Spagna (RTVE): “Eurovision 2026, non ci saremo se parteciperà Israele”

Il Consiglio di Amministrazione della RTVE (Spagna) ha approvato una proposta con la quale si certifica che la Spagna, in caso di partecipazione di Israele all’Eurovision 2026 di Vienna, non sarà al via della manifestazione. Secondo quanto emerge, sarebbero stati 10 i voti a favore, 4 i contrari ed uno astenuto.
Eurovision 2026: Spagna assente se ci sarà Israele
La proposta, già anticipata ieri dal presidente dell’emittente iberica José Pablo Lopez, è stata approvata a maggioranza assoluta dell’organo. 10 i voti a favore, 4 quelli contrari e una sola l’astensione. Questo è quanto emerge dal comunicato ufficiale rilasciato dalla RTVE.
La Spagna è il quarto Paese, dopo Irlanda, Slovenia e Paesi Bassi, a chiedere in maniera esplicita l’esclusione di Israele condizionandola alla propria partecipazione. Si precisa che questa decisione non modifica i piani rispetto allo svolgimento del Benidorm Fest, tornato negli ultimi anni a fungere da selezione nazionale spagnola per l’Eurovision.
Dei Big 5, la Spagna è il Paese che assomma più partecipazioni consecutive allo stato attuale delle cose, non mancando mai alcuna partecipazione dal lontano 1961.
Alcuni dati fanno capire quanto conti la presenza della Spagna: nel 2024 ha pagato una tassa di partecipazione di 334.000 euro all’EBU e, inoltre, ha regalato quasi 20 milioni di telespettatori (tra semifinali e finale) nel 2025. Inoltre, attualmente al comando del Reference Group, l’ente di supervisione di qualsiasi cosa all’Eurovision, c’è proprio una spagnola: Ana Maria Bordas.
Nel corso degli scorsi mesi, la Spagna è stata particolarmente vocale circa le questioni legate a Israele all’Eurovision, tant’è che se n’è occupato anche il primo ministro del Paese, Pedro Sanchez, fautore di una linea molto critica nei confronti di Israele (alias: esclusione).
All’interno del contesto legato ai Paesi europei, la Spagna ha assunto da tempo una tra le posizioni più critiche circa i fatti che si stanno svolgendo a Gaza. Nelle ultime tre settimane, ad esempio, anche la Vuelta ciclistica è stata interessata dalle proteste degli attivisti pro-Palestina, tra tappe interrotte e atto conclusivo a Madrid fermato prima di poter arrivare alla conclusione.
Photo Credits: Sarah Louise Bennett / EBU
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