Eurovision 2027: il premier ungherese Magyar pronto a far tornare in gara la tv

Freddie eurovision

L’Ungheria scalda i motori e si prepara a tornare in gara ad Eurovision 2027. L’annuncio è di Peter Magyar, nuovo primo ministro del Paese magiaro.

Parlando a ORF durante il programma Zeit im Bild, l’emittente austriaca il leader di Tisza ha dichiarato:

Ad essere sinceri, non spetta al primo ministro ungherese. Non è mia decisione se l’Ungheria parteciperà nuovamente a questo concorso. Ho ricevuto molte lettere e richieste da parte delle giovani generazioni per far tornare l’Ungheria a questa competizione. Quindi, incaricherò il Ministro o il Segretario di Stato per la Cultura di indagare o esaminare le nostre opportunità e tornerò da voi e dalle giovani generazioni con una risposta. Lo spero. Non c’è alcuna obiezione da parte mia e non ha senso non partecipare a un tale concorso”

Parole che fanno il paio con quelle che l’allora candidato premier aveva pronunciato nel corso della campagna elettorale, rispondendo alle domande di alcuni fans:

Non so se spetta al Governo prendere una decisione sul tema, ma se sarà così, certamente ce ne occuperemo

 

L’Ungheria assente per decisione di Orbàn

L’Ungheria manca da dopo Eurovision 2019, quando la seconda partecipazione di Joci Papai con “Az en apam” non gli valse l’accesso in finale. L’allora primo ministro Viktor Orbàn inserì infatti Eurovision nella blacklist del Governo in quanto a suo dire “promuove valori contrari allo Stato”, con indice puntato soprattutto sull’inclusività, l’assenza di barriere e il mondo LGBTQIA+. Una decisione, quella del primo ministro, che lasciò interdetti anche alcuni artisti storicamente a lui vicini, su tutti quella Kati Wolf che è la cantante preferita dell’allora  premier e che rappresentò l’Ungheria nel 2011 con “What about my dreams?”

Parlando alla filiale ungherese di Rtl, l’artista disse:

Ho guadagnato tantissimi fans grazie alla mia partecipazione nel 2011, grazie all’Eurovision ho viaggiato e cantato in tutto il Mondo. Dovremmo andare e portare la nostra musica piuttosto che starcene seduti sul divano

 

Chi è Peter Magyar e perché l’Ungheria può davvero tornare

Peter Magyar è l’uomo che ha saputo spodestare Orbàn dopo tre lustri di governo. Non si tratta di un outsider tutt’altro. Il nuovo presidente del consiglio magiaro è infatti solidamente un uomo di destra, nato e cresciuto dentro Fidesz, il partito di Orbàn, dal quale però è uscito quattro anni fa dopo aver contestato tutte le politiche che nel corso degli anni hanno spostato ogni volta più a destra il partito varando leggi illiberali, privative della libertà e lasciando campo aperto a clientele e corruzione.

Dopo aver ottenuto la maggioranza assoluta nelle elezioni dello scorso Aprile, ora guida un monocolore del suo partito Tisza (centrodestra, gruppo Partito Popolare Europeo, potremmo definirlo un mix fra Forza Italia e Fratelli d’Italia) incentrato sul ripristino della legalità e la lotta alla corruzione. La prima mossa è stata la chiusura temporanea del telegiornale delle reti pubbliche divenuto a suo dire “propaganda del Governo” e la completa riorganizzazione del sistema informativo. Musica per le orecchie di EBU, soprattutto se Magyar dovesse davvero riuscire a restituire la libertà di informazione praticamente scomparsa in Ungheria dopo l’accentramento dei media voluto da Orbàn, obbligati ad iscriversi ad una fondazione controllata dal suo Governo per continuare ad operare.

Non ci sarà da attendersi invece grandi novità sul fronte dei diritti civili, se non la annunciata imminente cancellazione delle leggi contro la propaganda d’odio verso il mondo LGBTQIA+ volute dall’ex primo ministro.

L’Ungheria ad Eurovision

Il debutto dell’Ungheria ad Eurovision coincide anche col suo miglior risultato assoluto: “Kinek mondjam el veitkemet?” (ovvero: “A chi confesserò il mio peccato?”), la ballata antiabortista di Friderika Bayer chiuse quarta nel 1994.

Sono complessivamente 17 le partecipazioni in tre step diversi. MTVA si è infatti fermata dopo l’edizione 1998, per tornare nel 2005, quindi ancora stop nel 2026 e nel 2010, prima dell’ultima partecipazione risalente al 2019. Un ritorno dell’Ungheria non sarebbe di secondo piano in quanto ha uno di tutto rispetto: dall’introduzione delle semifinali (Eurovision 2004) ha infatti conquistato l’accesso in finale 10 volte su 13 e quasi sempre ha portato proposte coraggiose e di qualità.

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Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cittadino d'Europa