Eurovision 2026: i promossi e bocciati di questa edizione

Eurovision 2026 Promossi e Bocciati

Archiviato l’Eurovision 2026, è arrivato come ogni anno il momento di tirare le somme, raccogliendo le opinioni della nostra redazione al completo.

Questa 70esima edizione non ha propriamente “brillato” e, va detto, per una ricorrenza così importante ci si aspettava decisamente qualcosina di più a livello di spettacolo e non solo (lasciando da parte le polemiche su ritiri e boicottaggi, che hanno contribuito comunque a rovinare questo Eurovision Song Contest).

Eccoci con il consueto appuntamento (giunto all’undicesimo anno consecutivo) de i Promossi, Bocciati e… Promossi con riserva, ovvero le nostre pagelle imparziali sull’Eurovision Song Contest 2026.

Bocciata

La ORF (tv pubblica austriaca). Come anticipato, per festeggiare i 70 anni dell’Eurovision Song Contest ci aspettavamo decisamente qualcosa di più, ma soprattutto, che ci fossero meno errori e problemi tecnici. Quella che è riconosciuta come la “perfezione” dell’evento musicale più seguito al mondo, con i suoi tempi serratissimi, in questa edizione ha decisamente vacillato.

Più di una volta durante la diretta della finale, i cambi palco hanno subito ritardi, nelle prove poi, è successo fin troppo spesso. ORF è riuscita a sforare con i tempi sia in finale che nella prima semifinale (indubbiamente meno complessa di una finalissima), con un ritardo che ha portato alla scelta di tagliare dalla scaletta un collegamento con la Green Room. Anche la regia ci ha messo del suo, sicuramente non esente da sbavature o ingressi in campo di altre telecamere.

Deludenti gli Interval Act, decisamente mediocri, ancora di più nell’anno in cui si celebravano i 70 anni. Per festeggiare questa ricorrenza hanno partorito un semplice logo con il numero “70” e un video con tutti i vincitori in sequenza, sulla base di “Rise Like a Phoenix” di Conchita Wurst , messa lì più come riempitivo che come reale e sensata celebrazione di qualcosa.

Male anche l’Interval Act in cui son stati messi insieme artisti vari delle passate edizioni che cantavano cover di 15 secondi di brani eurovisivi a caso, con dubbi arrangiamenti musicali e abbinamenti stilistici.

Televisivamente parlando, abbiamo trovato poco sensata la scelta della riproposizione del brano vincitore prima della premiazione e il fatto che la vincitrice non abbia parlato in arena subito dopo la vittoria. Sembrava tutto poco spontaneo e ha rovinato un momento unico, ma diciamo che rispetto ad altre carenze, questo è nulla.

Promossi

Palco, tema musicale e voting finale. Pur bocciando la ORF su vari fronti, questi aspetti ci sembravano comunque degni di nota. Il palco merita una promozione a pieni voti, bello, versatile e dall’ottima resa a livello televisivo. Ma qui ci si è affidati alle mani esperte del tedesco Florian Wieder, ormai un “veterano” dell’Eurovision (con questa, siamo a 10 sue realizzazioni dal 2011 ad oggi, inclusa Basilea 2025).

Anche il tema musicale merita una promozione, indistintamente dai gusti personali, Dorothee Freiberger e Martin Gellner (che hanno reinterpretato temi selezionati dall’opera “Il flauto magico” di Mozart) hanno fatto un buon lavoro e creato qualcosa di originale.

Apprezzato anche il nuovo meccanismo con cui viene rivelato il vincitore (la barra con il punteggio che cresce, come da screenshot a seguire), che rende più facile per il telespettatore capire cosa sta succedendo, aiutato dalla grafica invece che dalle parole dei conduttori e/o commentatori.

Annuncio vincitrice Eurovision 2026Promossa con riserva

La città di Vienna e la Wiener Stadthalle. A differenza di quanto visto con Liverpool (2023) e Basilea (2025), si respirava meno il clima eurovisivo. A meno di un mese dall’evento, la città non aveva ancora iniziato ad affissare manifesti o brandizzare tram, se non a ridosso dell’Eurovision. Certo, le dimensioni della città e la dispersione delle iniziative probabilmente non hanno aiutato rispetto a Basilea, ma le edizioni 2023 e 2025 son state ben altra cosa.

Un esempio su tutti: lo scorso anno, sui treni, in corrispondenza della stazione di Basilea, veniva riprodotta la colonna sonora ufficiale di quella edizione, con la voce di Sven Epiney (conduttore della SRF) che dava il benvenuto in inglese ai tanti turisti e fan giunti in città. Le fermate chiave di bus e tram avevano inoltre una dicitura dedicata, come “Eurovision Song Contest“, “Eurovision Street”, “Eurovision Square” ed “Eurovision Village”.

Inspiegabile la scelta di avere più tornelli in uscita e uno solo in entrata alla Wiener Stadthalle, portando a lunghe e inevitabili code all’ingresso (anche sotto la pioggia) per i controlli di sicurezza.

Nonostante poi la grande cordialità e disponibilità dei volontari, la gestione degli stessi è stata pessima. Poco preparati, se non limitatamente al ruolo che gli era stato assegnato, finendo per fare giri immensi anche solo per ricevere una semplice informazione.

Promossa

La scelta di non censurare i fischi in arena. È giusto che il pubblico che segue l’Eurovision Song Contest in tv da casa veda e senta tutto quello che accade in arena, incluse le reazioni della platea, siano esse positive o negative. È il bello della diretta (eventuali imprevisti inclusi) e manipolare l’audio per nascondere dei fischi di protesta (come fatto in passato) è indubbiamente una scelta un pochino discutibile.

Bocciati

I conduttori dell’Eurovision 2026. È stata una delle conduzioni più piatte degli ultimi anni, quella di Victoria Swaroski e Michael Ostrowski. Forse nelle intenzioni di chi ha scritto loro i testi c’era l’idea di voler scimmiottare (male) altri conduttori più iconici che li hanno preceduti e puntare a far divertire il pubblico, ma l’esito finale non è stato dei migliori, anzi. Impacciati, zero empatia e sintonia tra loro.

Una su tutte la gag su Austria-Australia, quasi imbarazzante, così come i momenti in cui si sono cimentati nel canto. Inutile provare ad imitare la scrittura svedese, senza averne lo humor, piccoli capolavori come “Love love Peace Peace” non sono alla portata di tutti.

Promosso con riserva

Il commento Rai delle tre serate. In questa edizione la sensazione è stata un po’ quella di una ricreazione continua da parte di Gabriele Corsi ed Elettra Lamborghini, o forse troppi “festini bilaterali” (cit.), perdendo un po’ quel ruolo centrale di commento informativo per il telespettatore e dimenticandosi che quanto viene detto in diretta tv (anche un banale “tifo per lui”) potrebbe favorire o sfavorire un artista piuttosto che un altro.

Diversamente dagli anni passati, va registrata qualche “svista” in più da parte di Gabriele Corsi, involontarie o lette su testi scritti male (es: il fantomatico debutto nel 2005 della Romania all’Eurovision, ma era in realtà la Moldavia o le 3 vittorie italiane diventate magicamente 4), non è dato saperlo. Poco piacevole è stato il continuo parlare anche durante l’esibizione di JJ nell’opening act della finale. In più di un momento, microfono spento e lasciare “parlare” la musica, sarebbe stato gradito.

Nonostante questo, ad oggi Corsi ci sembra uno dei pochi commentatori che ha saputo svolgere al meglio questo ruolo (come anche Federica Gentile nelle prime edizioni dal nostro ritorno in gara), rimaniamo però della convinzione che scegliere ogni volta una “spalla” diversa, con criteri spesso discutibili, non aiuti l’Eurovision. Magari risparmiare sul secondo cachet non sarebbe una brutta idea.

Gli ascolti dell’Eurovision non li fanno i commentatori (e questo ormai è appurato da diversi anni), ma una buona promozione tra tutti i canali e i programmi Rai (e ci torneremo in un punto dedicato a seguire).

Promossi

Ufficio stampa EBU, ufficio stampa Rai e delegazione Rai. Sempre disponibili e pronti ad aiutare, anche dove c’erano delle evidenti carenze altrui, facendo il possibile per permettere ai nostri inviati a Vienna di lavorare al meglio. Non entriamo nel dettaglio della questione, ma sicuramente sono stati di grande aiuto in situazioni “complicate” con l’ufficio stampa di Sal Da Vinci, a quanto pare più interessato a pubblicizzare solo l’album del nostro rappresentante che curarne le PR in ottica gara.

Bocciata

La promozione Rai in programmi e TG. Seconda semifinale dell’Eurovision 2026 totalmente dimenticata dai TG Rai (con l’eccezione dell’edizione serale del TG2, sulla stessa rete dove pochi minuti dopo è andata in onda la diretta da Vienna).

Visto che ormai l’evento sta decisamente alzando (e di molto) la media di ascolti e share della prima serata di Rai 2 e Rai 1, in un periodo storico in cui la platea televisiva è sempre più frammentata e la tv generalista penalizzata dallo streaming, magari dedicare qualche spazio in più alla sua promozione è uno sforzo che si potrebbe fare (e soprattutto, non limitarsi a parlare solo del nostro rappresentante nel “salotto” pomeridiano di Rai 1).

Non scordiamoci che la finale dell’Eurovision negli ultimi anni ha fatto più che un miracolo, battendo negli ascolti la De Filippi, ma anche doppiando i numeri fatti da programmi (vedi la recente Canzonissima) con budget di tutt’altro livello. Insomma: “Basta poco, che ce vò'” (cit.).

Chiudiamo questo approfondimento augurandoci che l’EBU nei prossimi mesi lavori seriamente sul rientro in gara di tutti quei Paesi che si sono ritirati per la pessima gestione dal caso Israele, rovinando quella che doveva essere una festa per i 70 anni, con potenziale record di partecipanti e invece…

Per questa edizione è tutto, ora non resta che guardare avanti, ci attende l’Eurovision Song Contest 2027 in Bulgaria, dopo tanti anni si torna ad Est e noi come sempre siamo qui, pronti ad aggiornarvi e raccontarvi tutto sulla prossima edizione.

Commenta e/o discuti questa notizia sulla comunità di Feddit oppure su tutti i principali Social Media (qui l’elenco completo dove siamo presenti).

Segui Eurofestival News anche su Google News, clicca sulla stellina ✩ da app e mobile o alla voce “Segui” da browser desktop oppure aggiungici alle tue Fonti Preferite di Google.

Non perderti le ultime notizie con le notifiche in tempo reale dal nostro canale Telegram e WhatsApp. Scopri come sostenerci e sostenere una informazione da sempre indipendente.

Sostieni Eurofestival NewsDal 2024 abbiamo limitato al massimo l’impatto sull’ambiente investendo su server e data center alimentati esclusivamente da energia elettrica da fonti rinnovabili certificate. Scopri il nostro impegno.

Eurofestival News è anche una comoda Web App gratuita che puoi portare sempre con te, scaricala subito sul tuo smartphone. Vuoi collaborare con noi? Contattaci!