Eurovision 2025: Lucio Corsi è il più cercato su Google Italia

Siamo in chiusura di quest’anno, e tra i vari wrapped pubblicati dagli account social di tutti noi anche Google Trend ha pubblicato le ricerche più comuni fatte dagli italiani nel 2025. Tra questi spunta il nome di Lucio Corsi, che quale personaggio rivelazione dell’anno ha indubbiamente fatto parlare di sé da Sanremo fino all’Eurovision 2025 di Basilea.
Insieme a Lucio Corsi, tra le ricerche più frequenti compare anche il nome di Federico Olivieri in arte Olly, vincitore di Sanremo 2025 con “Balorda nostalgia” e poi protagonista del “gran rifiuto” che ha portato proprio Corsi ad Eurovision. Dopo i due cantautori segue Lorenzo Musetti, tennista che è riuscito ad agguantare la sesta posizione nell’ATP ranking, a qualificarsi alle Finals ed a sfidare Jannik Sinner ai quarti degli US Open. Seguono Bianca Balti ed il suo percorso durante la malattia e Jasmine Paolini, altra punta di diamante del tennis italiano. Qui la classifica completa:
- Lucio Corsi
- Olly
- Lorenzo Musetti
- Bianca Balti
- Jasmine Paolini
- Marcella Bella
- Serena Brancale
- Cecilia Sala
- Achille Lauro
- Brunori Sas
Lucio Corsi: dalla Maremma all’Eurovision 2025
Una volta annunciato nel cast nel dicembre 2024, molti si sono chiesti chi fosse Lucio Corsi, cantautore grossetano con già dieci anni di gavetta sui palchi indipendenti italiani e una coccarda onorevole quale il Premio alla Miglior Interpretazione a Musicultura 2017 con il brano “Altalena Boy” (poi inserito nell’album raccolta Altalena Boy/Vetulonia Dakar).
È bastato il suo ingresso sul palco di Sanremo, con il cerone bianco in volto ed un abito anni ’70 già usato in precedenza in alcuni suoi concerti, a far innamorare di lui tantissimi spettatori di Sanremo. In pochissimo tempo è passato da poco conosciuto a totale outsider di una delle edizioni sanremesi più imprevedibili degli ultimi anni.
Dopo la serata cover in cui cantò “Nel blu dipinto di blu” con Topo Gigio (curiosamente, l’unico brano eurovisivo della serata), nella finale conferma tutto l’affetto guadagnato dal pubblico nei giorni precedenti issandosi al secondo posto, ad appena 0,4 punti percentuale di scarto dall’eventuale vincitore Olly.
Tutto sembrava proseguire come solito, e tutti si aspettavano che Olly, forte anche del management di Marta Donà con ormai cinque Eurovision alle spalle (2013, 2016, 2021, 2023 e 2024), accettasse di portare il vessillo italiano a Basilea. Ma finisce che, dopo una settimana di tira e molla, Olivieri sceglie di non spostare i concerti a maggio e di rinunciare a rappresentare l’Italia, cedendo il testimone proprio al secondo classificato, Lucio Corsi.
Il periodo pre-Eurovision passa senza avere molte informazioni sui dettagli dell’esibizione, tranne per il volersi “concentrare sulla musica e sugli strumenti, senza fuochi d’artificio”. Un’intervista da Fabio Fazio a “Che tempo che fa” scatena un tema importante: la possibilità di suonare gli strumenti dal vivo, l’armonica nel caso di Corsi, in un concorso in cui tuttavia ogni esibizione è voce su base in playback più eventuali coristi. Viene annunciata anche la sua partecipazione al Pre-Party di Madrid, salvo un ritiro dell’ultimo minuto per motivazioni mai del tutto chiarite.
Giunto a Basilea, Lucio in breve tempo sembra catalizzare su di lui l’atmosfera di curiosità che si era creata anche a Sanremo. L’esibizione, partita da un’idea di Tommaso Ottomano e sviluppata da Galattico Studio, è essenziale nel suo più intrinseco significato: filtro seppia, solo lui e Ottomano sul palco, due grandi amplificatori sul retro ed un pianoforte lunghissimo ed i sottotitoli in inglese (già sfruttati nell’edizione 2018 da Ermal Meta e Fabrizio Moro ma non durante tutta la canzone).
Ma ecco che sull’ultimo ritornello prende vita la magia di tutta l’esibizione: Lucio imbocca l’armonica e a contatto con il microfono intona le ultime note di “Volevo essere un duro”, con gran sorpresa di tutti. Il regolamento, infatti, vieta gli strumenti collegati durante l’esibizione (per via di tempi tecnici strettissimi tra un brano e l’altro) ma, non essendo necessario “cablare” l’armonica, ecco che si è trovata una scappatoia nel regolamento che ha regalato un momento indimenticabile alla St. Jakobshalle di Basilea.
Parte la sequenza di voto e accade ciò che per molti addetti ai lavori (e anche molti appassionati italiani dell’ultima ora) sembra impensabile: piovono punti da ogni parte d’Europa con le giurie, ottenendo ben sei volte i 12 points (Slovenia, Portogallo, Svizzera, Croazia, San Marino e Georgia) e guadagnando un quarto posto con le giurie con 159 punti, sesto miglior punteggio in giuria dal ritorno nel 2011.
A questi si aggiungono 97 punti dal televoto (con 12 punti dalla Slovenia) confermando diversi trend positivi: l’Italia è nella top 10 del televoto per l’ottavo anno di fila, in quella delle giurie per il sesto e chiude l’esperienza a Basilea ottenendo la settima top 5 dal 2011 e la dodicesima top 10. Dati che riportiamo nel caso in cui qualcuno dovesse ancora chiedersi se vale la pena o meno scegliere il rappresentante italiano da Sanremo o se serve una selezione a parte come pare qualcuno richieda a gran voce…
Tra gli altri record, rientra anche la miglior serie di risultati positivi consecutivi, superando la Grecia che dal 2004 al 2011 ha ottenuto otto top 10 di fila ma avendo come peggior risultato il nono posto del 2006, mentre per l’Italia il “peggior” risultato è il settimo posto del 2024. Per avere una streak di risultati consecutivi migliore bisogna tornare addirittura al 1998, quando il Regno Unito ha ottenuto undici top 10 consecutive dal 1988, ottenendo svariati secondi posti ed una vittoria nel 1997, ma erano ovviamente altri tempi in cui partecipavano pochissimi Paesi e c’era il vantaggio della lingua inglese.
Dopo l’Eurovision 2025, definito da Lucio stesso “un bellissimo musical di dieci giorni”, ecco che spicca il volo sia in Italia che all’estero: mentre entra nelle Viral Top 50 di diciassette Paesi, in Italia ottiene il disco di platino (200.000 copie secondo le nuove soglie) e due targhe Tenco per il singolo eurovisivo “Volevo essere un duro” e l’album omonimo. Poi i primi di settembre, dopo un tour quasi tutto esaurito tra date e partecipazioni a Festival, annuncia anche il suo primo tour europeo che partirà a Lugano a fine gennaio prossimo.
Insomma, per trarre le conclusioni, un anno ricchissimo per Lucio Corsi, un ragazzo grossetano con la passione per la musica e per il cantautorato, che come una scheggia impazzita è entrata in un mercato come quello italiano spesso saturato dal pop mainstream e dagli autori di punta che scrivono un po’ per tutti. È bastato parlare delle proprie fragilità e della semplicità del proprio io per entrare nel cuore degli spettatori italiani prima ed europei poco dopo.
Per cui non c’è da stupirsi che un cantautore così insolito per il mainstream degli ultimi anni sia diventato in pochissimo tempo il più cercato su Google Italia. E chissà che cosa gli riserverà il futuro, noi di Eurofestival News gli auguriamo il meglio.
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