Eurovision 2026: l’impegno della Rai per l’evento, Mariasole Pollio spokesperson

Maria Sole Pollio

Anche quest’anno la Rai è pronta per trasmettere le tre serate dell’Eurovision 2026, in diretta dal Wiener Stadthalle di Vienna, con il commento di Gabriele Corsi ed Elettra Lamborghini. È andata oggi in scena la conferenza stampa di presentazione, alla presenza della vicedirettrice relazioni internazionali Eleonora Villanti, del direttore intrattenimento prime time Williams Di Liberatore e del vicedirettore Claudio Fasulo, insieme al direttore di Rai Radio 2 Giovanni Alibrandi e ai due commentatori.

L’annuncio vero e proprio riguarda il nome – già noto ad alcuni addetti ai lavori – di chi comunicherà i voti della giuria italiana: dopo Topo Gigio lo scorso anno, il testimone passa all’attrice Mariasole Pollio, che in un suo brevissimo intervento si è dichiarata onorata dell’incarico ed emozionata all’idea di rappresentare – anche se in senso lato, da spokesperson – l’Italia.

Nell’annunciarlo il direttore Di Liberatore ha detto che l’attrice lavorerà con la giuria, ci ha pensato poi il vicedirettore Claudio Fasulo a ricordare che i nomi dei giurati restano segreti fino alla serata di sabato 16, quando saranno svelati nel corso della finale. Ricordiamo che uno svelamento anticipato della giuria sarebbe una violazione del regolamento, punibile con la squalifica della stessa giuria come già successo in molti casi.

La Rai ancora una volta, come avevamo già anticipato, trasmetterà le semifinali in diretta su Rai 2 e la finale su Rai 1, tutte e tre le serate saranno accessibili anche ai non vedenti e ai non udenti, grazie all’audiodescrizione e ai sottotitoli, mentre la finale sarà anche trasmessa in versione accessibile, in LIS, su RaiPlay.

Il momento più atteso della conferenza stampa è stato il collegamento da Vienna con Sal Da Vinci, che quest’anno rappresenterà l’Italia con il brano “Per Sempre Sì”. L’artista, vincitore dell’ultimo Festival di Sanremo, nel rispondere alle domande della stampa si è definito emozionato e grato per l’opportunità, aggiungendo che ha scelto espressamente di mantenere il brano in italiano perché è giusto che il pubblico internazionale lo ascolti per quello che è.

Sul palco Sal Da Vinci sarà accompagnato da quattro ballerini, tra cui il suo coreografo Marcello Sacchetta e Francesca Tocca, e vestirà un abito confezionato dallo stilista napoletano Duccio Fiorenzano.

Non sono mancate naturalmente domande che riguardano l’ipotesi di una vittoria, visti i risultati straordinari del brano, a cui l’artista ha risposto dicendo che il suo unico pensiero in questo momento è realizzare una buona performance e rappresentare al meglio l’Italia, che lo farà portando la sua napoletanità che però non è un aspetto negativo, anche perché il concetto del matrimonio è universale e ogni donna cristiana sogna di indossare l’abito bianco.

Anche il tema del boicottaggio da parte dei cinque paesi – Spagna, Paesi Bassi, Irlanda, Slovenia e Islanda – non è mancato. Sal Da Vinci ha spiegato che per lui la musica non ha colore politico e non è tema di conflitti, ma per sua natura porta la pace universalmente.

A questa risposta si è accodato il direttore, Di Liberatore, che ha sostenuto l’idea di far esibire un artista palestinese nel corso dell’evento, pur chiarendo la posizione della Rai. Peccato che, come ha giustamente spiegato Dante Fabiani dell’ufficio stampa Rai, che moderava la conferenza, a scegliere chi si esibisce è ORF in quanto host broadcaster e che l’Eurovision Song Contest è una gara tra televisioni e a partecipare non sono i Paesi, quindi nel caso di Israele è KAN a partecipare al concorso.

A riportare il discorso sulla retta via ci ha pensato Gabriele Corsi, che ha ricordato tra l’altro di essere ambasciatore dell’UNICEF e di essere stato in zone di guerra – anche a Gaza – per portare aiuti umanitari, ma il suo lavoro non è quello di esprimere un giudizio o di forzare una visione – “mai l’ho fatto e mai lo farò”, ha aggiunto il conduttore per rafforzare il concetto – ma di raccontare ciò che accade, come ha sempre fatto, anche se ci sarà del dissenso.

L’Eurovision 2026 è alle porte, non ci resta dunque che vivere le tre serate in diretta sui canali Rai – le semifinali martedì 12 e giovedì 14 su Rai 2 e la finale sabato 16 su Rai 1 – o in radio su Rai Radio 2 con il commento di Diletta Parlangeli e Matteo Osso anche in visual radio sul canale 202 del digitale terrestre.

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