Eurovision Live Tour 2026: Cronaca di una morte annunciata

Ci sono amori che fanno dei giri immensi e poi ritornano, altri non fanno in tempo a sbocciare che già sono destinati al tramonto. È notizia di ieri il posticipo a data da destinarsi dell’Eurovision Live Tour, il tour che avrebbe dovuto festeggiare i 70 anni dell’Eurovision Song Contest in tutta Europa.
In un comunicato pubblicato sul sito Eurovision.com ed inviato in una nota a chi aveva acquistato i biglietti si può leggere:
L’EBU comunica con rammarico che abbiamo preso la difficile decisione di posticipare l’Eurovision Live Tour 2026. Abbiamo incontrato sfide impreviste che, nonostante i migliori sforzi del nostro team, dei produttori e dei promoter, non siamo riusciti a risolvere.
Ai migliaia di fan che hanno acquistato i biglietti, grazie, e vi porgiamo le nostre sincere scuse per qualsiasi disagio causato.
I titolari di biglietti per tutte le tappe del tour 2026 avranno diritto al rimborso, che sarà emesso e processato presso il punto vendita in cui il biglietto è stato acquistato.
C’è da dire, tuttavia, che un esito del genere era largamente prevedibile, anche solo mettendo a confronto eventi recenti legati all’Eurovision Song Contest. Il primo che può venire in mente a noi italiani è per forza di cose Eurofesta 2025, l’evento svoltosi lo scorso dicembre a Busto Arsizio (VA) di cui abbiamo anche parlato in un articolo.
L’evento si è tenuto in un piccolo palasport della capienza di 4500 posti, e come potrete leggere anche dal resoconto è verosimile pensare che la metà di questi sia andata invenduta nonostante la massiccia pubblicità fatta tramite più mezzi, complice anche un costo dei biglietti non propriamente alla portata di tutti (chi scrive questo articolo ha comprato i biglietti in occasione di uno sconto lampo lanciato ad ottobre).
Un altro evento simile (ma dall’esito ancor più negativo) è stato Eurovision On Tour, organizzato nel 2024 da Eurodrama Entertainment SL, la stessa società che organizza il Pre-Party a Barcellona. L’idea era di portare l’Eurovision nelle città a chi non potesse prendere parte in maniera attiva all’evento principale a maggio, ma il risultato è stato sotto le aspettative: buona parte dei biglietti sono rimasti invenduti o svenduti a prezzi ridottissimi rispetto al prezzo di partenza.
In entrambi i casi parliamo di eventi tenutisi in location di capienza decisamente inferiore alle Arene selezionate per l’Eurovision Live Tour, e nonostante ciò (complice probabilmente il non aver fatto abbastanza pubblicità) i risultati sono stati deludenti. Un altro fattore è stato il prezzo assolutamente proibitivo dei biglietti.
Eurovision Live Tour: biglietti fino a 170€
Senza contare i pacchetti VIP, che oltre al concerto includevano l’eventuale incontro con gli artisti e ospitalità a cura dell’organizzazione, i prezzi dei biglietti di Eurovision Live Tour per la data del 19 giugno all’Arena Milano vanno da 68€ del parterre in piedi fino ad arrivare a 170€.
Per fare qualche paragone con altri concerti, il 6 maggio si terrà il concerto inaugurale dell’Arena, a cura di Ligabue, con biglietti che andavano dai 49 ai 98 euro in base alla visibilità (il passato è d’obbligo considerato che la data è quasi interamente sold out). Ed è inevitabile pensare che l’attrattiva che abbia Ligabue sia ben diversa rispetto all’attrattiva della lineup presentata da Eurovision Live Tour (che avrebbe contato anche la partecipazione di dieci rappresentanti dell’edizione 2026).
Inoltre, a novembre 2026 si terrà la sesta edizione di Het Grote Songfestivalfeest, il concerto a tema Eurovision che si tiene ad Amsterdam allo Ziggo Dome (che avrebbe ospitato anche una delle date di Eurovision Live Tour). Il confronto di prezzi è inglorioso, ed è naturale pensare che un fan olandese preferirebbe prendere parte ad un evento in cui può vedere un maggior numero di ospiti eurovisivi alla metà del prezzo rispetto a quanto gli costerebbe prendere parte ad un evento in cui sicuramente non ci sarebbe stato il rappresentante del 2026 (visto e considerato che i Paesi Bassi si sono ritirati insieme ad altri quattro lo scorso dicembre).
Questa è stata, di conseguenza, l’ennesimo colpo che la reputazione di EBU ha incassato, dopo una serie di mosse azzardate che ne hanno man mano compromesso la reputazione. E il timore che in fondo tutti provano è che forse non c’è ancora fine a questo tunnel.
L’unica nota positiva, se proprio la si vuol trovare, è che decade anche l’obbligo da parte degli eventuali rappresentanti di rendersi disponibili per l’Eurovision Live Tour in piena estate. Questo non può che essere un bene nel caso specifico del Festival di Sanremo, in cui è molto probabile che l’eventuale rappresentante italiano (qualora accettasse dopo la vittoria) avrebbe dovuto vedersela con i concerti estivi organizzati con largo anticipo rispetto all’annuncio fatto da EBU.
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