Costi Eurovision, Roberto Sergio: “In Rai terrorizzati dall’idea di vincere ancora”

Torniamo a parlare di Eurovision ed in particolare delle dichiarazioni di Roberto Sergio, Direttore Generale Corporate della Rai e Direttore Generale ad interim di San Marino RTV, durante il San Marino Song Contest 2026.
Dopo il clamoroso spoiler relativo alla Junior Eurovision 2026 che sarà ospitato dalla Macedonia del Nord, arrivato nel corso della conferenza stampa conclusiva del San Marino Song Contest, Sergio è tornato sul tema costi organizzativi dell’Eurovision.
Il tutto è partito da una affermazione del segretario di Stato Federico Pedini Amati: “Se vinciamo siamo pronti ad ospitare a San Marino!”.
Simona Ventura gli risponde con un: “Beh si fa con una cifra abbordabile, 20 milioncini…”.
A questo punto ad intervenire è Dante Fabiani, Vicedirettore Ufficio Stampa Rai (che segue tutti gli eventi più importanti, da Sanremo all’Eurovision Song Contest), nel ruolo di coordinatore della conferenza stampa, dando alla conduttrice ben altri numeri: “Guarda Simona che non bastano 20 milioni ce ne vogliono il doppio fra tutto”.
Roberto Sergio annuisce: “Sì, è per questo che in Rai sono terrorizzati dall’idea di vincere ancora”.
Nel 2026 speravamo di non dover più sentire certe affermazioni che ci riportano ai tempi del grande “oblio” dell’Eurovision da parte della Rai, soprattutto ora che i numeri parlano chiaro, dal successo di ascolti (l’Eurovision 2022 a Torino ha registrato un picco di quasi 8 milioni nella finale) fino ai ricavi complessivi.
Appronfondimento: tutti i costi e ricavi dell’Eurovision
Ricordiamo che uno spot di 30 secondi in Prime Time su Rai 1 ormai supera abbondantemente i 100.000 euro di costo (qui sotto le tabelle dei costi per Eurovision 2022).
Senza dimenticare che alla spesa organizzativa dell’evento di Torino hanno contribuito la stessa EBU, Ministero del Turismo ed enti locali (Regione e Comune), fino agli sponsor. Basta consultare il bilancio 2022 della Rai per scoprire che ci sono stati 6,3 miioni di euro di proventi connessi alla realizzazione dell’Eurovision Song Contest di Torino (su una spesa di 1,25 milioni di euro), più 5,7 milioni di euro dalla vendita dei biglietti dello stesso Eurovision e del Festival di Sanremo 2022.
Nel report pubblicato da Regione Piemonte post evento, vengono inoltre riportati tutti i dati del successo sul fronte del turismo: 128.000 il pubblico complessivo dell’Eurovision, di cui 58.000 provenienti da fuori Torino e circa 25.000 dall’estero (in particolare Spagna, UK, Germania e Francia). Turisti che hanno portato un impatto economico totale sul territorio pari a 22,8 milioni di euro.
L’impatto mediatico, solo calcolando gli oltre 9.000 articoli pubblicati su stampa e web, è stato stimato per un valore pubblicitario di circa 66 milioni di euro.
Altro dettaglio emerso di recente, è quello relativo al rifiuto della Rai di organizzare l’Eurovision Song Contest 2023. L’edizione di Torino dell’anno precedente era stata vinta dall’Ucraina, rappresentata dai Kalush Orchestra. Non potendo organizzare l’evento in una zona di guerra, l’EBU fece subito richiesta alla Rai se fosse interessata a fare il bis, “fu il no più veloce della storia e fu un peccato”.
A rivelare questa che è una vera e propria chicca esclusiva, lo storico capodelegazione di San Marino – Alessandro Capicchioni – intervistato dal nostro Emanuele Lombardini, nel suo libro “Say «na na na» to Europe. 15 volte San Marino all’Eurovision Song Contest”.
Dunque l’affermazione di Roberto Sergio e il riscontro dato dall’ex capodelegazione di San Marino, fanno pensare che dietro le dichiarazioni di facciata, in Rai non siano così entusiasti di un nuovo Eurovision organizzato in Italia. Ci auguriamo che in caso di futura vittoria, non si pensi minimamente a rifiutare una grande opportunità come lo è stata per Torino e l’intero Paese nel 2022.
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