3Cat (Catalogna) nuovo membro “accessorio” EBU: possibili scenari per Eurovision

3CAT_ tv catalogna

L’assemblea generale EBU che si è svolta a Praga in questi due giorni ha portato una notizia molto più clamorosa rispetto alla piena membership della tv canadese, che era attesa da qualche anno e chiude soltanto un cerchio: 3Cat diventa membro “accessorio” (Ancillary Member nella dicitura inglese) di EBU.
La notizia è clamorosa perché si tratta del primo caso di adesione di una tv pubblica espressione di una regione e non di uno stato membro. 3Cat è infatti la tv pubblica della comunità autonoma di Catalogna, quindi formalmente parte della Spagna.

Il caso è molto diverso per esempio, dalla tv del Galles (S4C) e della Scozia (STV) che sono membri completi della EBU (quella gallese come si ricorderà ha per tre volte partecipato allo Junior Eurovision). Galles e Scozia sono infatti considerate  “home nations”, nazioni fondative del Regno Unito, uno status speciale che è riconosciuto internazionalmente anche a Inghilterra e Irlanda del Nord. L’esempio più diretto è il calcio: le rispettive federazioni e nazionali partecipano per conto proprio e non come Regno Unito.  La Catalogna invece è tecnicamente una regione della Spagna che peraltro ha da sempre velleità indipendentistiche. Dunque non si tratta di una adesione qualunque.

3Cat ha un bacino di utenza di 8 milioni di persone e l’adesione è il culmine di una collaborazione con EBU che dura da tre lustri: con Catalunya Música (l’emittente musicale pubblica di 3Cat che è “partecipante approvata” all’interscambio di programmi) si è impegnata con l’EBU in una vasta gamma di servizi e comunità.

Noel Curran, direttore generale dell’EBU, ha dichiarato:

3Cat è un’emittente moderna e lungimirante con una forte esperienza da condividere – nei contenuti in lingua catalana, nella trasformazione digitale, nel tipo di giornalismo di servizio pubblico regionale che è fondamentale per il pubblico che serve. L’adesione accessoria significa che possiamo lavorare insieme più pienamente e l’intera comunità ne trae beneficio

Le possibili implicazioni per l’Eurovision

Ora qui è evidente che al di là dell’ingresso di una nuova lingua minoritaria dopo il gaelico gallese e quello irlandese,  si aprono due scenari dagli sviluppi imprevedibili in chiave Eurovision.

I più attenti ricorderanno infatti come 3Cat fu la “scialuppa” sulla quale salì la piccola tv di Andorra RTVA (tuttora membro EBU anche se di fatto quasi inattivo) per debuttare ad Eurovision nel 2004. 3Cat (allora TV3) di fatto ricevette in subappalto l’organizzazione della finale nazionale andorrana provocando le ire della tv spagnola perché l’emittente di Barcellona è la voce principale dell’indipendentismo catalano ed è legatissima a Junts,  il partito di Carles Puidgdemont, l’uomo che nel 2017 orchestrò il referendum non autorizzato per il distacco della Catalogna da Madrid e che per quell’evento è stato arrestato e condannato per sedizione.

Nel 2004 la vicenda divenne un caso politico perché RTVE minacciò di non mandare in onda la semifinale nella quale si esibiva Andorra. Di una possibile collaborazione con la tv andorrana se n’era riparlato nel 2026, poi non se ne fece niente

Difficile non pensare che questa adesione non possa in qualche modo essere legata alla situazione di RTVE, intenzionata a continuare il boicottaggio di Eurovision almeno finchè sarà premier Pedro Sànchez. Anche perché EBU aveva respinto più volte la candidatura EBU proprio di TV3, oltrechè quella comune dell’intero consorzio delle tv “regionali” spagnole, ovvero la Forta proprio con la motivazione che non sono espressioni di uno stato sovrano bensì di “parti” di uno stato.

L’adesione come membro “accessorio” consente infatti la partecipazione su invito della EBU ad Eurovision ed è facile pensare che se la Spagna dovesse proseguire nel suo muro contro muro, la Catalogna potrebbe prenderne il posto.

Escluso ovviamente che EBU consenta alla tv catalana di sfidare quella spagnola se RTVE dovesse invece tornare in concorso (accadrà presumibilmente in caso di ritorno al potere del Ppe e conseguente cambio al vertice della tv), perché legittimerebbe le ambizioni indipendentiste catalane, si apre poi uno scenario inedito per Eurovision.

Da tempo infatti, come abbiamo detto, EBU lavora al ritorno di Andorra. Ma RTVA non è in grado di reggere da sola il costo della partecipazione e finora la ricerca di sponsor è andata a vuoto, nonostante gli sforzi della frontwoman Susanne Georgi, la cantante danese di passaporto andorrano ultima rappresentante pirenaica ad Eurovision nel 2009 con “La teva decisiò”.  Ecco quindi che all’orizzonte potrebbe profilarsi di nuovo una collaborazione fra le due tv, ma questa volta in maniera “ufficiale”,  sempre sotto bandiera andorrana. Di sicuro RTVA, se vuole tornare in gara, deve presentarsi davanti al Governo con un progetto “chiavi in mano”, quindi già finanziato. Quindi attenzione agli sviluppi.

Presto in gara anche le minoranze linguistiche?

 L’operazione ha un messaggio chiaro. Il boicottaggio non ha funzionato (abbiamo parlato delle soluzioni per il ritorno dei Paesi Bassi e anche in Slovenia ci sono grandi malumori, approfondiremo il tema prossimamente) e la EBU sta studiando delle contromosse se questo continuerà.

Tuttavia, l’adesione della Catalogna, se da un lato apre a nuove possibili collaborazioni per realtà parzialmente autonome ma non sovrane (su tutte la tv faroese che da tempo ambisce a debuttare: sarebbe più facile perché non troverebbe l’opposizione della Danimarca di cui è parte); dall’altro apre sicuramente una strada nuova.

Questo modello di membership è infatti nuovo di zecca: non sostituisce la condizione di “associato” (quella di Australia e Kazakistan) ed è specifica per “larghe comunità linguistiche autonome all’interno dei singoli stati membri” . Potenzialmente quindi, potrebbero avere accesso a questa situazione anche tv delle tv di Paesi Baschi, Baleari, Comunità Valenciana, Asturie e Galizia, che appunto trasmettono in basco, catalano, valenciano, asturiano e galiziano, ma anche a tutte le altre minoranze in Europa. Uno scenario decisamente frizzante.

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Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cittadino d'Europa