Sanremo 2026: perché la clausola sull’Eurovision non cambia nulla rispetto al passato

Leggendo attentamente il regolamento di Sanremo 2026, pubblicato ieri dalla Rai, emerge un piccolo dettaglio nel paragrafo relativo alla partecipazione all‘Eurovision Song Contest 2026 che sta suscitando più di qualche dubbio.
Analizziamo nello specifico il passaggio incriminato e facciamo chiarezza:
L’Artista Vincitore di Sanremo 2026 (o altro Artista scelto dal Direttore Artistico in accordo con Rai) sarà designato da Rai a rappresentare l’Italia all’edizione 2026 dell’Eurovision Song Contest (ESC). L’effettiva partecipazione all’ESC è comunque subordinata all’ammissione da parte di EBU – European Broadcasting Union, sulla base dei criteri indicati nelle Rules (disponibili per estratto sul sito web https://eurovision.tv/about/rules e separatamente trasmesse agli Artisti), tra cui anche quelli relativi ai testi delle canzoni.
Ancora una volta, come accade ininterrottamente dal 2015, ad avere diritto di rappresentare l’Italia e la Rai all’Eurovision Song Contest è l’artista vincitore del Festival di Sanremo. Come però dovrebbe essere noto, a scegliere i rappresentanti all’ESC sono le singole televisioni, che possono farlo attraverso una scelta interna (come accade per Francia, Svizzera o Regno Unito) o con una selezione nazionale, come succede per esempio con Sanremo, Vidbir, Montesong, Melodifestivalen o Eurosong.
La clausola tra parentesi non fa altro che ufficializzare che è la Rai, in qualità di Participating Broadcaster, ad avere diritto di scegliere il proprio rappresentante, e l’aver esplicitato questo diritto autorizza la Rai a scegliere un altro artista per tutelarsi tempestivamente in caso di rinuncia o non ammissione dell’artista vincitore, senza dover eventualmente concedere deroghe alla scadenza dei termini per la conferma, come successo quest’anno con la settimana ulteriore concessa a Olly per decidere.
Gli Artisti interessati all’eventuale partecipazione all’ESC e le rispettive Case discografiche saranno tenuti a consegnare preventivamente a RAI – nelle tempistiche che saranno da quest’ultima indicate sulla base delle esigenze produttive della manifestazione – il modulo di accettazione alla partecipazione alla predetta manifestazione (fornito dall’Organizzazione del Festival) debitamente firmato. La sottoscrizione del modulo comporterà l’accettazione e l’impegno al rispetto sia delle previsioni contenute nel Code of Conduct sia delle indicazioni del Capo Delegazione adottate in base al Duty of Care Guidance (entrambi i citati documenti consultabili sul sito web https://eurovision.tv/about/rules/), manlevando RAI da ogni eventuale danno che dovesse derivare dal loro mancato rispetto.
Anche in questo caso non c’è differenza rispetto al regolamento di Sanremo 2025: con l’introduzione del Codice di Condotta e del Duty of Care Guidance a partire dall’edizione 2025 dell’Eurovision Song Contest gli artisti sono tenuti ad accettare anche questi due codici oltre al regolamento della manifestazione. Come ogni anno, per accettare la partecipazione, gli artisti devono compilare e firmare il modulo entro un limite, che solitamente è alle ore 12 del giorno della finale di Sanremo.
Nel caso in cui EBU non ammetta la partecipazione all’ESC dell’Artista Vincitore di Sanremo 2026, ovvero qualora l’Artista stesso non consegni il modulo di accettazione alla partecipazione nei tempi indicati, Rai designerà il rappresentante l’Italia all’ESC secondo l’ordine della classifica finale del Festival, senza che il suddetto Artista o la sua Casa discografica abbiano nulla a pretendere.
In questo passaggio finale, dunque, tutti i dubbi vengono fugati: esattamente come sempre accaduto dal 2015 in poi e come ufficializzato a partire da Sanremo 2025, la Rai sceglierà il proprio rappresentante in base alla classifica finale del Festival in caso di rinuncia del vincitore. Ciò è successo ben due volte: nel 2016, con Francesca Michielin che raccolse il testimone dopo la rinuncia degli Stadio, e quest’anno con Lucio Corsi che, dopo la rinuncia di Olly, ha staccato il biglietto per Basilea.
Ricordiamo che il Festival della Canzone Italiana di Sanremo è l’unica selezione nazionale per l’Eurovision Song Contest a essere nata prima dello stesso Eurovision. Il legame tra la rassegna ligure e l’evento che unisce tutta Europa e mezzo mondo attraverso la musica è fortissimo, infatti l’ESC è nato da idea dell’allora dirigente Rai Sergio Pugliese proprio su modello del Festival di Sanremo, con l’obiettivo di creare un Sanremo più in grande e che riunisse un’Europa martoriata dalla guerra.
La scelta di legare la partecipazione italiana al Festival di Sanremo non è soltanto simbolica, in quanto suggella questo legame fortissimo tra i due eventi, ma è anche funzionale in quanto, a differenza di altri paesi che scelgono una canzone perfetta per l’Eurovision, la Rai sceglie la canzone più apprezzata dal pubblico e dalla critica, che vince il Festival della Canzone Italiana, a oggi il più importante megafono della musica italiana, e che può tranquillamente suonare nelle radio di tutta Europa.
La Rai, dunque, conferma con questo regolamento che la scelta sul rappresentante in gara all’Eurovision 2026 sarà scelto come accade da anni in base all’esito del Festival di Sanremo, che di fatto è ininterrottamente dal 2015 in poi la nostra selezione nazionale. Chi vincerà avrà il diritto di rappresentare l’Italia, in caso di rinuncia la scelta ricadrà sul secondo classificato e così via dicendo. Modificare un meccanismo che funziona perfettamente, d’altronde, non avrebbe alcun senso.
Non ci resta che attendere, a questo punto, di scoprire chi vincerà Sanremo 2026, il 76esimo Festival della Canzone Italiana, in programma dal 24 al 28 febbraio al Teatro Ariston di Sanremo con la conduzione e la direzione artistica di Carlo Conti, che avrà dunque il diritto di rappresentare l’Italia all’Eurovision 2026, in programma dal 12 al 16 maggio al Wiener Stadthalle di Vienna.
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