Eurovision 2027: VRT (Belgio) chiede voto diretto su tutte le decisioni

Continua il dibattito su Eurovision 2027 e sui Paesi che potrebbero prendervi parte, rispetto a quelli che invece hanno intenzione di boicottare l’evento per la presenza di Israele. Parla VRT, l’emittente del Belgio di lingua fiamminga, quella che nel 2027 dovrebbe sovrintendere alla partecipazione.
Il Belgio si era diviso in occasione di Eurovision 2026: Essyla ha potuto partecipare con la sua “Dancing on the ice” perché rappresentava RTBF, la tv francofona dell’area vallone, deputata a organizzare lo scorso Maggio. RTBF lo scorso dicembre aveva votato a favore della partecipazione, mentre VRT aveva votato contro decidendo poi di far precedere la trasmissione delle serate da un messaggio di sostegno per la popolazione Gazawi.
Alla Wiener Statdhalle VRT ha inviato solo una troupe giornalistica per coprire gli eventi dello spettacolo. Invece la squadra di commento è rimasta in Belgio dato che era RTBF a gestire.
Ora però che tocca VRT tutto torna in ballo. Tuttavia, stando alle parole rilasciate ad un sito locale da Yasmine Van der Borght, portavoce di VRT, l’emittente pare aver aggiustato il tiro rispetto alle richieste o quantomeno aver fatto chiarezza.
Nelle settimane precedenti, si è parlato infatti di una VRT decisa a pretendere un voto diretto sulla partecipazione di Israele ad Eurovision 2027.
Troviamo strano che ci debba essere sempre un voto per primo sul fatto che un voto debba aver luogo, indipendentemente dall’argomento. Chiediamo un quadro oggettivo come hanno fatto altre organizzazioni internazionali: quali sono le condizioni per un paese di partecipare, e quali non sono le condizioni? Al momento manca.
Questa presa di posizione pareva una chiusura netta rispetto ad una possibile partecipazione ed infatti era stata preceduta da un altro messaggio più netto:
Oggi, le probabilità sono scarse che VRT invierà un artista il prossimo anno. Ci aspettiamo che l’EBU faccia una chiara dichiarazione contro la guerra e la violenza e per il rispetto dei diritti umani. Naturalmente, vogliamo discuterne con altre emittenti. Ma se la posizione dell’EBU non cambia, le probabilità sono scarse che VRT invierà un artista il prossimo anno.
Ora però sempre Yasmine Van der Borght definisce “non del tutto vero” che VRT abbia chiesto un voto solo su Israele
VRT critica l’approccio generale dell’EBU e chiede l’introduzione di procedure di voto diretto in futuro. Non ci riferiamo specificamente alla partecipazione dell’emittente israeliana KAN. VRT chiede un voto diretto dei membri su tutte le decisioni prese nell’ambito dell’EBU, non solo quelle riguardanti Israele
Ribadendo anche la contrarietà alla scelta di EBU dello scorso dicembre di “far votare sull’opportunità di votare”. C’è però da ricordare che poi però le nuove regole sono state invece effettivamente votate direttamente.
Inoltre la portavoce ha detto che per ora “non ci sono nuove informazioni o decisioni finali su questo argomento”. Arriveranno probabilmente a ridosso della deadline.
Si sta discutendo, in particolare, della possibilità che possa essere di nuovo RTBF a rappresentare il Belgio qualora VRT decidesse di non partecipare. In Belgio vige l’alternanza ma questa è stata rotta nel 2021, quando – complice lo stop dell’evento per Covid- fu di nuovo VRT ad organizzare sempre con gli Hooverphonic designati l’anno prima in gara. Dunque attualmente organizzano i fiamminghi negli anni dispari e i valloni in quelli pari. Ma complici i cambi nel regolamento che hanno costretto il Belgio a qualche esclusione obbligata, le due tv hanno variato spesso.
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