Eurovision 2027: per Slovacchia e Slovenia prove tecniche di ritorno

Eurvision 2026 trophy

La Slovacchia potrebbe tornare in gara ad Eurovision 2027. Ma molto più probabilmente potrebbe farlo prima la Slovenia.

Stessa direzione per due Paesi che sono fuori da Eurovision per motivi diversi. La Slovacchia ha preso parte al concorso in 7 occasioni e l’ultima è datata ormai 2012. Nel frattempo la tv RTVS  non esiste più, ora ce n’è un’altra denominata SVTR creata dal nuovo premier Robert Fiço, sulla carta indipendente ma in realtà nelle mani del Governo che ne nomina i vertici e come abbiamo raccontato ha il potere di cacciarli senza preavviso.

La Slovenia invece, come è noto, è uno dei cinque Paesi che attraverso le loro tv hanno boicottato Eurovision 2026 a causa della partecipazione israeliana. Ebbene, emergono novità che potrebbero cambiare le carte in tavola e portare entrambe le tv a tornare nell’edizione di Sofia. Ma andiamo con ordine.

La Slovacchia era pronta a tornare già quest’anno

La notizia clamorosa, rivelata dal quotidiano ceco Dennik N è che la tv slovacca avrebbe voluto gareggiare già ad Eurovision 2026. Non è un mistero che – nonostante le idee del premier siano molto simili a quelle di Orbàn su tanto – la tv stesse progettando il rientro. Ora arriva la conferma. Jindřich Bardon, direttore di Rádio Slovensko, la radio pubblica slovacca, che era in sala stampa a Vienna ed ha parlato con il quotidiano ceco.

I piani erano quelli di tornare già in questa edizione, ma alla fine i vertici  hanno calcolato che si trattava di un’operazione troppo costosa. Pagare i costi di licenza, la produzione e la logistica apparentemente non conviene rispetto all’effetto complessivo per gli slovacchi. Al momento, per noi, in una fase di consolidamento, non è affatto semplice. Ma torneremo, prima o poi nel più grande concorso musicale del mondo

Dunque è scattata la caccia allo sponsor, anche se come spiega il quotidiano, per la Slovacchia il finanziamento flessibile attraverso la collaborazione con case discografiche o sponsor è praticamente una novità.

C’è poi la questione degli ascolti, mediamente bassi e alla base del ritiro slovacco dopo l’eliminazione in semifinale di Max Jason Mai. Prosegue Bardon:

Fino alla fine degli anni Ottanta, l’Eurovision aveva un nome un po’ diverso da noi. Negli anni Novanta si è arrivati, dopo il cambio di regime, a un certo raffreddamento della visione di questo concorso

Ora però l’interesse sta tornando complice anche la partecipazione in quota Cechia del cantautore slovacco Adonxs nella passata edizione. Dominika Chrastová, reporter della versione slovacca di Dennik N ricorda:

La prima edizione del talent Superstar si tenne in Slovacchia nel 2004. Per il nostro Paese si trattava di un tipo di programma relativamente nuovo, che attirava gli spettatori sugli schermi in gran numero. Gli spettatori e le spettatrici allora amavano i concorsi canori, e per questo in seguito hanno seguito anche le selezioni nazionali slovacche per l’Eurovision. E percepisco che l’interesse per l’Eurovision in Slovacchia sta crescendo di nuovo

Sia in Cechia che in Slovacchia esiste un forte nucleo di fan che vorrebbe rilanciare l’Eurovision tra la popolazione slovacca. In Slovacchia molti hanno firmato petizioni affinché l’emittente pubblica STVR si unisca nuovamente ai broadcaster che partecipano all’Eurovision. Prosegue Chrastová:

Anche se oggi l’Eurovision in Slovacchia è vista come una competizione marcatamente stravagante, la partecipazione dell’anno scorso di Adam Pavlovčin alias Adonxs ha suscitato grande attenzione e molti fan. Il rientro? Secondo me, prima o poi ci arriveremo. Ma la domanda è quando, perché l’identità visiva e il nome della televisione pubblica cambiano così spesso che sembra che non facciano in tempo nemmeno a registrare le notizie sull’Eurovision

La Slovenia può tornare grazie al  cambio di Governo

Quanto a RTVSlo, l’emittente nazionale slovena, la situazione è più complessa. Parlando con alcuni colleghi a Vienna ci è stato riferito che la parola “Eurovision” in questa edizione sui media sloveni non si poteva quasi nemmeno pronunciare. Non a caso è stata fatta una contro programmazione interamente a tema palestinese  durante tutta la settimana eurovisiva. L’Eurovision è stato completamente oscurato sui media pubblici sloveni e a Vienna non c’erano nemmeno i tradizionali corrispondenti di lingua italiana (o meglio c’erano ma non con pass sloveni).

In questi giorni però in Slovenia c’è stato però un clamoroso cambio di Governo senza andare al voto. Robert Golob, il premier uscente e leader di Movimento Libertà, il partito liberale di centrosinistra che ha conquistato la maggioranza relativa alle elezioni del 22 marzo scorso non è infatti riuscito a trovare una maggioranza e così la presidente della Repubblica Nataša Pirc Musar,  ha incaricato di formare il nuovo Governo il suo predecessore e giàtre volte premier Janez Janša di provarci: operazione riuscita.

Dunque la nuova maggioranza è ora composta dal suo partito Demokratska stranka Slovenije (una forza che si proclama liberale ma in realtà è fortemente nazionalista) e una serie di piccoli partiti di centro destra e destra piena. Janša si è  opposto alla posizione fortemente anti-israeliana del precedente governo e questo potrebbe portare quindi come prima mossa all’azzeramento dei vertici della tv e alla nomina di altri dirigenti vicini alle sue idee. Una situazione che se confermata potrebbe condurre al ritorno della Slovenia in concorso ad Eurovision 2027.

Molti osservatori  in Slovenia ritengono che il ritiro dall’Eurovision sia strettamente legato al clima politico sotto l’amministrazione Golob e alla pressione interna esercitata su RTVSLO durante la crisi di Gaza.

Una nuova leadership politica potrebbe consentire a RTVSLO di allontanarsi gradualmente dalla sua posizione di boicottaggio senza apparire politicamente incoerente. Anche il sempre più probabile ritorno dell’Ungheria oltre a quello certo della Macedonia del Nord potrebbero agevolare la decisione. Se ne saprà di più a breve, ma su Lubiana spira forte il vento del ritorno in concorso.

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Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cittadino d'Europa