Eurovision 2025: Lucio Corsi nella top 10 degli album fisici più acquistati

Con l’inizio dell’anno nuovo, la FIMI ha pubblicato come di consueto tutte le classifiche relative alle vendite del 2025, e se in tutte le classifiche a dominare sono sostanzialmente la trap e Olly, il rappresentante italiano all’Eurovision 2025 Lucio Corsi riesce ad entrare in una di queste top 10.

La classifica in questione è quella relativa alle copie fisiche, quindi ai CD ed ai vinili venduti nel 2025. A primeggiare in classifica sono Caparezza con l’album “Orbit orbit” (nonostante sia stato pubblicato solo lo scorso ottobre), Taylor Swift con l’album “The life of a showgirl” ed il sopracitato Olly con “Tutta vita” (protagonista indiscusso di questo 2025).

Fonte @fimitalia

Al settimo posto troviamo “Volevo essere un duro”, l’album di Lucio Corsi da cui è stato estratto anche l’omonimo singolo che ha poi partecipato al Festival di Sanremo (con un sorprendente secondo posto) ed ha rappresentato l’Italia all’Eurovision 2025. Ciò che sorprende nelle varie classifiche è di come le presenze “pop” siano quasi tutte legate al Festival di Sanremo, che dimostra dunque di essere ancora in grande forma, mentre tra i precedenti rappresentanti all’Eurovision Song Contest si ricava un piccolo spazio Angelina Mango (portabandiera italiana nel 2024 con “La noia”), nel duetto “Per due come noi” che si piazza al sesto posto tra i singoli più venduti del 2025 (nonostante sia stato pubblicato a settembre 2024).

En plein per Olly, vincitore di Sanremo 2025 ed autore del primo “gran rifiuto” dal 2016 per rappresentare l’Italia all’Eurovision 2025. Primo posto nelle vendite digitali dell’album “Tutta vita”, a cui si aggiunge il primo ed il sesto posto nella classifica singoli (con “Balorda nostalgia” e la sopracitata “Per due come noi”) e come già scritto terzo posto nelle vendite relative alle copie fisiche degli album.

Lucio Corsi: dalla Maremma all’Eurovision 2025

Una volta annunciato nel cast nel dicembre 2024, molti si sono chiesti chi fosse Lucio Corsi, cantautore grossetano con già dieci anni di gavetta sui palchi indipendenti italiani e una coccarda onorevole quale il Premio alla Miglior Interpretazione a Musicultura 2017 con il brano “Altalena Boy” (poi inserito nell’album raccolta Altalena Boy/Vetulonia Dakar).

È bastato il suo ingresso sul palco di Sanremo, con il cerone bianco in volto ed un abito anni ’70 già usato in precedenza in alcuni suoi concerti, a far innamorare di lui tantissimi spettatori di Sanremo. In pochissimo tempo è passato da poco conosciuto a totale outsider di una delle edizioni sanremesi più imprevedibili degli ultimi anni.

Dopo la serata cover in cui cantò “Nel blu dipinto di blu” con Topo Gigio (curiosamente, l’unico brano eurovisivo della serata), nella finale conferma tutto l’affetto guadagnato dal pubblico nei giorni precedenti issandosi al secondo posto, ad appena 0,4 punti percentuale di scarto dall’eventuale vincitore Olly.

Giunto a Basilea, Lucio Corsi in breve tempo sembra catalizzare su di lui l’atmosfera di curiosità che si era creata anche a Sanremo. L’esibizione, partita da un’idea di Tommaso Ottomano e sviluppata da Galattico Studio, è essenziale nel suo più intrinseco significato: filtro seppia, solo lui e Ottomano sul palco, due grandi amplificatori sul retro ed un pianoforte lunghissimo ed i sottotitoli in inglese (già sfruttati nell’edizione 2018 da Ermal Meta e Fabrizio Moro ma non durante tutta la canzone).

Ma ecco che sull’ultimo ritornello prende vita la magia di tutta l’esibizione: Lucio Corsi imbocca l’armonica e a contatto con il microfono intona le ultime note di “Volevo essere un duro”, con gran sorpresa di tutti. Il regolamento, infatti, vieta gli strumenti collegati durante l’esibizione (per via di tempi tecnici strettissimi tra un brano e l’altro) ma, non essendo necessario “cablare” l’armonica, ecco che si è trovata una scappatoia nel regolamento che ha regalato un momento indimenticabile alla St. Jakobshalle di Basilea.

Parte la sequenza di voto e accade ciò che per molti addetti ai lavori (e anche molti appassionati italiani dell’ultima ora) sembra impensabile: piovono punti da ogni parte d’Europa con le giurie, ottenendo ben sei volte i 12 points (Slovenia, Portogallo, Svizzera, Croazia, San Marino e Georgia) e guadagnando un quarto posto con le giurie con 159 punti, sesto miglior punteggio in giuria dal ritorno nel 2011.

A questi si aggiungono 97 punti dal televoto (con 12 punti dalla Slovenia) confermando diversi trend positivi: l’Italia è nella top 10 del televoto per l’ottavo anno di fila, in quella delle giurie per il sesto e chiude l’esperienza a Basilea ottenendo la settima top 5 dal 2011 e la dodicesima top 10. Dati che riportiamo nel caso in cui qualcuno dovesse ancora chiedersi se vale la pena o meno scegliere il rappresentante italiano da Sanremo o se serve una selezione a parte come pare qualcuno richieda a gran voce…

Tra gli altri record, rientra anche la miglior serie di risultati positivi consecutivi, superando la Grecia che dal 2004 al 2011 ha ottenuto otto top 10 di fila ma avendo come peggior risultato il nono posto del 2006, mentre per l’Italia il “peggior” risultato è il settimo posto del 2024. Per avere una streak di risultati consecutivi migliore bisogna tornare addirittura al 1998, quando il Regno Unito ha ottenuto undici top 10 consecutive dal 1988, ottenendo svariati secondi posti ed una vittoria nel 1997, ma erano ovviamente altri tempi in cui partecipavano pochissimi Paesi e c’era il vantaggio della lingua inglese.

Dopo l’Eurovision 2025, definito da Lucio stesso “un bellissimo musical di dieci giorni”, ecco che spicca il volo sia in Italia che all’estero: mentre entra nelle Viral Top 50 di diciassette Paesi, in Italia ottiene il disco di platino (200.000 copie secondo le nuove soglie) e due targhe Tenco per il singolo eurovisivo “Volevo essere un duro” e l’album omonimo. Poi i primi di settembre, dopo un tour quasi tutto esaurito tra date e partecipazioni a Festival, annuncia anche il suo primo tour europeo che partirà a Lugano a fine gennaio prossimo.

Insomma, per trarre le conclusioni, un anno ricchissimo per Lucio Corsi, un ragazzo grossetano con la passione per la musica e per il cantautorato, che come una scheggia impazzita è entrata in un mercato come quello italiano spesso saturato dal pop mainstream e dagli autori di punta che scrivono un po’ per tutti. È bastato parlare delle proprie fragilità e della semplicità del proprio io per entrare nel cuore degli spettatori italiani prima ed europei poco dopo.

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