Eurovision 2026: nona top 10 per l’Italia, è record da quando ci sono le semifinali

Il quinto posto di Sal Da Vinci con “Per sempre sì” all’Eurovision 2026 segna non solo l’ennesima top 5 dell’Italia, ma anche un record definitivamente mandato in soffitta che è quello del maggior numero di top 10 di fila raggiunto da un Paese dall’introduzione delle semifinali (2004).

Ne abbiamo già parlato in un articolo lo scorso anno, ma questo non fa che ulteriormente certificare lo status dell’Italia all’Eurovision Song Contest come quello di una vera e propria superpotenza eurovisiva, che dal rientro in gara nel 2011 ad oggi ha saputo presentarsi in tanti modi diversi, dal jazz di Raphael Gualazzi al rock dei Maneskin. È stato importante, non va negato, anche l’impegno profuso della delegazione italiana e dei capidelegazione, da Nicola Caligiore (2011-2019) a Simona Martorelli (2020-2021) fino a Mariangela Borneo (dal 2022).

I numeri record dell’Italia fino all’Eurovision 2026

Considerando la media di ogni piazzamento dell’Italia dal suo ritorno nel 2011 la media è pari a 6.6, migliorando di un decimo quella dello scorso anno, con un totale di tredici apparizioni su 15 nella top 10, fatta eccezione per Emma nel 2014 che chiuse ventunesima e Francesca Michielin che nel 2016 chiuse sedicesima. Concentrandoci sulle ultime dieci edizioni, proprio a partire dal 2016, il risultato è ancora più impressionante, soprattutto se messo a confronto con gli altri Paesi in gara:

  1. Italia – 5.7
  2. Svezia – 7.4
  3. Ucraina – 8.33
  4. Francia – 11.1
  5. Bulgaria – 11.67
  6. Israele – 12
  7. Russia – 12.75 (non più in gara dal 2022)
  8. Norvegia – 15.2
  9. Australia – 15.7
  10. Paesi Bassi – 16.11 (non in gara nel 2026)

A primeggiare nelle prime tre posizioni sono quelli che indubbiamente sono stati, per motivi diversi, i protagonisti delle ultime edizioni, ovvero Svezia, Ucraina e Italia, e non è un caso che tutt’e tre contino almeno una vittoria in tasca in queste ultime dieci edizioni. Completano la top 5 la Francia (che ha vissuto una vera e propria trasformazione dal sesto posto di Amir nel 2016 e punta dichiaratamente a vincere) e la Bulgaria fresca vincitrice dell’Eurovision 2026. Il margine con la Svezia si è ulteriormente prolungato quest’anno a causa di una debâcle del Paese nordico con “My system” di Felicia che ha chiuso ad un deludente 20° posto (peggior risultato svedese dalla mancata qualificazione del 2010).

Ma il record dell’Italia è qualcosa di più, qualcosa che nessuno nell’era moderna dell’Eurovision era mai riuscito a raggiungere, ovvero una serie consecutiva di ben nove top 10 (top 7 se vogliamo essere puntigliosi). Fino all’anno scorso il record era condiviso con la Grecia, che tra il 2004 e il 2011 ha ottenuto risultati ottimi rendendosi protagonista del contest arrivando consistentemente tra il primo e il nono posto, mentre l’Italia come risultato “peggiore” ha il settimo posto del 2024: le virgolette sono d’obbligo perché il discorso di peggiore è puramente a fine statistici, ma a scanso di quanto detto da determinati media altisonanti, metà dei Paesi attualmente in gara metterebbe la firma per un settimo o un quinto posto.

Per avere una serie migliore di quella raggiunta dall’Italia dal 2017 al 2026 bisogna tornare indietro a cavallo tra gli anni 80 e 90, quando il Regno Unito faceva da padrone del contest ed ha ottenuto un totale di undici top 10 consecutive tra il 1988 ed il 1998, inanellando cinque medaglie d’argento ed una vittoria nel 1997 (l’ultima ad oggi, con “Love shine a light”).

Va anche detto che erano anni molto diversi rispetto ad oggi, c’era l’obbligo di cantare nella propria lingua (e la terra d’Albione partiva inevitabilmente avvantaggiata così come l’Irlanda e Malta), c’erano molti meno Paesi in gara ed il concorso era molto più “impostato” e serioso (addirittura con l’obbligo di indossare un abito da sera per accedere alla sede).

Per ricapitolare, ecco i risultati che hanno portato l’Italia ad ottenere questo record impressionante con i rispettivi protagonisti:

  • 2017 – Francesco Gabbani – “Occidentali’s karma” – 6° posto – 334 punti
  • 2018 – Ermal Meta & Fabrizio Moro – “Non mi avete fatto niente” – 5° posto – 308 punti
  • 2019 – Mahmood – “Soldi” – 2° posto – 472 punti
  • 2021 – Måneskin – “Zitti e buoni” – 1° posto – 524 punti
  • 2022 – Mahmood & Blanco – “Brividi” – 6° posto – 268 punti
  • 2023 – Marco Mengoni – “Due vite” – 4° posto – 350 punti
  • 2024 – Angelina Mango – “La noia” – 7° posto – 268 punti
  • 2025 – Lucio Corsi – “Volevo essere un duro” – 5° posto – 256 punti
  • 2026 – Sal Da Vinci – “Per sempre sì” – 5° posto – 281 punti

Un record simile, ma figlio di altri tempi e di un contest con molti meno Paesi in gara, risale alle nove top 10 consecutive ottenute dall’Italia tra il 1957 ed il 1965, anche qui con una vittoria nel mezzo, nel 1964 per la precisione con Gigliola Cinquetti e “Non ho l’età (Per amarti)”, ma il massimo numero di Paesi in gara in quegli anni era di appena 18 (contro il record di 43 raggiunto nel 2011 e nel 2018).

Vale la pena notare come entrambe queste serie di risultati assolutamente invidiabili provengano dal Festival di Sanremo, ed in 17 casi su 18 si tratta del vincitore del Festival di quell’anno, con la notabile eccezione di Lucio Corsi nel 2025, che è comunque arrivato secondo a 0,4 punti percentuali da Olly, un nonnulla. L’unico caso di un brano vincitore di Sanremo finito fuori dalla top 10 resta l’ultimo posto raggiunto nel 1966 da Domenico Modugno con “Dio come ti amo”, frutto anche di un’esperienza affrontata controvoglia ed in cui l’orchestra si scontrò con lo stesso Modugno.

Lo lasciamo qui come promemoria, nel caso in cui qualcuno, che sia un semplice fan o una penna giornalistica autorevole, voglia ancora scorporare il Festival di Sanremo dalla possibilità di rappresentare l’Italia all’Eurovision Song Contest per scegliere una canzone “più eurovisiva” (o forse perché si teme che le proprie cantanti protette, il femminile non è casuale, non siano in grado di vincere Sanremo, per quanto il terzo e quarto posto di Ditonellapiaga ed Arisa nel 2026 raccontino una storia molto diversa).

Ci sono sicuramente dei margini per migliorare, e l’augurio è che si colga quanto si è imparato in questi anni di sistema di voto ballerino per una possibile svolta in occasione di Sanremo 2027, che sarà condotta da Stefano De Martino che sarà anche Direttore Artistico. E chissà, magari oltre ad una top 7 annuale si potrà anche ambire a qualcosa più in alto e ad agguantare per la quarta volta la vittoria all’Eurovision Song Contest.

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