Eurovision 2026: i Leléka rappresenteranno l’Ucraina a Vienna con “Ridnym”

Ad aggiudicarsi la decima edizione del Vidbir, la selezione Ucraina per l’Eurovision Song Contest, è il gruppo musicale ucraino-tedesco con “Ridnym” che sbaraglia la concorrenza agguerrita di Jerry Heil (Eurovision 2024 insieme ad alyona alyona) e Monokate (Kateryna Pavlenko dei Go_A, Eurovision 2021). Il gruppo, nato a Berlino ormai 10 anni fa, si è fatto conoscere dapprima nel panorama musicale jazz tedesco per poi estendere i propri confini ottenendo riconoscimenti e premi da tutta Europa. Il brano, un mix di pop e tradizione ucraina, è un inno alla speranza in mezzo alla distruzione e al cambiamento che l’Ucraina sta vivendo. Il titolo “Ridnym” significa infatti “ai propri cari”, una dedica che invoca fiducia e coraggio.
Il Vidbir 2026
Lo show è stato organizzato dalla tv pubblica ucraina Suspline ed è stato trasmesso in televisione, radio e YouTube a partire dalle 18 ora italiana. Lo spettacolo ha visto 10 partecipanti contendersi il biglietto per Vienna.
Iniziato con l’opening act degli Ziferblat con “Bird of Pray” che hanno preso parte alla sfilata dei finalisti, il Vidbir 2026 è proseguito con le perfomance dei 10 partecipanti e la performance straordinaria di Jamala che ha portato sul palco la canzone vincitrice dell’Eurovisoin 2016, “1944” con l’orchestra. Per la prima volta, inoltre, nella storia recente dello show, ha preso parte un artista internazionale: il rapper Satoshi con la canzone “Viva, Moldova!” che rappresenterà la Moldavia all’Eurovision 2026.
Il risultato finale è stato deciso per il 50% dal televoto e per il restante 50% da una giuria composta da Ruslana (vincitrice Eurovision 2004), Zlata Ognevich (Eurovision 2013), Yevhen Filatov, Vitalii Drozdov e Konstantin Tomilchenko.
Il regolamento del Vidbir 2026 pubblicato da Suspilne, la tv pubblica ucraina, non presentava particolari novità rispetto a quello degli anni precedenti:
- Età minima: 16 anni
- Brani non più lunghi di tre minuti
- Vietati testi in lingua russa
- Divieto assoluto di legami con Russia, Bielorussia o aree occupate dalla Russia
L’obiettivo ora è migliorare il risultato degli Ziferblat, che con la loro “Bird of pray” hanno chiuso nel 2025 al nono posto centrando un’ottima top 10. Questo significa puntare chiaramente al podio, se non alla vittoria che manca dal 2022 quando i Kalush Orchestra trionfarono a Torino con “Stefania”, diventata una sorta di inno nazionale.
Ucraina all’Eurovision Song Contest
L’Ucraina è uno degli Stati più forti all’Eurovision Song Contest. Dal debutto nel 2003, non ha mai mancato la finale nazionale e ha già vinto tre volte il concorso: nel 2004 con “Wild Dances” di Ruslana, nel 2016 con “1944” di Jamala e nel 2022 con “Stefania” dei Kalush Orchestra.
I Go_A, poi, meritano una menzione speciale essendo diventati famosi in Italia dopo aver rappresentato l’Ucraina nel 2021 con il brano “Shum”, anche se avrebbero dovuto rappresentare il Paese già nel 2020 con “Solovey“.
“Shum” è diventata presto virale, ricevendo un ampio margine di consensi (è arrivata in classifica in Italia, dopo essere risultata la più televotata sia in semifinale che in finalissima) e giungendo al secondo posto al televoto dietro l’Italia dei Måneskin, per poi terminare al quinto posto generale. La band, poi, si è esibita il 10 luglio 2022 a Siracusa e il primo maggio durante il concertone a Roma in diretta TV.
L’Eurovision per l’Ucraina è sempre stato un veicolo per valorizzare la propria cultura e far emergere la propria identità, specialmente dopo anni di controllo sovietico. Ed è proprio per i conflitti con la Russia che l’Ucraina non ha partecipato all’Eurovision nel 2015 e nel 2019.
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