Eurovision 2027: Israele conferma la presenza. In arrivo altre novità nel voting?

Non è certo una sorpresa, ma essendo una notizia ufficiale, ne va dato conto. KAN, l’emittente televisiva di Israele ha confermato la sua partecipazione ad Eurovision 2027 che si terrà in Bulgaria dopo la vittoria di Dara con “Bangaranga”.
Con le preoccupazioni per la potenziale esclusione dal concorso ormai alle spalle, dopo che Martin Green per conto di EBU ha annunciato che non ci sarà una seconda votazione fra le tv in concorso “dato che i membri si sono espressi a larga maggioranza in favore di Israele”, KAN ha ufficialmente definito la sua presenza annunciando anche che il suo rappresentante sarà ancora una volta selezionato attraverso il più popolare talent show del paese, vale a dire HaKokhav Haba.
L’emittente può dunque concentrarsi completamente sulla selezione sia del suo artista che della canzone. Ancora una volta, questo avverrà attraverso la collaborazione con Keshet 12, l’emittente commerciale molto vicina alla comunità LGBTQIA+, che materialmente trasmette il talent show abbinato ad Eurovision.
Sarà la decima volta – non consecutiva – quindi di questo abbinamento, che evidentemente porta fortuna visto che tutti i rappresentanti eurovisivi scelti con questo metodo sono arrivati in finale, col picco della vittoria di Netta con “Toy” nel 2018. L’unica eliminazione negli ultimi 10 anni è infatti arrivata con Michael Ben David a Torino in occasione di Eurovision 2022, ma l’artista era stato selezionato tramite X Factor.
A questo punto, con la conferma della partecipazione di Israele ad Eurovision 2027, unita alla notizia già annunciata che non ci sarà altra votazione, non resta che attendere le decisioni dei Paesi che hanno boicottato l’evento nel 2026 ovvero Slovenia, Spagna, Irlanda, Islanda e Paesi Bassi. Pare assai probabile che non ci saranno nuovi scossoni, ma dalla partecipazione o meno di questi Paesi potrebbero arrivare a catena nuove decisioni.
Ulteriori novità nel voting in arrivo?
Anche perché nell’ultima assemblea generale di EBU a Praga dovrebbero essere state discusse o quanto meno presentate ulteriori novità sul fronte voting.
Non c’è per ora conferma rispetto a questo, ma da quanto emerge, pare che EBU abbia concordato un pacchetto ancora più ampio di riforme volte a ridurre ulteriormente al minimo i fattori che possono influenzare i risultati finali del televoto. La precedente riduzione del limite da 20 a 10 voti è stata introdotta con lo stesso obiettivo. Questa volta, però, le riforme al sistema di televoto dovrebbero andare anche oltre.
Più specificamente, le nuove misure dovrebbero ridurre l’impatto del voto della diaspora, così come quello che è stato spesso descritto come “voto politico” – un fenomeno che ha attirato una notevole attenzione negli ultimi anni.
Questo si riferisce a situazioni in cui gli spettatori sostengono alcune voci principalmente a causa degli sviluppi geopolitici in corso piuttosto che delle canzoni o delle performance artistiche stesse. Il riferimento a Israele, ma anche all’Ucraina pare evidente. Anche qui, se le indiscrezioni sono confermate, le conferme non tarderanno ad arrivare.
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