, Abor & Tynna, che hanno anche inciso una versione in magiaro della loro “Baller”.
Tutte cose che sono state oggetto di una domanda per l’avvocato e attivista, al quale è stato anche ricordato come l’Ungheria sia tuttora parte di EBU, al contrario di Russia e Bielorussia e sia fuori dal concorso per motivi diversi da quelli economici, invece come Bulgaria e Romania
Magyar ha risposto a queste sollecitazioni
È sbagliato che non partecipiamo e non avremmo dovuto ritirarci. Sono d’accordo invece con l’esclusione della Russia, non dovremmo permettere che partecipi nessun criminale di guerra. Se l’Eurovision diventerà una questione nelle mani del mio Governo, torneremo
Presto per gioire, quindi, perché prima dovranno tenersi le elezioni, che fra l’altro potrebbero portare ad un clamoroso parlamento con sole forze dal centro all’estrema destra (oltre ai due partiti citati, se si votasse oggi, raggiungerebbe la soglia di sbarramento solo Mi Hazánk, partito nato da una costola di Jobbik per mantenere le idee di estrema destra)
Ma fra i fan dell’Eurovision cresce la voglia per il ritorno magari nel 2027 dell’Ungheria, Paese che non ha mai lesinato originalità nelle proposte. Fra l’altro i giornalisti ungheresi, malgrado Orbàn, continuano ad essere accreditati ad Eurovision: a Basilea era presente un piccolo gruppo di colleghi di una testata di settore.
L’Ungheria all’Eurovision Song Contest
Dal 1994, anno del suo debutto, l’Ungheria ha partecipato ad Eurovision 17 volte, con diversi “stop and go” nel corso della sua storia (assente nel periodo 1999-2004, poi nel 2006 e nel 2010). Il miglior risultato resta il quarto posto centrato proprio dalla canzone di esordio, vale a dire ““Kinek mondjam el vétkeimet?” (“A chi confesserò i miei peccati?”), una delicata ballata sul tema dell’aborto declinata in chiave cattolica eseguita in lingua magiara dalla allora sedicenne Friderika Bayer.
L’ultima partecipazione resta invece come detto quella del 2019, la seconda di Joci Papai dopo quella del 2017: il brano “Az én apám” non superò le semifinali. Va però detto che lo score ungherese è di tutto rispetto perché dall’introduzione delle semifinali ha conquistato l’accesso in finale 10 volte su 13
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