Eurovision 2026: la Serbia conferma la partecipazione e apre il bando per Pesma za Evroviziju

Eurovision 2026 Serbia

Recentemente, anche l’emittente pubblica RTS ha confermato che la Serbia parteciperà all’Eurovision 2026, confermando anche la quinta edizione di Pesma za Evroviziju.

Il concorso, abbreviato in PzE, è nato inizialmente per sostituire il Beovizija, di cui RTS aveva perso i diritti a fine 2021, e negli anni ha permesso di sperimentare anche con nuove tipologie di brani e sonorità alternative. Il bando è stato aperto lunedì 15 e sarà chiuso soltano il 10 novembre prossimo.

Tra i Termini e Condizioni del Pesma za Evroviziju spunta anche la possibilità che qualora le proposte non fossero appetibili e non fossero sufficientemente di qualità (in base agli insindacabili criteri del comitato di selezione), RTS si riserva il diritto di selezionare internamente il proprio candidato per la Serbia all’Eurovision 2026.

È richiesta, come ogni anno, la presenza del serbo per almeno il 51% del testo del brano. Il vincitore sarà determinato come per gli altri anni al 50% dal televoto ed al 50% dalla giuria, anche se non è ancora chiaro se i punteggi saranno riconvertiti da 1 a 12 come le precedenti edizioni o se, in seguito alle crescenti proteste degli ultimi due anni con vincitori fortemente avallati dalle giurie, ci saranno dei cambiamenti.

Un cambiamento sicuramente ci sarà nella Produzione, dal momento che la Produttrice Esecutiva nonché capodelegazione Olivera Kovačević è stata licenziata da RTS. La motivazione dietro questo licenziamento risiede sia in un’accusa di manipolazione dei risultati del 2024 (in cui la vincitrice del televoto, Breskvica, con un brano il cui contenuto era quantomeno discutibile, era appena sesta per le giurie), oltre che di disobbedienza al Direttore Generale, che aveva chiesto di impedire qualunque dichiarazione da parte degli artisti in supporto alle proteste studentesche che animano la Serbia da fine 2024.

In solidarietà agli stessi studenti, lo stesso presentatore Slaven Došlo decise di boicottare la competizione e di non presentare, così come alcuni artisti si sono presentati con una mano rossa (simbolo delle proteste) ed un membro della giuria ha affermato che “gli studenti sono la nostra forza, il nostro futuro e la nostra intelligenza”.

Sarà interessante vedere chi saranno i nomi che presenteranno dei propri brani al Pesma za Evroviziju, dal momento che già durante l’edizione 2025 diversi partecipanti erano intenzionati a ritirarsi, salvo poi restare in gara a causa dell’elevata penale che avrebbero dovuto pagare. E bisognerà vedere se la Serbia, dopo sei anni sempre in finale, possa rialzarsi dopo l’eliminazione in semifinale di Princ e della sua “Mila”.

La Serbia verso l’Eurovision 2026

Dopo la dissoluzione della Yugoslavia e dopo un breve periodo di partecipazione come Serbia e Montenegro, la Serbia debutta all’Eurovision nel 2007, vincendo al primo tentativo (unico Paese a riuscire nell’impresa insieme alla Svizzera che vinse la prima edizione) grazie all’indimenticata “Molitva” cantata da Marija Serifovic.

Fino al 2015 marca degli ottimi risultati, entrando sempre in top 15 di cui quattro volte in top 10 seppur con due eliminazioni in semifinale. Dal 2016 in poi inizia un periodo un po’ più stagnante per l’ex Paese yugoslavo, da cui spiccano le Hurricane quindicesime nel 2021 (con un buon nono posto al televoto) e Konstrakta nel 2022 a Torino, dove chiude al quinto posto con “In corpore sano”, marcando la prima top 10 della Serbia dopo 7 anni.

All’Eurovision 2025 il Paese non è stato altrettanto fortunato, con Princ che non è riuscito a superare la semifinale ed ha realizzato quello che attualmente è il peggior risultato di sempre per la Serbia, chiudendo 14° in semifinale. Riuscirà RTS a trovare la giusta quadra per ritornare in finale?

Al momento i Paesi che hanno confermato la partecipazione sono 22, ovvero Albania, Australia, Austria, Azerbaigian, Cipro, Cechia, Danimarca, Germania, Grecia, Israele, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Montenegro, Norvegia, Regno Unito, San Marino, Serbia, Svezia, Svizzera, Ucraina. A questi si aggiungono ben cinque Paesi, ovvero Irlanda, Paesi Bassi, Slovenia, Spagna e Islanda che hanno posto un ultimatum ad EBU, ovvero la non partecipazione all’Eurovision 2026 in caso di partecipazione di Israele.

Un settembre così focoso non s’era probabilmente mai visto, e bisognerà aspettare fino a metà dicembre per comprendere quali Paesi effettivamente parteciperanno e quali no, che con tutti i possibili ritiri l’Eurovision rischi di diventare insostenibile economicamente.

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