Eurovision 2026: anche la Croazia conferma la partecipazione. La situazione attuale

Un’altra partecipante, ovvero la Croazia si aggiunge al lotto delle nazioni in gara ad Eurovision 2026, in programma dal 12 al 16 Maggio prossimi alla Wiener Stadthalle.
HRT rompe dunque gli indugi dei giorni scorsi e nonostante le pressioni di alcuni ex partecipanti, su tutti Marko Bosnjak in gara lo scorso anno, si allinea al via della rassegna a prescindere o meno dalla presenza di Israele.
Oltre a confermare la sua partecipazione all’Eurovision 2026, HRT ha anche confermato che la scelta di cantante e canzone per Vienna sarà selezionato ancora attraverso la Dora, aprendo la open call per l’invio delle canzoni dalla quale poi usciranno le 24 che faranno parte dell’edizione 2026 del concorso, già programmata per il mese di Febbraio.
Nessuna particolare novità nel regolamento, che ribadisce il divieto di uso dell’autotune e l’obbligo di possedere il passaporto croato (cosa che non esclude di averne anche altri, come appunto nel caso di Marko Bosnjak, croato di Bosnia e dunque anche col passaporto della Federazione)
Per la prima volta un’artista croato sarà in gara in Austria visto che nel 2015, sempre a Vienna, HRT non vi prese parte e che nel 1967 sotto le insegne della Jugoslavia gareggiò un artista sloveno, Lado Leskovar.
Eurovision 2026: la situazione
Con l’annuncio ufficiale della Croazia salgono a 28 i Paesi che hanno ufficializzato la partecipazione, comprendendo anche l’Italia che verosimilmente ufficializzerà la partecipazione con l’uscita del regolamento del Festival di Sanremo ma che ha di fatto già lasciato intendere che ci sarà schierandosi in favore della partecipazione israeliana. Oltre al Paese ospitante Austria e alla Croazia, hanno confermato Albania, Australia, Austria, Azerbaigian, Cechia, Cipro, Danimarca, Estonia, Francia, Germania, Grecia, Israele, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Montenegro, Norvegia, Polonia, Portogallo, Regno Unito, San Marino, Serbia, Svezia, Svizzera, Ucraina.
Restano in bilico e decideranno la loro posizione dopo l’assemblea EBU di Dicembre che si esprimerà sulla partecipazione Irlanda, Islanda, Paesi Bassi, Slovenia, Spagna. Per tutti gli altri si attende ancora una conferma.
Possibili inoltre – si rincorrono voci su questo – il debutto di Monaco e il ritorno della Macedonia del Nord mentre è notizia di queste ore che dopo il ritiro a selezione iniziata dello scorso anno, TVM è al lavoro per riportare la Moldavia in concorso. A dicembre si discuterà inoltre del possibile debutto del Kazakistan, altra tv associata (come quella australiana), che farebbe dunque il suo ritorno nei concorsi eurovisivi dopo le passate partecipazioni allo Junior Eurovision.
La Croazia all’Eurovision
A Vienna la Croazia marcherà la trentunesima partecipazione. Nessuna vittoria per il Paese ma uno storico secondo posto nel 2024, quando a Malmӧ Baby Lasagna ha sfiorato il colpo con “Rim tim tagi dim”, segnando anche il record di punti per un artista croato ad Eurovision.
Va però ricordato che è croata la band che ha regalato l’unico successo alla Jugoslavia vale a dire i Riva, vincitori a Losanna nel 1989 con “Rock me” e che si è svolto in terra croata l’unico Eurovision di Oltreadriatico: l’edizione 1990 vinta da Toto Cutugno con “Insieme: 1992” fu infatti ospitata dalla Vatroslav Lisinski Hall di Zagabria.
Nel 2025 Marko Bosnjak ha rappresentato la Croazia nell’Eurovision Song Contest con “Poison Cake”: dodicesimo in semifinale, non è riuscito quindi a staccare il biglietto per la finale.
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