Eurovision 2026, intervista a Sarah Engels: “Nel mio sangue ci sono musica e Italia”

Abbiamo il piacere di intervistare Sarah Engels, l’artista che rappresenterà la Germania all’Eurovision 2026 con il brano “Fire”. In quanto parte dei Big 4, sarà ammessa direttamente in finale, anche se come gli altri Paesi nella stessa situazione – Italia compresa – e l’Austria padrona di casa, si esibirà anche fuori gara in una delle due semifinali, in questo caso la prima (la stessa di Sal Da Vinci).
Sei un artista con una carriera consolidata in Germania e nei paesi di lingua tedesca. Perché hai deciso di partecipare alla Finale Nazionale insieme a tutti questi artisti emergenti, correndo questo rischio?
Per me non si è trattato di correre un rischio, ma di seguire una sensazione. Quando è nata “Fire”, ho capito subito che era il momento giusto per fare questo passo. Provo molto rispetto per tutti gli artisti emergenti: ognuno porta qualcosa di unico, ed è questo che rende speciale una competizione come questa. La musica non riguarda il punto in cui ti trovi nella tua carriera, ma la connessione, l’onestà e il messaggio che condividi. Mi sentivo pronto a salire su quel palco e fare esattamente questo.
La Germania è alla disperata ricerca di un piazzamento all’Eurovision che renda onore al suo prestigio e alla sua tradizione musicale. Questo ti spaventa? Cosa pensi che non abbia funzionato finora?
Non direi che mi spaventa. Ovviamente sono consapevole della storia e delle aspettative, ma cerco di concentrarmi su ciò che posso controllare. Per me l’importante è essere autentici e creare un momento che connetta davvero con le persone. L’Eurovision è molto complesso: non esiste una formula unica. Entrano in gioco tanti fattori, dalla canzone alla performance, fino al tempismo. Ecco perché non penso troppo al passato. Voglio concentrarmi sul presente e dare tutto quello che ho su quel palco.
È vero che hai radici italiane? E se sì, quali sono le tue origini? È per questo motivo che hai deciso di rappresentare l’Italia qualche anno fa al Free European Song Contest?
Sì, ho origini italiane da parte di madre e ne vado molto fiera. Tra l’altro, mia mamma fa l’arancino più buono del mondo! Il mio background familiare mi ha sicuramente influenzato, non solo culturalmente ma anche emotivamente: c’è una certa passione e un amore per la musica a cui mi sento profondamente legato. Partecipare al Free European Song Contest per l’Italia è stata un’esperienza molto speciale. È stato un modo per onorare quella parte della mia identità e celebrare le mie radici sul palco.
L’Eurovision compie 70 anni e la Germania è uno dei paesi fondatori. Sarà un’edizione speciale per molti motivi. Quali sono i tuoi sentimenti mentre si avvicina la settimana dell’Eurovision?
Sembra incredibilmente speciale e, onestamente, un po’ surreale. Essere parte di un’edizione così storica, con l’Eurovision che festeggia 70 anni, è un grande onore. Mentre la settimana dell’Eurovision si avvicina, provo un mix di eccitazione, gratitudine e molta attesa. È uno di quei momenti che capitano una volta nella vita, e voglio davvero assorbire tutto, godermi ogni secondo e dare tutto me stesso su quel palco.
La canzone che rappresenta l’Italia, “Per sempre sì” di Sal Da Vinci, sta diventando virale in tutto il mondo; ne è stata rilasciata persino una versione tedesca. In Italia, però, è una canzone divisiva perché non rappresenta tutta la nostra musica, ma solo un frammento. Cosa ne pensi? Ti piace?
Penso che la musica sia sempre molto soggettiva e ogni canzone rappresenti un certo stile o prospettiva. È questo che rende l’Eurovision così speciale: puoi vedere molte identità musicali diverse su un unico palco. Credo che ogni brano rifletta una parte della scena musicale di un paese, anche se ne rappresenta solo una parte. Personalmente, cerco sempre di concentrarmi sull’emozione e sull’intenzione che sta dietro a una canzone, e ho molto rispetto per ogni artista che condivide la propria musica su una piattaforma così grande.
Quali sono le tue canzoni tedesche preferite di sempre all’Eurovision? E quali sono le tue preferite in generale e di quest’anno?
Ci sono diverse canzoni tedesche dell’Eurovision che amo molto. “Ein bisschen Frieden” è sicuramente una di queste: ha un messaggio senza tempo e dona tantissima emozione. Mi piace molto anche “Satellite” perché è stato un momento molto fresco e autentico per la Germania. In generale, sono sempre stato ispirato dalle canzoni che creano un forte legame emotivo. “Euphoria” di Loreen è senza dubbio una delle mie preferite di sempre: l’energia, la presenza, tutto è semplicemente incredibile. Per quanto riguarda quest’anno, ci sono così tanti brani forti. Mi diverte molto scoprire tutti i diversi stili e le storie, e penso che questa diversità sia ciò che rende l’Eurovision così emozionante ogni anno.
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