Eurovision 2027: il Governo bulgaro è pronto. Città in lizza, budget e date possibili

Rumen Radev

L’Eurovision 2027 sarà una priorità del Governo bulgaro. Parole e musica di Ivo Hristov, vice primo ministro di Sofia. La vittoria di Dara a Vienna con “Bangaranga” ha immediatamente acceso l’interesse istituzionale della Bulgaria.

Sarà una vera e propria prova del nove per il freschissimo premier Rumen Radev,  il quale fino a tre mesi era fa nientemeno che presidente della Repubblica ed è  poi divenuto primo ministro dopo aver fondato un suo partito e aver vinto le ottave consultazioni del Paese in cinque anni.  Eurovision arriva in un Paese dove in questo momento si è insediato un governo monocolore (con alcuni indipendenti di area) fortemente anti-europeo: “Bulgaria Progressista”, la forza politica fondata tre mesi fa da Radev è infatti ben altro rispetto a quello che il nome potrebbe lasciar intendere.

Molto vicino ad Orbàn come idea di Europa, rispetto all’ex premier magiaro l’idea è però quella di usare “bastone e carota” con Bruxelles. Eurovision 2027 arriva dunque come una prima occasione per segnare un punto a suo favore.

Il ministro delle finanze e del bilancio Galab Donev ha confermato ai media bulgari che Eurovision 2027 avrà una linea di finanziamento dedicata e che non andrà a colpire la difficile situazione economica del Paese, alle prese con una inflazione alle stelle e un deficit di quasi 2 miliardi di euro.

Radev però crede nell’Eurovision. Commentando la vittoria di Dara prima di partire per una visita ufficiale in Germania su invito del cancelliere Friedrich Merz. Radev ha descritto la vittoria come una grande opportunità e ha confermato che avrebbe convocato un incontro questa settimana con i rappresentanti della tv BNT e diversi ministri per iniziare a pianificare Eurovision 2027.

Per la Bulgaria è un’enorme possibilità in molte direzioni. I preparativi devono iniziare immediatamente in modo che il paese possa presentarsi con dignità”.

A capo del comitato interministeriale che sovrintenderà all’organizzazione ci sarà il vice primo ministro Ivo Hristov, pure lui  di Bulgaria Progressista. Il comitato includerà tutti i  rappresentanti dei ministeri competenti,  costruendo un vero e proprio coordinamento. Un pò come successo quando Eurovision arrivo a Kyiv nel 2005 per la prima volta, nel pieno del cambiamento politico con le élites filorusse appena spodestate.

Le città in corsa

Farà parte di sicuro del comitato il ministro della cultura, l’indipendente Evtim Milošev che ha dichiarato:

Sono fiducioso che la Bulgaria farà molto bene. Stiamo parlando di organizzare non soltanto di organizzare il concorso in sé ma di scegliere la sede giusta, organizzare sicurezza, logisitica, marketing e pubblicità- L’hosting dell’Eurovision in Bulgaria sarà al livello dell’Austria.La capitale e le opportunità offerte da Sofia sono indiscutibilmente in testa. Ma quello che è successo domenica, con le tre grandi città, Burgas, Plovdiv e Varna, facendo una dichiarazione di interesse seria e ambiziosa, è un buon segno.

Sono appunto quattro città in corsa. Oltre a Sofia, la cui Aarmec Arena (oggi Sofia Arena, 17.000 posti) fu sede dello Junior Eurovision 2015, quando la Bulgaria ospitò in luogo dell’Italia, ci sono altre tre realtà. Una è Varna, la città di origine di Dara che proprio quest’anno festeggia i 100 anni del Varna Summer, uno dei più importanti festival musicali bulgari. La città è piccola (420.000 abitanti)  e il Kongresna Hall è al di sotto del minimo previsto (6000 posti contro i 10.000) ma il sindaco vuole comunque provarci.

In corsa anche Burgas con la sua Arena Burgas in grado di contenere fino a 15.000 persone e  Plovdiv che vorrebbe portare l’evento al velodromo Kolodrum, il quale però è per ora di appena 7500 posti. C’è poi una quinta opzione, non ancora ufficializzata ed è quella di Ruse, 130.000 abitanti, sesta città bulgara per grandezza, che propone la modernissima (inaugurata solo nel 2015) OZK Arena, attualmente di 6500 posti.

Per quanto riguarda i costi, il Governo bulgaro stima che non si spenderà più dei 30 milioni investiti da Vienna per l’evento, con la speranza anche di attrarre più presenze visti i prezzi più bassi rispetto alla capitale austriaca

Le possibili date

Per la scelta delle date, c’è da fare i conti  ovviamente con le altre manifestazioni organizzate da EBU (principalmente le coppe europee di calcio), mentre potrebbe  avere meno importanza il fatto che il 6 e 24 Maggio coincidano con feste nazionali, visto che quest’anno l’Eurovision era dentro una festa nazionale austriaca (il 14 Maggio, giorno della seconda semifinale si celebrava la  Christi Himmelfahrt, l’Ascensione di Cristo, segnata in rosso sul calendario austriaco)

Tuttavia il 6 Maggio in Bulgaria è il Gergiovden, il Giorno di San Giorgio, festa delle forze armate e non solo (anche dell’agricoltura e della pastorizia). Difficile dunque che in un evento dove la sicurezza è prioritaria possa essere scelta la settimana coincidente. Meno sentita, ma comunque festa nazionale quella del 24 Maggio, festa dell’educazione, della cultura bulgara e della scrittura slava, dedicata ai santi Cirillo e Metodio, il primo dei quali dà il nome all’alfabeto.

Restano in pole  quindi due settimane probabili: 11-13-15 Maggio e 18-20-22 Maggio. Ma su questo, così come sulla sede, se ne saprà di più a breve. Probabilmente anche nelle prossime settimane, quando Dara, dopo il bagno di folla al suo rientro in patria,  sarà ricevuta dal primo ministro Radev, come il Governo stesso ha annunciato.

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Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cittadino d'Europa