Eurovision 2026: spettatori contro la tv slovena per la mancata partecipazione e trasmissione

Si prospetta una grana niente male per la tv slovena dopo la decisione di non partecipare né trasmettere Eurovision 2026. La relazione di Maggio del “garante degli spettatori”, lo strumento di monitoraggio e mediazione che la RTV Slovenija ha attivato per raccogliere feedback dai telespettatori sulle scelte e sulle varie questioni.
La tv ha infatti ricevuto numerose proteste non solo per la scelta di non partecipare ad Eurovision 2026 a seguito della presenza di Israele, ma anche e soprattutto per la decisione di non trasmetterlo nemmeno, sostituendolo con “Voci dalla Palestina”, uno speciale di 10 giorni nel quale fra l’altro, in alcune trasmissioni veniva negata persino l’esistenza stessa di Israele.
In generale questa duplice scelta ha generato ha scatenato forti reazioni tra gli spettatori e un notevole dibattito pubblico.
La stragrande maggioranza delle risposte ha criticato la decisione, sostenendo che l’Eurovision è principalmente un evento musicale e quindi la sua trasmissione non dovrebbe essere influenzata dagli sviluppi politici. Molti hanno anche sottolineato che l’emittente pubblica, finanziata quindi con i soldi di tutti, ha il dovere di mettere a disposizione dei telespettatori quantomeno la visione di uno dei più grandi eventi televisivi europei. Proprio su questo tema, alcuni dei commenti hanno invitato a riflettere su quale sarebbe la reazione del pubblico se – sempre per la presenza di Israele – il comitato olimpico sloveno decidesse di disertare i Giochi Olimpici e la tv di non trasmetterli.
Una parte delle risposte ha anche evidenziato la dimensione culturale dell’Eurovision. Secondo alcuni spettatori, la non partecipazione della Slovenia rappresenta la perdita di un’importante piattaforma internazionale per la promozione dei musicisti, della creatività e della cultura sloveni. Dal report emerge in generale come il pubblico ritenga che il paese dovrebbe mantenere la sua presenza sul palcoscenico musicale europeo indipendentemente dalla situazione politica attuale.
Un argomento comune nelle risposte è stata anche la questione della neutralità politica dei media pubblici. Diversi spettatori hanno infatti espresso preoccupazione per il fatto che RTV Slovenija,sostituendo l’Eurovision con contenuti sulla Palestina, abbia preso “una posizione unilaterale su una delicata questione internazionale che invece è molto divisiva, piuttosto che presentare molteplici prospettive”. Gli spettatori inoltre si sono inoltre chiesti se prima della decisione fosse stato tenuto un dibattito pubblico più ampio e se la direzione avesse tenuto debitamente conto degli interessi del pubblico.
A testimonianza del fatto che questo sia un tema divisivo, si è registrata anche una percentuale minoritaria a favore invece della scelta della tv slovena definita “socialmente responsabile, che ha attirato l’attenzione su un’importante questione umanitaria e ha inviato un forte messaggio per quanto riguarda gli sviluppi in Medio Oriente”
Vietato nominare la parola Eurovision
Come avevamo già spiegato, la tv slovena potrebbe essere la prima ad interrompere il boicottaggio, visto il recentissimo cambio al Governo con l’insediamento come primo ministro del nazionalista Janez Janša molto vicino ad Israele.
Ma a parte questa situazione, è difficile pensare che RTV Slovenija possa ignorare un feedback così negativo sulla sua decisione di non partecipare e nemmeno trasmettere l’evento. Una decisione talmente radicale, che come avevamo avuto modo di spiegare, non solo la tv non ha consentito il rilascio di alcun pass sloveno per Eurovision 2026 (alcuni corrispondenti di lingua italiana e slovena erano presenti a Vienna, ma tutti con pass rilasciati dalla Rai o da EBU), ma addirittura ha portato al divieto di parlare della manifestazione all’interno dei programmi di informazione o intrattenimento della tv pubblica.
Il ritorno? Questione economica, quindi….
Rispetto a quanto vi avevamo riferito nell’ultimo aggiornamento, possiamo confermare che si va verso la fine del boicottaggio. Si è però affacciata all’orizzonte una questione puramente economica.
RTV Slovenija si trova ad affrontare vincoli finanziari da molto tempo, poiché i costi di organizzazione della selezione della finale nazionale e la partecipazione all’Eurovision Song Contest insieme superano i 300.000 euro. Pertanto, la motivazione principale della decisione sull’eventuale ritorno della Slovenia ad Eurovision 2027 sembrerebbe ora essere se l’emittente nazionale possa o meno realizzare un progetto del genere finanziariamente. Se ne saprà di più entro fine 2026, ma non è escluso tuttavia che prima di questa deadline, intervenga il Governo.
Come detto infatti, non potendo intervenire completamente sui vertici della tv, la cui governance è attualmente affidata in gran parte a rappresentanti di organizzazioni sociali e professionali, è probabile che Janša possa accelerare sulla riforma proposta del finanziamento della tv stessa.
Attualmente, l’emittente pubblica slovena è finanziata infatti attraverso una tassa di licenza dedicata. Janša si è impegnato ad abolire questo sistema e a finanziare la tv esclusivamente attraverso il bilancio statale. Possibile che in attesa di chiudere il cerchio, il Governo possa contribuire in qualche modo a foraggiare l’emittente, magari chiedendo in cambio la partecipazione ad Eurovision 2027. Scenario in evoluzione. Stay tuned.
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