Eurovision 2027: EBU pensa a nuove membership, sperano Kazakistan, Kosovo e Canada

Sede EBU

L’Eurovision 2027 potrebbe essere l’edizione del cambiamento. La notizia emerge da Zana Spahiu, direttore generale facente funzione di RTK, la tv del Kosovo.  Proprio in queste settimane, la tv di Pristina ha scritto nuovamente ad EBU per chiedere l’ammissione sia ad Eurovision che allo Junior Eurovision. Un percorso sin qui ad ostacoli per due motivi. Il primo è che il Kosovo è tuttora uno stato a riconoscimento soltanto parziale: sono appena 104 i Paesi che ne riconoscono l’indipendenza dalla Serbia (fra questi l’Italia).

Fra i Paesi che non lo riconoscono, per diversi motivi di carattere geopolitico, ci sono membri Ue come Spagna, Cipro, Slovacchia, Romania e Grecia ma anche altre realtà come Armenia, Azerbaigian, Bosnia Erzegovina, Georgia, Ucraina e anche Russia e Bielorussia. Oltre naturalmente alla Serbia che lo considera tuttora una sua provincia.

Il secondo ostacolo è che per questi motivi, il Kosovo non è ovviamente membro della EBU non potendo far parte nemmeno del Consiglio d’Europa, altra condizione alternativa per aderire. Ne avevamo parlato più volte.

Anche l’ultimo tentativo risalente al 2025 è stato rigettato. Adesso però, stando a quanto emerge, le cose potrebbero clamorosamente cambiare. Alla prossima assemblea generale di EBU, in programma il 25 e 26 Giugno prossimi a Praga si discuterà infatti anche dell’introduzione di due status speciali, ovvero “non-European memberhip” e “Auxiliary Membership”. Condizioni che darebbero accesso a diritti limitati rispetto ai membri pieni, ma che come evidente, potrebbero aprire le porte alla partecipazione ad Eurovision 2027 di Kosovo e Canada. Ma anche del Kazakistan

Secondo RTK, questi sviluppi rientrano in un più ampio processo di revisione e modernizzazione dello Statuto di EBU, volto ad adattare la struttura di adesione dell’Unione alle attuali realtà mediatiche e alle esigenze di governance a lungo termine.

Nel frattempo la tv ha annunciato la nascita di “Akordet e Kosovës”, il concorso che prenderà il posto della versione kosovara del Festivali I Këngës, andato in onda per tre funzioni

Una rappresentante della tv del Kosovo- Tringa Hysa – ha preso parte, invitata dalla EBU all’edizione 2011 dello Eurovision Young Dancers, il soppresso concorso biennale dedicato ai ballerini. Ad oggi è questa l’unica apparizione ufficiale di RTK in un evento EBU.

Artiste kosovare hanno invece rappresentato ad Eurovision l’Albania (Rona Nishliu, Lindita, Albina Kelmendi), della Serbia (Nevena Bozovic da sola e con le Moje 3) o della Jugoslavia (Snezana Miskovic delle Aska)

European Broacasting Area

European Broacasting Area

Come funziona ora: chi può partecipare ad Eurovision

Attualmente, per partecipare ad Eurovision è necessario essere parte di EBU, il consorzio che riunisce le tv pubbliche o private ad uso pubblico di un’area che però è più vasta dell’Europa intesa in senso geografico.

La cosiddetta European Broadcasting Area si estende infatti, come potete vedere qui sopra, al Medio-Oriente (Giordania, Libano, Siria, Iraq, Arabia Saudita) e ad alcuni Paesi del Nord Africa (Egitto, Algeria, Libia, Marocco, Tunisia)

Per questo motivo, per esempio, ha potuto partecipare il Marocco nel 1980 (con Samira Said e “Bitaqat hob”) e avrebbero voluto debuttare la Tunisia nel 1977 se non si fosse ritirata su pressione della Lega Araba per la presenza di Israele e il Libano nel 2005 (con Aline Lahoud e “Quand tour s’enfuit”) se non fosse stato squalificato per aver negato la presenza di Israele in concorso.

Condizione alternativa, se non si è parte della European Broadcasting Area è essere parte del Consiglio d’Europa, l’organizzazione per la tutela dei diritti umani, ma per ora tutti i membri di questa organizzazione sono anche parte di EBU.

Khabar Agency, la tv del Kazakistan, che ha preso parte a cinque edizioni dello Junior Eurovision e SBS (Special Broadcasting Service), la tv australiana delle minoranze etniche, che partecipa ad Eurovision, sono invece nella condizione di “membri associati”, in quanto esterni all’area di influenza ma con alcuni rapporti di collaborazione in essere con EBU. Per questo motivo partecipano o hanno partecipato ufficialmente “su invito” dello stesso consorzio.

La corsa del Canada

Nella stessa condizione si trova Canada Broadcasting Corporation, la tv canadese. Avevamo già detto come le grandi manovre col Governo siano in corso da tempo e ci sarebbe già pronto il budget. A Vienna era circolata la voce di un debutto certo di CBC nel 2027 ma il capo ufficio stampa EBU Dave Goodman, da noi interpellato in loco, ha smentito proprio a causa di questa situazione.

Ma è chiaro che se venissero introdotte queste due nuove membership, verrebbe a cadere lo status di membro associato e potenzialmente, la platea dei Paesi partecipanti si allargherebbe a dismisura.

Attualmente sono 8 le artiste canadesi ad aver preso parte ad Eurovision. Oltre a Céline Dion, vincitrice per la Svizzera nel 1988; anche Rykka (Svizzera 2016), Annie Cotton (Svizzera 1993)  Sherisse Laurence (Lussemburgo 1986), Natasha St. Pier (Francia 2001), La Zarra (Francia 2023), Ester Peony (Romania 2019) e Katerine Duska (Grecia 2019). Non aveva invece ancora cittadinanza canadese (acquisita nel 1995) Lara Fabian, l’italo-belga in gara per Lussemburgo nel 1988.

Alla luce di questa situazione sono più che legittime le speranze di debutto per Kazakistan, Canada e Kosovo. Se così sarà, diventerà interessante capire come verrà risolta la questione diplomatica nei Paesi che non riconoscono quest’ultimo. Per dare un’idea di quanto sia calda la situazione, basti un dato: nel 2023 tutti e cinque i giurati serbi posizionarono all’ultimo posto Albina Kelmendi, la rappresentante albanese nata in Kosovo.

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Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cittadino d'Europa