Eurovision 2026, intervista a Satoshi (Moldavia): “Le connessioni umane vengano prima di quelle musicali”

Classe 1999, Satoshi è il rappresentante della Moldavia all’Eurovision 2026, che tra pochissimi giorni prenderà il via. A lui l’arduo compito di aprire l’edizione, dal momento che sarà il primo ad esibirsi a Vienna con il suo brano “Viva Moldova!”.
Qui di seguito trovate la sua intervista esclusiva per Eurofestival News, insieme ad un videosaluto per i lettori italiani.
L’intervista a Satoshi
Benvenuto in questa intervista, Satoshi. Innanzitutto, quando hai capito che fare musica sarebbe stato il tuo lavoro e come hai scelto il tuo nome d’arte?
Il mio nome proviene dalla cultura giapponese per cui nutro una grande passione, ma non c’entrano né Satoshi Tajiri (il creatore dei Pokémon, ndr) né il creatore delle criptovalute. Mentre stavo cercando dei nomi in giapponese volevo un nome che avesse un nome profondamente simbolico: Satoshi significa “saggezza, chiarezza”, trovo che sia un nome esotico. Quando ero piccolo, ho scoperto la passione per la musica rock insieme al mio amico Vlad, con cui condivideremo il palco a Vienna.
Avevamo 12 anni entrambi, ed abbiamo iniziato ad appassionarci al rock come gli Evanescence, Linkin Park, è da qui che abbiamo capito di voler fare il loro stesso mestiere e di essere musicisti.
In che modo la tua formazione accademica all’Accademia delle Belle Arti ha influenzato il tuo percorso musicale e la tua estetica nei video?
Dal punto di vista musicale in realtà sono un autodidatta, ho imparato da piccolissimo a suonare la batteria su ogni tipo di superficie, lo stesso discorso per quanto riguarda la chitarra. Nell’Accademia di Belle Arti mi sono laureato in recitazione, ma alla fine ha vinto la musica perché penso sia un modo per essere in qualche modo più vicino agli esseri umani, lo trovo un linguaggio più universale.
Non saprei dire in che modo abbia influenzato a livello estetico e artistico ciò che faccio, penso semplicemente che più assorbi arte e più in un modo o nell’altro sei influenzato da essa e più si plasma il tuo pensiero critico, in Accademia abbiamo visto veramente tanti film e tanti spettacoli di teatro. I miei preferiti sono senza dubbio “Zio Vanja” di Anton Cechov e “La casa delle bambole” di Henrik Ibsen, un drammaturgo norvegese padre del realismo.
Tra le collaborazioni più importanti compare senza dubbio alcuno quella con Carla’s Dreams, uno dei nomi più importanti della musica in Moldavia. Cos’hai appreso da questa collaborazione, ad una così giovane età?
È interessante che tu mi faccia questa domanda, Carla’s Dreams credo sia uno dei miei artisti preferiti in assoluto e mi ha influenzato parecchio. Trovo che sia un artista visionario e profondamente umano, qualcuno che veramente va al fondo della questione e narra la sua realtà. È una grandissima ispirazione per noi moldavi in quanto lui è “colui che ce l’ha fatta”, in un contesto molto pop.
Ovviamente la collaborazione è stata un tassello essenziale della mia carriera, ma non va dimenticato che prima si è cementificato un sano rapporto di stima ed amicizia. Poi c’è stata anche l’intesa a livello musicale ma la connessione a livello umano viene prima per me.
Andiamo al tuo percorso relativo all’Eurovision 2026. Com’è stata la percezione della Moldavia che ritornava all’Eurovision dopo un anno di assenza? Senti la pressione di essere il rappresentante del ritorno?
In realtà non sento alcuna pressione, penso che sia un qualcosa di sano e che posso comunque mettermi in gioco, e chissà magari possiamo fare anche il colpaccio! Siamo ritornati in grande stile, il livello di produzione è decisamente superiore rispetto agli altri anni e mi auguro che possa invogliare non solo nuovi artisti a partecipare alla selezione ma anche TRM stessa a migliorarsi sempre.
Nella selezione nazionale hai vinto il televoto con un impressionante 70% di preferenze. Credi che il popolo moldavo si sia rivisto nella tua canzone o semplicemente gli è piaciuta molto più delle altre?
Non posso rispondere ovviamente per gli altri, la mia opinione è che sono felice di essere stato supportato in maniera così massiccia. Mi aspettavo comunque di essere apprezzato perché ho un fandom con cui sono molto in contatto e a cui tengo molto, non mi aspettavo però che il supporto fosse così ampio.
Nel tuo brano inviti tutti quanti a visitare la Moldavia anche citando vari Paesi europei. Pensi che questa partecipazione della Moldavia all’Eurovision possa essere un prompt per un potenziale futuro europeo in UE?
Non mi va di influenzare né di dittare legge nelle persone, cerco solo di invitarli a studiare e ponderare bene le loro decisioni. Come cittadino moldavo, tuttavia, sono molto a favore di una Moldavia che sia parte di un progetto europeo. È un percorso che può solo fare del bene alla Nazione, come il condividere i valori di un mondo libero o l’esercizio di manifestare il proprio volere: “Facciamo qualcosa insieme per un futuro migliore”.
Un’ultima domanda più frivola, hai detto di essere un appassionato di cultura giapponese e in generale di anime e manga. C’è qualche intro di anime che immagineresti bene come brano all’Eurovision? Ovviamente ignorando la regola dei tre minuti.
Bellissima domanda! (sorride) Sicuramente “Haruka kanata” di Naruto sarebbe un’ottima canzone per l’Eurovision, come per esempio anche l’intro di Death Note e di Bleach, più di una visto che ce ne sono davvero tante.
Puoi lasciare un saluto ai lettori di Eurofestival News, anche considerando che la Moldavia è nella prima semifinale e l’Italia potrà votare?
Saluti a tutti! Grazie lettori di Eurofestival News del sostegno e di essere parte dell’Eurovision 2026. Ci vediamo a Vienna, altrimenti vi mando un abbraccio virtuale ovunque voi siate. Grazie e… “Moldova is on duty”.
La Moldavia verso l’Eurovision 2026
L’Eurovision di Vienna sarà la ventesima partecipazione per la Moldavia, che come scritto nell’intervista ritorna dopo un clamoroso ritiro all’ultimo lo scorso anno. L’obiettivo sarà chiaramente ritornare in Finale dopo il mancato passaggio nel 2024 con Natalia Barbu e la sua “In the middle” e magari centrare una top 10 che manca dal 2022 quando gli Zdob si Zdub e i fratelli Advahov chiusero settimi (e secondi al televoto dietro l’Ucraina) con “Trenuletul”.
Ad oggi il miglior risultato di sempre della Moldavia resta il terzo posto raggiunto nel 2017 dai Sunstroke Project con il brano “Hey mamma!”, eseguito in Italia lo scorso dicembre in occasione di Eurofesta. Tra gli altri piazzamenti di rilievo c’è il sesto posto del 2005 (fino al 2017 il loro miglior piazzamento) e i decimi posti ottenuti nel 2007 con Natalia Barbu e nel 2018 con i DoReDos.
La Moldavia all’Eurovision 2026 sarà il Paese che aprirà le danze e si esibirà per primo nella prima semifinale, dove anche l’Italia avrà diritto di voto e si esibirà con Sal da Vinci durante la serata. La trasmissione sarà su Rai 2 con il commento di Gabriele Corsi affiancato da Elettra Lamborghini.
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