Eurovision 2026, Israele ci riprova: spot in 12 lingue. Arriva lo stop dall’EBU

Dopo mesi di critiche e proteste contro la partecipazione di Israele all’Eurovision 2026 (che, lo ricordiamo, ha portato al ritiro dalla gara ben 5 Paesi, tra cui Spagna e Paesi Bassi, ovvero uno dei Big 5 e due tra i maggiori contributori dell’EBU), ora arriva nuova benzina sul fuoco.
Nuove regole per l’Eurovision 2026
Prima però, facciamo un veloce riepilogo sulle novità degli ultimi mesi. Lo scorso dicembre l’EBU (European Broadcasting Union) ha introdotto una serie di cambiamenti nel regolamento dell’Eurovision Song Contest:
- il ritorno delle giurie nelle semifinali (e il passaggio da 5 a 7 giurati per Paese, di cui due devono avere tra i 18 e i 25 anni);
- la limitazione di campagne promozionali massive;
- la riduzione del numero massimo di voti consentiti per persona da 20 a 10 (non vale per l’Italia, che ha un limite maggiore nel televoto, dettato da AGCOM);
- rafforzamento dei sistemi tecnici per la sicurezza del voto.
Queste in sintesi le novità (qui il nostro articolo completo dedicato all’argomento), che non hanno però soddisfatto le richieste di azioni più incisive arrivate da diversi Paesi.
Israele e gli spot in 12 lingue
Quello che è successo nelle ultime ore e che sta facendo già discutere, è una nuova massiccia campagna pubblicitaria che Israele (questa volta tramite KAN, la tv pubblica israeliana, non quindi come lo scorso anno direttamente da Governo o agenzie governative) ha lanciato per sostenere il proprio candidato in gara nella prima semifinale dell’Eurovision 2026, il prossimo martedi (12 maggio).
Come si può vedere dall’immagine di copertina e dal video postato sui social (che pubblichiamo qui sotto), si tratta di veri e propri spot realizzati con Noam Bettan e diffusi da ieri sulle principali piattaforme online di molti Paesi e in ben 12 lingue (italiano incluso), con l’invito a votare per Israele e il brano in gara (“Michelle”).
Questi spot, secondo quanto riferisce il tabloid svedese Aftonbladet, sono stati inoltre inviati a tutti i capi delegazione dei Paesi in gara.
Tutto insomma in barba a quanto deciso proprio dall’EBU a dicembre 2025, con uno dei punti chiave del nuovo regolamento che prevede il divieto di campagne pubblicitarie troppo estese, soprattutto se sono finanziate da terzi (come successo nell’edizione dello scorso anno, finanziata dal governo israeliano).
Anche se in questo caso la campagna promozionale sembra essere stata promossa direttamente da KAN (la tv pubblica israeliana e non da altre entità), l’EBU è intervenuta chiedendone subito lo stop. Questo il contenuto della mail che questa mattina l’EBU ha inviato a tutti i capi delegazione:
Cari HoD,
Ieri è stato rimosso un appello di un artista che invitava online a votare la sua canzone dieci volte. Pur trattandosi di un’azione limitata e non parte di una campagna finanziata da terzi, abbiamo chiesto che venisse immediatamente rimosso.
Si tratta di un tempestivo promemoria sul fatto che, mentre è accettabile che gli artisti chiedano alle persone di votare per loro, non sono ammessi appelli al voto multiplo. Vi invitiamo a cogliere l’occasione per rivedere i vostri piani e, se necessario, di parlarne con i vostri team.
Cordiali saluti
Il commento di Martin Green e KAN
Interpellato dalla tv pubblica norvegese (TV2), il direttore dell’Eurovision Song Contest – Martin Green – ha così commentato la situazione:
Siamo stati informati che i video con l’istruzione di votare dieci volte per Israele erano stati pubblicati dall’artista che rappresenta KAN. Nel giro di 20 minuti avevamo contattato la delegazione israeliana e chiesto loro di interrompere immediatamente tutta la distribuzione dei video e rimuoverli da tutte le piattaforme dove erano stati pubblicati. L’hanno fatto.
Abbiamo inviato un avvertimento formale a KAN e continueremo a monitorare attentamente le loro attività promozionali, adottando provvedimenti, se necessario.
Come detto, le nuove regole relative a marketing e promozione, sono state introdotte principalmente per evitare campagne su larga scala finanziate da terzi. Il direttore dell’Eurovision ha afferma che questo caso specifico non faceva parte di una tale campagna. Tuttavia “un invito diretto ad usare i dieci voti a disposizione su un singolo artista o brano, non è conforme alle nostre regole né allo spirito della competizione”.
Sempre TV2 ha chiesto un commento anche a KAN, la tv pubblica israeliana, che a sua volta ha commentato in questo modo quanto accaduto:
La promozione proviene da una iniziativa del team dell’artista, senza alcun tipo di finanziamento illecito e in modo del tutto simile alla pubblicità fatta da altri artisti in gara.
In seguito alla richiesta dell’EBU di evitare l’esortazione a votare dieci volte, l’artista ha smesso di utilizzare i video.
Questi comportamenti non aiutano di certo una edizione dell’Eurovision Song Contest che verrà ricordata più per le polemiche che per lo storico traguardo dei 70 anni dalla nascita.
L’appuntamento rimane per le prime due semifinali (di martedi 12 e giovedi 14 maggio) trasmesse in diretta dalle 21 su Rai 2 e per la finalissima di sabato 16 maggio, in diretta sempre dalle 21 su Rai 1 (con il commento di Gabriele Corsi e Elettra Lamborghini).
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