Eurovision 2026, intervista a Jonas Lovv (Norvegia): “Sento l’amore da ogni parte d’Europa”

Jonas Lovv porta l’amore nel nome – che è quello di battesimo (Jonas Lovv Hellesøy) non un nome d’arte – e tanto ne sta ricevendo da quando è diventato il rappresentante della Norvegia all’Eurovision Song Contest 2026, in programma a Vienna dal 12 al 16 maggio.
Gareggerà alla Wiener Stadthalle con “Ya ya ya”, canzone con cui ha vinto il Melodi Grand Prix (MGP) 2026, mettendosi alle spalle un mostro sacro della musica norvegese come Alexander Rybak, già vincitore dell’Eurovision Song Contest nel 2009 con “Fairytale“.
A Vienna Jonas Lovv si esibirà nella seconda metà della seconda semifinale giovedì 14 maggio. L’Italia non voterà quella sera ma potrà chiaramente seguirlo con la diretta su Rai 2 e il commento di Gabriele Corsi ed Elettra Lamborghini.
Classe 1994 di Bergen, Jonas Lovv prima della vittoria al MGP si era fatto conoscere arrivando in semifinale nel 2025 nella versione norvegese di The Voice, sotto la guida di Espen Lind. Ben 11 anni prima, nel 2014, aveva tentato fortuna presentandosi alle audizioni di un altro talent, Idol. Abbiamo avuto modo di incontrarlo e di conoscere il suo percorso di avvicinamento all’Eurovision Song Contest 2026.
L’intervista a Jonas Lovv
Permettimi subito di dirti che il titolo della tua canzone è geniale. In Norvegia, ma anche nei paesi anglofoni, è comune dire “yeah yeah” in una conversazione. Così ti rimane proprio in testa!
Non ci avevo pensato quando l’abbiamo scritta. Era più un coro e un bel modo di chiudere sulle note alte. Solo successivamente mi sono reso conto di quanto, specie in Norvegia, usiamo dire “ya, ya, ya”. “Ya” significa “sì” in norvegese.
L’idea in generale del brano invece da dove arriva?
Volevo scrivere una canzone, immaginandomi al MGP e, magari, all’Eurovision, che sentissi veramente mia ed originale. Sono veramente felice di aver preso quella decisione perché adesso la sto suonando e ascoltando tutto il tempo e sarà così ancora in futuro.
Dato che in passato hai anche scritto e cantato nella tua lingua madre, è stato naturale scrivere “Ya ya ya” in inglese o avevi anche valutato di usare il norvegese?
Ho passato molto del mio tempo a scrivere per altri artisti, facendo musica che poteva piacere qui in Norvegia. Qui è molto comune cantare nella propria lingua. Ci ho provato per tanti anni ma non l’ho mai sentito mio. Ho dei brani in norvegese, più pop, ma quando sono andato lo scorso anno a The Voice, ho potuto fare il mio show e il pubblico ha risposto molto bene, così ho deciso di fare veramente quello che volevo e non quello che pensavo le persone potessero volere da me.
Come stai trascorrendo questi giorni in preparazione all’Eurovision Song Contest?
Molto bene. Principalmente ho da fare incontri con la stampa e show, subito dopo il MGP ci siamo messi a preparare lo show per Vienna ma onestamente non ci ho ancora pensato, quando saremo lì penseremo esclusivamente a quello.
Da un lato on stage sei un vulcano di energia, dall’altro – lo hai raccontato nel podcast ufficiale dell’Eurovision – ti isoli molto prima di salire sul palco. Come prepari mente e corpo all’appuntamento con il palco dell’Eurovision Song Contest?
Non importa il palco, fintanto che c’è un pubblico, di 10, 1000 o milioni di persone, io cercherò di mettere in piedi il miglior show possibile. Non penso alle dimensioni o alle differenze tra un palco e l’altro, quello che hai già visto è quello che avrai; non importa dove mi trovo con la mia band.
Com’è andato il Nordic Eurovision Party?
È stato fantastico. Il pubblico è stato bellissimo e incontrare gli altri artisti è stato molto divertente. È stato in un certo senso rilassante trovarmi con gli altri rappresentanti perché siamo tutti sulla stessa barca, c’è divertimento, musica, amore e amiamo lo show.
Senti la competizione? È qualcosa di cui avete parlato tra voi artisti?
Non sono così focalizzato sulla competizione onestamente. Sono solo felice e onorato di essere qui. Ovviamente c’è una gara e non è che non ci pensi minimamente, ma è comunque secondaria all’esperienza e al realizzare il miglior show possibile. Questa è la vostra comunità, la vostra piattaforma, io sono qui per condividerla con voi. Se vi piacerà o meno, questo sono io mi spiace [ride]!
Hai raccontato anche di aver avuto problemi in aeroporto perché con il trofeo del MGP sforavi i limiti di peso del bagaglio. Terrai comunque un po’ di spazio libero a Vienna?
Sì [ride]! Il trofeo del MGP mi ha fatto andare oltre il limite, dovrò fare una spedizione speciale o portarmi una seconda valigia nel caso per l’Eurovision. Scherzi a parte, ci penseremo se sarà necessario.
Tra gli artisti di quest’anno chi ti piace di più? Con chi collaboreresti una volta finito l’Eurovision?
Diventerà un meme perché sto rispondendo sempre alla stessa maniera. Adoro Dara, la rappresentante della Bulgaria; mi piace la sua canzone, crea dipendenza. L’ho conosciuta meglio al pre-party e ci siamo divertiti tantissimo a fare video insieme. Anche Cosmo, dell’Austria, è un ragazzo incredibile. Tutti vedono il glamour, i nostri profili Instagram, gli abiti che indossiamo; non vorrei parlare di maschere, ma siamo performer, no? Però tutti sono veramente adorabili, non c’è assolutamente ostilità. Quello che finora ho conosciuto è un bellissimo gruppo.
Hai parlato di performer, ma chi è Jonas giù dal palco?
È una cosa che sento di dover spiegare molto. Anche se sono molto energico sul palco, non lo sono necessariamente una volta fuori. Mi piace vivere il mio tempo libero rilassandomi. Non è possibile stare sempre “acceso”, per il livello di performance a cui aspiro. È importante per me avere il mio spazio e stare con le persone che amo, prendendomi cura del mio corpo e della mia salute mentale. Non mi piace dire “accenderti”, perché la persona sul palco è la stessa che si stende sul divano, ma sì è come se ci fosse un’interruttore.
Tu hai un figlio di 3 anni. Canta già la tua canzone?
Sì sì, la adora. Quando torno a casa dalle prove o altri impegni e lui torna dall’asilo lui vuole ascoltare la mia canzone, quindi non riesco più a togliermela dalla testa! Per fortuna ho scritto un brano che mi piace e non sono ancora stufo di riascoltarmi. Lui è ancora piccolo, non percepisce la grandezza di tutto questo ma sa che suo papà è un musicista e ogni tanto è in televisione [ride].
Quando ripensi alla finale del MGP qual è il primo ricordo che ti viene in mente?
Credo lo shock di ricevere tutti i 12 punti dalle giurie. Per me era importante colpire le giurie perché sapevo che al televoto ero contro artisti molto famosi, però ricevere prima il massimo da ogni giuria e poi vincere anche il televoto è stato incredibile. Il più grande ed importante momento della mia carriera musicale.
Hai avuto modo di parlare con Alexander Rybak dopo quella finale?
Sì, ogni tanto ci scriviamo. Probabilmente una volta che sarà finito tutto questo ci troveremo per guardare insieme le partite della Norvegia ai Mondiali di calcio. È una persona squisita, con una grandissima esperienza, ed è stato bello stare con lui a Lillehammer (sede della finale del MGP, nda).
Tornando proprio all’inizio del tuo percorso, come ti sei innamorato della musica?
Direi quando avevo 12 anni, a scuola di musica. Non sono cresciuto con la musica, i miei genitori non sono musicisti, non c’erano strumenti a casa. Con mia mamma in auto ascoltavamo gli ABBA o Robbie Williams. Però penso che dentro di me sapevo di voler essere un performer in qualche modo, mi piaceva stare al centro dell’attenzione. Quando sono entrato nella scuola di musica ho sentito di aver trovato il mio posto.
Chi era allora e chi è oggi il tuo idolo musicale?
Non saprei, ne ho avuti tanti. Il primo forse è stato Robbie Williams, poi quando ho iniziato a suonare la chitarra sono entrato nella mia punk-era e quindi i Green Day hanno influito sulla mia personalità. Billie Joe Armstrong è un uomo incredibile, un folle negli anni ’90, e mi ispirava tantissimo. Poi direi Led Zeppelin, Michael Jackson, Freddie Mercury e i grandi frontman.
Un modello che invece arriva dal mondo eurovisivo?
Per me è sempre stato Alexander Rybak con “Fairytale”. È una parte importante della cultura musicale norvegese. Per me è anche il primo ricordo che ho dell’Eurovision. Una performance e una canzone speciali per tutti i norvegesi e oggi in particolare per me perché era il mio primo ricordo e ora che sono qui è incredibile avere il sostegno di un norvegese che ha vinto l’Eurovision.
ll tuo primo album s’intitola “Fotografisk minne“, traducibile in italiano come “Memoria fotografica”. Quale speri sia la foto che rappresenterà la tua esperienza all’Eurovision?
Vorrei dire io col trofeo in mano [ride]. Ogni volta che vedo, dopo una performance, una foto di me insieme alla band sul palco sento una sensazione particolare. È come se ci fosse un black-out sul palco e quindi è bello una volta finito tutto avere una prova tangibile di quello che è appena successo. Non vedo l’ora quindi di vedere i nostri sorrisi sul palco dell’Eurovision, sarà un ricordo da conservare per tutta la vita.
Non posso salutarti senza averti prima chiesto se sei mai stato in Italia e cosa ne pensi della musica italiana. La ascolti?
Certo! Amo l’Italia, il cibo italiano è il mio preferito. E poi voi avete tanta musica classica, non posso far finta di essere un grande appassionato di musica classica, ma stiamo parlando delle fondamenta della musica, ed è molto bella. La cultura italiana ha avuto un grande impatto su ciò che la musica è oggi. Dobbiamo essere grati per la vostra tradizione.
Hai un messaggio per il pubblico italiano?
Non mi preoccupa che amiate o disprezziate la mia canzone, io amo questa comunità, quindi se avete un po’ di supporto per me mandatemelo. È un onore aver conosciuto tutti voi, sento questo amore da ogni parte d’Europa, Italia compresa. Leggo i vostri messaggi e cerco di rispondere a tutti. Godetevi quest’annata. Abbiamo bisogno di amore e di musica.
Commenta e/o discuti questa notizia sulla comunità di Feddit oppure su tutti i principali Social Media (qui l’elenco completo dove siamo presenti).
Segui Eurofestival News anche su Google News, clicca sulla stellina ✩ da app e mobile o alla voce “Segui” da browser desktop oppure aggiungici alle tue Fonti Preferite di Google.
Non perderti le ultime notizie con le notifiche in tempo reale dal nostro canale Telegram e WhatsApp. Scopri come sostenerci e sostenere una informazione da sempre indipendente.
Dal 2024 abbiamo limitato al massimo l’impatto sull’ambiente investendo su server e data center alimentati esclusivamente da energia elettrica da fonti rinnovabili certificate. Scopri il nostro impegno.
Eurofestival News è anche una comoda Web App gratuita che puoi portare sempre con te, scaricala subito sul tuo smartphone. Vuoi collaborare con noi? Contattaci!


