Eurovision 2027: i Paesi Bassi possono tornare in gara nonostante il boicottaggio di Avrotros

I Paesi Bassi si preparano al ritorno in gara ad Eurovision 2027, a meno di sorprese. La notizia non è ufficiale, ma stando a quanto diffuso in queste ore da una delle emittenti del servizio pubblico olandese, ci sarebbe una strada per riportare la tv in gara nonostante il boicottaggio.
A farsi carico della partecipazione, se Avrotros dovesse proseguire con il boicottaggio, sarebbe Omroep Max, il canale tematico per gli over 50 della tv pubblica olandese, insieme all’organizzazione ombrello, ovvero NPO. Questo perché i singoli canali hanno ciascuno un budget ed è con quello che la tv olandese gestisce la partecipazione
Sin qui se n’era fatto carico Avrotros che però in questa edizione ha deciso di boicottare Eurovision. in segno di protesta per la partecipazione di Israele. Già ad Eurovision 2026 la tv olandese ha trasmesso l’evento su NPO1 con l’organizzazione a cura di NOS “poiché tali emittenti sono tenute dalla legge olandese a trasmettere e riferire su “grandi eventi nazionali e internazionali culturali”. Sarebbe appunto NPO ad aiutare Omroep Max per la tassa di ingresso
Jan Slagter, il direttore di Omroep Max ha sottolineato come l’emittente sia pronta a farsi carico dell’Eurovision 2027 e sia l’unica del servizio pubblico sin qui ad aver manifestato interesse al ritorno:
L’Eurovision Song Contest è importante per i Paesi Bassi, e in realtà, penso che dovremmo solo partecipare con un artista. Mentre condanniamo anche le azioni del governo israeliano, questo non deve portare a un boicottaggio
Ha però poi aggiunto che chiederebbe l’aiuto di NPO sul fronte economico, visto che la partecipazione complessiva olandese costa circa 500.000 euro fra tassa d’ingresso e spese per il concorso. Come è noto, infatti, i Paesi Bassi sono la sesta entità televisiva per contribuzione al bilancio di EBU e dopo l’espulsione della Russia quello olandese è il servizio pubblico che fornisce il maggior contributo economico dopo i “Big 5”, ovvero i cinque Paesi fondatori del consorzio (nell’ordine di contribuzione Germania, Gran Bretagna, Italia, Francia, Spagna).
Se AVROTROS decidesse di non andare più, sarei certamente disposto a sedermi con l’NPO. Ma non pagheremo per questo interamente dalle nostre casse. NPO dovrà contribuire finanziariamente con una cifra sostanziale al budget degli eventi
Quest’ultima per il momento resta in attesa:
Ci congratuliamo con la Bulgaria per aver vinto l’Eurovision Song Contest. NPO guarda indietro a un’edizione ricca di eventi, e vorremmo ringraziare i nostri colleghi di NOS e NTR per aver fornito copertura del festival, con un commento esperto di Henry Schut e Jeroen Kijk in de Vegte.
Naturalmente, questo solleva la questione se i Paesi Bassi saranno sul podio bulgaro il prossimo anno. Prima di poter dire qualcosa a riguardo, siamo in attesa della valutazione dell’EBU. Sulla base di ciò, entreremo in discussioni con AVROTROS
Come funziona il servizio pubblico olandese
Abbiamo detto che ciascuna emittente ha un suo budget. Bisogna fare su questo chiarezza. Il servizio pubblico olandese prevede infatti una fondazione chiamata NPO (Nederlands publiek omroepbestel) che funge da ombrello e organo di governo. Sotto di esso ci sono le singole emittenti
A differenza della maggior parte degli altri paesi – dove le organizzazioni di radiodiffusione pubbliche sono strutturate come società nazionali o federazioni di organismi regionali (come Rai, BBC nel primo caso o ARD nel secondo) – il sistema olandese è costruito intorno alle singole emittenti associate, che condividono strutture comuni.
Per cui ad esempio Avrotros e Omroep Max sono membri associati della struttura, mentre Nos è sostanzialmente la branca che gestisce l’informazione e lo sport. Eurovision 2026 è stata trasmessa appunto da quest’ultima che ha fornito i commentatori dell’evento insieme a NTR, la branca “educational” del servizio pubblico olandese.
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