Nemo (vincitore 2024) restituisce il suo trofeo all’EBU: “La presenza di Israele è in conflitto con i valori dell’Eurovision”

nemo svizzera eurovision 2024 2026

Continuano le prese di posizione in merito alla partecipazione di Israele all’Eurovision 2026, anche da parte dei singoli artisti, e tra esse fa molto rumore la decisione del vincitore dell’edizione 2024 Nemo.

L’artista svizzero, vincitore a Malmö con “The code“, ha postato sui suoi canali social un lungo messaggio in cui spiega di aver spedito indietro al quartier generale dell’EBU di Ginevra – dove una settimana fa è stato approvato il nuovo regolamento, dando il là alla partecipazione israeliana – il trofeo conquistato un anno e mezzo fa.

Nemo nel suo messaggio spiega che la partecipazione di Israele “mentre è in corso quello che la Commissione indipendente d’inchiesta delle Nazioni Unite ha concluso essere un genocidio” è per un fatto incompatibile con i valori eurovisivi che lo stesso artista sente di condividere, quali “unità, inclusione e dignità per tutti”. Questo lo ha spinto ad un gesto in linea con la posizione presa dai cinque paesi che hanno annunciato il ritiro dalla prossima edizione (Irlanda, Islanda, Paesi Bassi, Slovenia e Spagna).

Già in occasione della sua partecipazione a Malmö nel 2024, edizione già segnata dalle proteste per la presenza di Israele con la polemica legata al primo brano presentato per Eden Golan che richiamava alla strage del 7 ottobre 2023, Nemo aveva sottolineato – ad Aftonbladet – la forte tensione che si respirava nel dietro le quinte, chiedendo cambiamenti.

Di seguito il messaggio integrale di Nemo:

L’anno scorso ho vinto l’Eurovision e mi è stato assegnato il trofeo.

E anche se sono immensamente grato alla comunità che ha creato questo concorso e a tutto ciò che questa esperienza mi ha insegnato, sia come persona che come artista, oggi non sento più che questo trofeo debba stare sulla mia mensola. L’Eurovision si definisce simbolo di unità, inclusione e dignità per tutti. Questi valori hanno reso questo concorso significativo per me.

Ma la continua partecipazione di Israele, durante quello che la Commissione internazionale indipendente d’inchiesta delle Nazioni Unite ha definito un genocidio, mostra un chiaro conflitto tra questi ideali e le decisioni prese dall’EBU.

Non si tratta di individui o artisti. Il concorso è stato ripetutamente utilizzato per attenuare l’immagine di uno Stato accusato di gravi illeciti, mentre l’EBU insisteva sul fatto che l’Eurovision fosse “apolitico”. E quando interi paesi si ritirano a causa di questa contraddizione, dovrebbe essere chiaro che qualcosa non va.

Ecco perché ho deciso di rispedire il mio trofeo alla sede centrale dell’EBU a Ginevra. Con gratitudine e con un messaggio chiaro:

Vivi ciò che affermi.

Se i valori che celebriamo sul palco non vengono vissuti fuori dal palco, anche le canzoni più belle perdono il loro significato. Aspetto il momento in cui parole e azioni si allineeranno. Fino ad allora, questo trofeo è vostro.

Nemo

Il cantautore svizzero ha ricevuto sulla sua pagina Instagram commenti di sostegno alla sua decisione da parte di diversi ex-partecipanti all’Eurovision Song Contest sia sotto il video che sotto il messaggio testuale: Zoë Më (Svizzera 2025), Bambie Thug (Irlanda 2024), Olly Alexander (Regno Unito 2024), Iolanda (Portogallo 2024), Marina Satti (Grecia 2024), Teya & Salena (Austria 2023) e Ben Dolic (Germania 2020).


Foto copertina: EBU / Sarah Louise Bennett

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