Eurovision 2026: Malta mantiene il riserbo sui costi di promozione

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Foto: Corinne Cumming/EBU

Concluso l’Eurovision 2026 con la vittoria della Bulgaria, c’è chi dà uno sguardo al futuro e chi dà uno sguardo al passato per capire cos’ha funzionato e cosa no. Tra questi, Malta si colloca più nel secondo gruppo, ed il motivo è presto detto.

La campagna pubblicitaria di Malta per fare promozione di Aidan in vista dell’Eurovision 2026 è stata onerosa e sicuramente invadente. Nelle settimane che hanno preceduto l’edizione di Vienna, il 26enne di Zeitun ha preso parte ad un tour promozionale in dodici Paesi, partecipato a vari pre-party e il suo team in collaborazione con la delegazione maltese ha affisso cartelloni pubblicitari in mezza Europa, da Sofia a Manchester e persino a Milano in Piazza San Babila, con l’invito di votare Aidan all’Eurovision Song Contest.

A ciò si è aggiunto anche un improvviso crollo delle quote delle scommesse per la vittoria di Malta, che tra il 27 aprile e il 10 maggio è volata dal 14° al 7° nella classifica di Eurovisionworld e per non farci mancare niente c’è stato anche un misterioso boost nelle visualizzazioni del video ufficiale di “Bella”, che hanno racimolato due milioni di views in appena una settimana (per arrivare ad un milione scarso di views ci sono voluti diversi mesi, da gennaio ad aprile).

Tale promozione aggressiva si è riflettuta anche sulle esibizioni in semifinale ed in finale e basta controllare i commenti su YouTube per capire come queste visualizzazioni non fossero organiche: i commenti dell’esibizione della Finale di “Bella” sono meno di 1000, a fronte di 1,8 milioni di visualizzazioni, mentre “Solo quiero màs” (penultima per visualizzazioni tra tutte le finaliste in gara, appena 283mila) ha circa mille commenti.

Tutto questo clamore mediatico non ha ovviamente sortito gli effetti sperati, dato che al momento della classifica del televoto Malta ha ottenuto appena 8 punti, che sommati agli 81 punti delle giurie hanno permesso all’isola del Mediterraneo di issarsi al 18° posto, peggiorando paradossalmente il 17° posto ottenuto l’anno prima con Miriana Conte.

Con tutti questi dati tra le mani, il Times of Malta ha chiesto ad Owen Bonnici, il Ministro della Cultura maltese, i costi necessari alla promozione dell’artista, a maggior ragione dal momento che si tratta di soldi dei contribuenti. Bonnici non ha fornito una cifra precisa, limitandosi a ringraziare Aidan e PBS per l’impegno profuso e affermando di aver fatto tutto il necessario per sostenere la candidatura maltese.

Malta Eurovision 2026 scommesse

L’andamento delle quote di Malta da gennaio a maggio. Si può notare un brusco abbassamento di quote che coincide con il periodo delle prove.

Non è facile dedurre le tariffe dei cartelloni pubblicitari, a maggior ragione dalla variazione dei costi di nazione in nazione. Tuttavia, Aidan ha anche avuto una pubblicità a colori a pagina intera sul quotidiano londinese Metro (al costo di quasi 22mila euro) ed un articolo sponsorizzato sul Daily Mail (che per 100.000 visualizzazioni garantite si intasca oltre 34mila euro).

Non si è espressa in merito neanche la PBS, l’emittente pubblica maltese che partecipa all’Eurovision, nonostante una richiesta di trasparenza da parte dei media e della popolazione sui dettagli delle spese di marketing delle attività promozionali.

Malta: i precedenti prima dell’Eurovision 2026

Questa richiesta di trasparenza si fa più roboante specialmente nel momento in cui non è la prima volta che l’emittente e tutte le parti coinvolte mantengono un riserbo sulla quantità di denaro immessa nell’organizzazione della partecipazione di Malta all’Eurovision Song Contest.

Solo pochi mesi prima, lo stesso Bonnici si è rifiutato di rivelare i costi del Malta Eurovision Song Contest (la selezione nazionale maltese), definendo l’informazione “commercialmente sensibile”. Genera ulteriore perplessità la reticenza a voler rispondere nel merito nonostante la richiesta fosse stata avanzata tramite una vera e propria interrogazione parlamentare dalla deputata Julie Zahra.

In nome della “riservatezza commerciale” non sono stati rivelati i costi del Malta Eurovision Song Contest neanche nel 2025, a fronte di un’ulteriore richiesta di chiarezza, soprattutto in merito alla sovrabbondanza di pubblicità ed al netto aumento di budget in termini di produzione dell’evento, completamente rivoluzionato se anche solo paragonato alle edizioni del 2024, 2023 e 2022.

L’avvenimento sicuramente più noto anche ai fan dell’Eurovision riguarda una campagna pubblicitaria aggressiva svolta nel 2021, in cui un’inchiesta il Times of Malta rivelò che erano stati sperperati un totale di 650.000 euro per promuovere Destiny e “Je me casse” non solo tramite pratiche invasive ma anche comprando recensioni positive e investendo massicciamente nella manipolazione delle scommesse.

Alla fine, il gioco non è valso la candela dal momento che la stessa Destiny ha ottenuto appena 47 punti al televoto, assestandosi comunque ad un settimo posto complessivo che però era ben lontano dalle aspirazioni di vittoria di cui tanto si era parlato nelle settimane precedenti. Il titolo dell’articolo del Times of Malta “Je me cash” non potrebbe essere più esemplificativo, ne abbiamo parlato qui in un articolo di repertorio.

La storia non finisce qui, dato che anche negli anni precedenti ci furono campagne pubblicitarie per aumentare la visibilità di Michela Pace nel 2019, che non solo divenne una pubblicità fissa su YouTube (il che giustifica le oltre 15 milioni di visualizzazioni) ma fu anche parte di una campagna congiunta con Vodafone.

Gli sforzi per ottenere trasparenza finanziaria risalgono a tempi ancora più lontani. Nel 2016, una richiesta di accesso agli atti presentata dal Times of Malta per ottenere una ripartizione completa delle spese relative all’Eurovision da parte di PBS e di altri enti governativi è stata respinta. 

La richiesta è giunta dopo le indiscrezioni su un budget “illimitato” destinato a incrementare le possibilità di successo di Ira Losco, che riportò Malta in finale racimolando un dodicesimo posto che era perlopiù frutto di un quarto posto in giuria, a fronte di appena 16 punti dal televoto.

Documenti trapelati all’epoca indicavano spese superiori a 200.000 euro, sebbene si ritenga che la cifra finale sia stata significativamente più alta. Gli ultimi dati ufficiali sui costi risalgono al 2013, quando PBS sostenne che la partecipazione costò 200.000 euro, dichiarando tuttavia che non ci fosse stato alcun finanziamento da parte del Governo maltese.

Verso l’Eurovision 2027

Al momento non ci sono notizie sulla partecipazione di Malta all’Eurovision 2027 in Bulgaria, sebbene la sua presenza sarà molto probabile. Sarà interessante tuttavia vedere se anche questa ulteriore richiesta di chiarimenti sui soldi spesi per finanziare la promozione di Aidan cadrà nel dimenticatoio come tutte le altre, nonostante come è stato scritto, siano anni che il Times of Malta stia cercando in tutti i modi di ottenere informazioni.

Non si tratta di estorcere informazioni in maniera aggressiva, quanto di una richiesta di trasparenza da parte di un’emittente pubblica che, in quanto pubblica, deve comunque rendere conto dei soldi dei contribuenti che non saranno molto soddisfatti nel sapere che vengono sperperati in pubblicità che poi di fatto non si traducono in voti.

Al momento i Paesi che hanno confermato la partecipazione all’Eurovision 2027 sono 7, ovvero: Bulgaria (Paese organizzatore), Danimarca, Finlandia, Germania, Lussemburgo, Macedonia del Nord (che ritorna dopo cinque anni di assenza) e San Marino.

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