Eurovision 2026: la Caporetto delle prove per la finale

Dara

Report live da Vienna · Vi confessiamo una certa difficoltà. Chi scrive segue l’Eurovision da oltre trent’anni e da oltre 20 come cronista, in presenza o meno. Quello a cui abbiamo assistito oggi pomeriggio è francamente indegno di una manifestazione come l’Eurovision, che fa della precisione e della scaletta al secondo il suo fiore all’occhiello.

Le prove pomeridiane della jury final di Eurovision 2026 sono state una caporetto senza precedenti per ORF, fra prop lunghi da montare, tempi morti, video lunghissimi e un evidente imbarazzo anche dei conduttori – già non proprio eccezionali in condizioni normali – costretti più volte a variazioni sul tema per coprire i buchi.

Si parte con la passerella da rifare due volte, perchè non si apre il sipario e perché manca il prop d’apertura, la barchetta di carta di JJ. Si cambia l’ingresso dei cantanti ed entra la steadycam. Ma è solo l’inizio. Il primo cantante si esibisce dopo oltre un’ora.

Danimarca. Poco da dire se non che le winning vibes sono scese prova dopo prova. Il posizionamento in apertura  taglia del tutto le gambe e anche  la prova non regala particolari vibrazioni. Canta senza costume di scena.

Germania. Sarah Engels fa il suo su un pezzo basic, che potrebbe cantare un Paese qualunque. Risparmia la voce per la sera e va bene così

Il disastro continua. La prova si blocca di nuovo. Parte la cartolina israeliana ma il prop tedesco è ancora sul palco. Pomeriggio drammatico per ORF.

Israele. Noam Bettan non si risparmia, tutto funziona. Lui canta bene e il pezzo è bello.

Belgio. Canta Essyla ma non sono ancora riusciti a fare uscire il prop israeliano. Il pezzo è bellissimo ma lei canta malissimo come sempre.

Albania. Il palco non è pronto alla fine della cartolina. Alis è impeccabile ma non mi sembra che possa fare meglio degli Shkodra Elektronike.

Grecia. Altra topica clamorosa, la grafica della performance è sovrapposta alla cartolina, il palco ovviamente non è pronto. Lui va sul palco risparmiandosi vocalmente.

Ucraina. Prova conservativa per le performance che contano, il pezzo funziona sempre.

Australia. Qui la pausa era prevista, perché lo staging di Delta Goodrem è complesso. Lei va sul palco parzialmente risparmiandosi, ma le winning vibes sono comunque fortissime.

Serbia. Cantano parzialmente un’ottava sotto e senza urlare, mentre nel secondo ritornello torna a voce piena e con lo scream. Altro problema: l’asta del microfono infuocata non si spegne, deve intervenire l’estintore.

Malta. Vanno lunghi sul prop. Aidan canta molto bene, il problema resta la canzone, unica vera ballad che però non decolla.

Cechia. Daniel Zizka canta sempre molto bene, il suo timbro scuro colpisce. Resta il dubbio sul potenziale del brano, una ballata midtempo che insomma.

Bulgaria. Non si risparmia, prova al massimo delle capacità vocali e fisiche. La Bulgaria è lanciatissima verso un posto in Top 10.

Croazia. Le Lelek si risparmiano vocalmente, ma la loro performance è comunque straordinariamente ipnotica. Coreografia imperfetta nel finale.

Regno Unito. Anche Look Mum No Computer canta un’ottava sotto, anche se definire “canto” quello che stiamo sentendo è un esercizio complesso. Non vedo personalmente come possa evitare l’ultimo posto.

Francia. Monroe risparmia la voce sulle strofe ma dopo la prova del Regno Unito sembra comunque una prova da Oscar.

Passa la clip dello Junior Eurovision, che secondo i conduttori si svolgerà “Somewhere”.

Moldova. La canzone viene annunciata come “Next Song”, senza il Paese. Satoshi non si risparmia e si proietta verso la parte alta della classifica.

Finlandia. Anche in questo caso il cambio del palco richiede tempo extra. Poi Pete Parrkonen si risparmia vocalmente e Linda Lampenius nei movimenti. Winning vibes anche qui, sempre più forti.

Polonia. Si va lunghi anche per il palco di Alicija, accolta da una ovazione dei giornalisti polacchi, che lei saluta. Canta benissimo, la canzone resta complessa.

Lituania. Continua a restare un progetto tetro e incomprensibile.

Svezia. Felicia si risparmia e già non è che brilli: è la peggior prova della settimana. Ci sono tutti i presupposti per il peggior risultato svedese del decennio.

Cipro. Problemi anche per Cipro, la pedana non è pronta. Lei parte per la tangente alla prima nota.

Italia.  Problemi anche con lo staging italiano che non è pronto. Sal Da Vinci non ha cantato bene, è stanco e si sente. Però la performance generale è andata bene.

Norvegia. Ancora grandi problemi nonostante sia andata la pubblicità dopo Sal Da Vinci. Tutto molto lento, passa anche un video promo. Incomprensibile una pausa di 10 minuti. Lui chiede incitamento al pubblico. Per il resto nulla che spicchi.

Romania. Ancora un problema con lo staging che non è pronto. Si spengono anche le luci.  La  prova conferma le sensazioni da podio.

Austria. Altro prop che aveva dato problemi e infatti non è pronto. Il resto non regala novità.

Disclaimer. Questo articolo riflette esclusivamente il punto di vista dell’autore che lo firma e non rappresenta la posizione ufficiale del nostro team. Le valutazioni sulle esibizioni degli artisti sono soggettive e potrebbero non coincidere con quelle degli altri componenti della redazione.

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Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cittadino d'Europa