Martin Green: “Eurovision 2026 con 35 Paesi”. Confermano Belgio e Georgia, nuovo debutto nel 2027?

Martin Green

A meno di sorprese dell’ultim’ora, saranno 35 i Paesi in concorso ad Eurovision 2026, nell’edizione del settantesimo anniversario. A confermarlo, in una intervista alla tv svedese SVT è Martin Green, direttore del concorso:

Stimiamo che ci saranno 35 emittenti che parteciperanno. Cinque paesi ha detto in maniera molto forte che ad Israele non dovrebbe essere permesso di partecipare e e ho pieno rispetto per questo. Spero vivamente che quelle poche emittenti che sentono di non poter essere lì il prossimo anno tornino da noi nel 2027. Non sono i governi che partecipano all’Eurovision, bensì le emittenti del servizio pubblico e gli artisti che scelgono.

La situazione attuale

Le parole di Martin Green contengono due ulteriori informazioni. La prima è che ci sarà appunto un quinto Paese che non parteciperà, seguendo la scia di Spagna, Irlanda, Slovenia e Paesi Bassi, che hanno deciso di boicottare la manifestazione in segno di protesta per l’ammissione di Israele.

La seconda è che ci sarà sicuramente un altro Paese che debutterà o ritornerà.  Il Belgio ha confermato la partecipazione in coincidenza con l’Italia: quest’anno tocca a RTBF, la tv di lingua vallone sovrintendere la partecipazione e l’emittente francofona è in favore della presenza israeliana. Con la Georgia che ha confermato anch’essa  e l’Armenia che si appresta a farlo, resterebbe solo l’Islanda.

Rùv parlerà mercoledi e comunicherà la sua decisione, ma è dallo scorso anno fra le emittenti in prima fila contro la partecipazione di Israele.  Difficile che possa essere tornata sui suoi passi, anche in considerazione che l’Islanda è uno dei Paesi europei a maggior percentuale di palestinesi.

La situazione attuale quindi vede 34 televisioni allineate, compresa l’Armenia. Nel dettaglio attualmente hanno confermato la partecipazione oltre all’Austria padrona di casa: Albania, Armenia, Australia, Azerbaigian, Belgio, Bulgaria, Cechia, Cipro (che ha ufficializzato Antigoni Buxton come artista), Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Georgia, Germania, Grecia, Israele, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Moldavia, Montenegro, Norvegia, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Romania, San Marino, Serbia, Svezia, Svizzera, Ucraina

Secondo quanto anticipato da EBU, ne mancherebbe quindi una sola.

Nuovo esordio nel 2027?

Intanto si lavora ad un nuovo esordio. Si sa della trattativa in essere con il Canada, ma come Martin  Green ha spiegato, questa è ancora alle fasi preliminari. Possibile che se ne parli nel 2027.

Appare sempre più probabile anche  il debutto del Kazakistan, atteso da tempo e con favore dalla comunità dei fan eurovisivi, nonostante il Governo del Kazakistan sia fra più autoritari al Mondo e nonostante da oltre 30 anni non si tengano elezioni libere, dato che è ammesso un solo partito in competizione.

Che il debutto del Kazakistan sia probabile lo si evince anche da una recente nota diffusa dal ministero della cultura.

Nella nota si legge che il debutto kazako verrebbe discusso a Gennaio. Anche in questo caso si lavora quindi per un debutto che porterebbe nell’Eurovision 2027 il Paese ex sovietico già visto in quello Junior.

Il Ministero apprezza molto l’importanza dell’Eurovision Song Contest come una delle principali piattaforme creative del mondo, e riconosce il suo ruolo significativo nello scambio culturale e nella promozione dell’arte nazionale a livello globale-

Attualmente, l’EBU non ha preso una decisione su questo argomento, e la questione sarà presa in considerazione all’inizio del prossimo anno

Allo stesso tempo, anche se dovesse essere presa una decisione positiva da parte dell’EBU restano aperte alcune domande: secondo la valutazione di Khabar Agency la partecipazione a un tale importante concorso internazionale richiede risorse finanziarie significative, e attualmente non esiste un budget approvato per sostenere questo

Khabar Agency, la tv con sede ad Astana, al pari dell’australiana SBS è affiliata EBU e che pertanto eventualmente gareggerebbe su invito.

Eurovision 2026 non soffrirà dalle esclusioni

L’assenza di RTVE e di AVOTROS, rispettivamente quinta e sesta contribuente dell’Eurovision è piuttosto pesante economicamente, ma non peserà sul bilancio di Eurovision 2025. A confermarlo alla radio austriaca è Roland Weißmann, direttore generale di ORF, la radiotelevisione del paese organizzatore, sostanzialmente rinforzando sue precedenti affermazioni in merito

Eurovision 2026 non soffrirà in alcun modo dalle esclusioni. Ci siamo ben preventivati rispetto all’onere finanziario e rispetto a questa possibilità

Non è ancora stato quantificato il contributo EBU all’evento, che solitamente si aggira attorno ai 5.000.000 di Euro. Secondo i recenti dati ufficiali, l’emittente spagnola RTVE ha pagato quasi 335.000 euro per i diritti di trasmissione e partecipazione nel 2024.

Per tre su quattro boicottaggio anche televisivo

Diversa la situazione televisiva: RTV Slo, RTÉ e RTVE hanno annunciato che non trasmetteranno nemmeno. L’Eurovision 2026 non sarà trasmesso per non mandare in onda un programma con la presenza di Israele. La tv olandese invece manderà in onda l’evento: sarà trasmesso da NOS, una delle tre realtà radiotelevisive che fanno parte del consorzio nazionale, in collaborazione con NTR, l’emittente all news e culturale del servizio pubblico.


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Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cittadino d'Europa