Eurovision 2026: Dara domina le charts di mezza Europa. Ben quattro artisti già d’oro

Akylas Antigoni Dara

Come già per iTunes e Spotify, è ancora “Bangaranga” di Dara a confermarsi regina delle classifiche in Europa dopo Eurovision 2026. A Vienna, soprattutto nel tavolo “italiano” c’era chi dubitava delle potenzialità del brano in Europa e invece l’artista bulgara sta battendo ogni record. Intanto è la prima del suo paese ad entrare nella Global 200 di Billboard, al numero 90. Poi è in classifica in 25 Paesi, compresi molti non in gara ad Eurovision 2026.

Il brano ha raggiunto il primo posto in patria, in Germania (sia nella chart ufficiale che in quella dance) ed inoltre in Croazia, Grecia, Israele, Lituania, Svezia e Turchia.

Posizione 2 in Finlandia, Lettonia, Lussemburgo e Svizzera, posizione 2 nella classifica dance e in quella indie del Regno Unito (dove è alla 21 in quella ufficiale, prima bulgara della storia); poi 7 a Cipro, 9 nel Belgio di lingua tedesca. Fuori dalla top 10, meritano una segnalazione la 13 nella dance Usa, la 24 in Nuova Zelanda e la 53 nella chart italiana, unico brano ad essere entrato in classifica a parte quello di Sal da Vinci.

Ci sono già quattro dischi d’oro: abbiamo già detto di quello di Sal Da Vinci (risalente però a Sanremo), va segnalato quello di Felicia in Svezia (6 milioni  di streaming), e quelli ottenuti in Grecia, con 1 milione di ascolti per il portacolori ellenico Akylas e la per quella cipriota Antigoni. Per Felicia primato in patria, 8 in Francia, 9 in Austria.

Per Akylas, posizione 5 a Cipro e 8 in patria, per Antigoni primato in patria, 5 in Grecia, 7 in Bulgaria. Sal Da Vinci è andato bene, ma non benissimo: “Per sempre si” tocca la numero 2 in Grecia (e in Italia) e la 4 in Bulgaria. Complessivamente è in classifica in 10 Paesi (notevole l’ingresso nella chart britannica, alla 45) e fuori dalla Top 10 ha come picco la 11 in Croazia.  Fa comunque notizia il suo posizionamento nella Global Billboard fuori Usa, sia pure alla 115. Per un artista del suo genere non è cosa di poco conto.

Risultati di tutto rispetto anche per gli altri due sul podio. Noam Bettan riesce a portare fuori Israele “Michelle” ed è anche questo un risultato di rilievo visti i tempi: a parte il primato in patria, notevole la numero 4 della chart di Billboard dedicata alla World Music (che classifica esclusivamente la Top 10, fra l’altro). Oltre a questo è in Top 10 in altri tre Paesi. “Choke me” di Alexandra Capitanescu (Romania) sconta il genere non facile ma raccoglie comunque un terzo posto in patria, poi 4 in Grecia, 7 in Romania e altri 5 piazzamenti fra i quali ne spiccano due nel Regno Unito: 13 nella chart metal e 27 in quella ufficiale, dove difficilmente entrano gli artisti non lingua madre inglese.

Gli altri piazzamenti

Degli altri, raggiungono il primo posto Linda Lampenius & Pete Parkkonen in Finlandia (5 in Grecia e Svezia e altri 4 piazzamenti); Aidan a Malta, Atvara in Lettonia, Lelek in Croazia, Delta Goodrem nella chart indie dell’Australia (ma numero 6 nella chart ufficiale britannica e 13 nella assoluta del suo Paese); Jonas Lovv in Norvegia (2 in Svezia). Per la cantautrice australiana, va detto senza timori, l’operazione rilancio in Europa è sostanzialmente fallita, forse anche per colpa delle atmosfere vintage di “Eclipse”.

Posizione massima 2 per Cosmò in Austria e Alis in Albania; 3 per Sarah Engels nella chart del Belgio germanofono (nella sua Germania è alla 27, alla 21 in Austria); posizione 4 per Søren Torpegaard Lund nella sua Danimarca (10 in Svezia); 10 per Lion Ceccah in Lituania. Fuori dalla Top 10, menzione per “Superstar” di Senhit che ha toccato la posizione 12 in Georgia.

Nota a parte per Look Mum no Computer, che nonostante il flop incassa un discreto tredicesimo posto della chart britannica e per Monroe, non entrata in classifica nemmeno in Francia, con appena due piazzamenti fuori dalla Top 50.

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Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cittadino d'Europa