Eurovision 2027, Martin Green: “Il Canada parlava da tempo dell’ingresso nell’EBU”

Martin Green CBE in un’intervista esclusiva a Variety ha parlato a tutto tondo dell’Eurovision e del futuro del concorso. Oltre ad aver chiarito ancora una volta la questione legata alla partecipazione di Israele, di cui vi abbiamo dato conto qui, il Direttore dell’Eurovision Song Contest ha spiegato il perché dell’ingresso del Canada:
Credo che i contatti siano iniziati già diverso tempo fa. Il punto centrale era l’interesse di CBC/Radio-Canada a diventare membro a pieno titolo dell’EBU, e vale la pena soffermarsi su questo aspetto: l’EBU è un’organizzazione che riunisce emittenti di servizio pubblico, in una fase storica in cui il servizio pubblico radiotelevisivo è davvero sotto pressione. Nel corso di questo percorso, naturalmente, è emerso anche un altro elemento: diventando membro a pieno titolo, un’emittente acquisisce il diritto di partecipare all’Eurovision Song Contest. E credo che questa possibilità sia diventata molto interessante per la televisione canadese. Adesso che hanno ufficializzato la volontà di partecipare, li accompagneremo in questo percorso e li accoglieremo a braccia aperte. È una novità davvero entusiasmante.
Green ha quindi risposto a una provocazione che ha preso piede dopo l’annuncio del debutto della tv canadese, ovvero un ipotetico cambio di denominazione per l’Eurovision Song Contest:
No. Oggi Eurovision significa molte cose, ma resta anche il nome di un progetto nato in Europa, con radici profondamente europee, pensato per unire l’Europa. Siamo tra i marchi più riconoscibili al mondo, al livello delle Olimpiadi e degli Oscar. E, paradossalmente, più il progetto si apre ad altri territori e ad altre esperienze, più diventa importante che il nome conservi il riferimento alla sua origine e alla ragione per cui è nato. È una cosa bellissima.
In merito a un ipotetico ingresso degli Stati Uniti – ricordiamo che Variety è il più grande settimanale di spettacolo statunitense – o più in generale di altri Paesi extraeuropei, il Direttore ha aggiunto:
Non conosco i dettagli, perché non mi occupo direttamente dei rapporti con i membri. Quello che posso dire, però, è che, in un momento così delicato per il servizio pubblico radiotelevisivo, sempre più realtà nel mondo stanno capendo il valore dello stare insieme e del poter parlare con una voce comune, più forte.
Per concludere Green ha usato parole molto forti per smentire la voce secondo cui, visto il boicottaggio dei cinque Paesi nel 2027 e il calo di spettatori, l’ingresso del Canada è stato una risposta con l’unico obiettivo di sanare i conti dell’Eurovision Song Contest, in difficoltà dal punto di vista economico:
Lasciatemi smentire queste voci. Uso il termine tecnico: sono str***ate. L’Eurovision ha un modello molto solido e in 70 anni ha superato tutto quello che il mondo ha provato a rovesciargli addosso. Saremo qui ancora per moltissimi anni. Capisco perché la domanda sia inevitabile, ma la risposta è no: il Canada parlava da tempo della possibilità di entrare nell’EBU, sapendo che questo gli avrebbe dato anche il diritto di partecipare all’Eurovision. L’anno scorso avevamo 35 Paesi in gara e mi aspetto che l’anno prossimo ce ne sia qualcuno in più. Come è evidente, più partecipazioni rendono lo show ancora più forte, quindi le nostre porte restano aperte. E, ancora una volta, lo scopo dell’Eurovision è unire il mondo: per questo siamo felici che il Canada si unisca a noi.
Alle dichiarazioni di Martin Green si aggiungono quelle del Primo Ministro canadese, Mark Carney, che durante le celebrazioni del Canada Day a Ottawa, mentre annunciava la partecipazione del Paese all’Eurovision Song Contest, ha fatto intuire che CBC/Radio-Canada dovrebbe puntare su una finale nazionale:
È fantastico, siamo il terzo maggiore esportatore di musica dopo gli Stati Uniti e il Regno Unito. Il mondo vuole il Canada e la cultura canadese, e questo è un altro modo per diffondere il messaggio e mandare amore e unità. Il popolo canadese sarà chiamato a prendere la difficile decisione su chi ci rappresenterà all’Eurovision.
Non ci resta dunque che attendere per scoprire di più sulla partecipazione canadese all’Eurovision 2027 in Bulgaria e per sapere dunque chi sarà il primo portacolori del Canada nella storia del concorso che, dal 1956, unisce l’Europa e il mondo attraverso la musica.
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