Catalogna al posto della Spagna ad Eurovision? Non facile, ma…

Quando vi abbiamo dato la notizia dell’ingresso di 3Cat, la tv della Catalogna in EBU con lo status di membro “accessorio” avevamo sollevato la questione: l’Eurovision sarà nel mirino della tv?
A distanza di giorni, ecco la risposta: forse. Va spiegata meglio, naturalmente. Lo status di membro “accessorio” è stato creato appositamente per la tv catalana che ora è l’unico a possederlo. Riguarda tutte quelle emittenti televisive che da tempo collaborano con EBU e sono espressione di importanti minoranze linguistiche all’interno di stati membri. Per ora come detto, c’è solo la tv catalana, ma in prospettiva potrebbe per esempio essere applicata alla tv basca o a quelle in lingua sami. Sono emittenti che per ora non hanno collaborazioni con EBU ma è chiaro che l’apertura di questo status è propedeutico ad uno scenario che porti a valorizzare le tv delle minoranze linguistiche.
Detto questo, tale status garantisce il pieno accesso a tutte le produzioni di EBU, quindi a poterle trasmettere e a diffondere le proprie nel circuito, ma non dà diritto alla partecipazione ad Eurovision. Questo perché tale diritto è dello stato membro di cui sono parte, in questo caso la Spagna.
Dice la EBU:
L’ente membro effettivo [Radio Televisión Española] dell’EBU, che ha partecipato all’Eurovision Song Contest e ha costruito il marchio a livello nazionale per anni, mantiene tutti i diritti
Il perché di questa condizione è abbastanza scontato: significherebbe far scontrare un Paese contro un pezzo dello stesso Paese e ciò va contro il regolamento di EBU: è la stessa motivazione per la quale ad esempio, è stata rigettata la richiesta di adesione di KFTV, la tv delle Isole Far Øer anche se – contrariamente a quanto avviene per la Catalogna – il Paese del quale sono parte (in questo caso la Danimarca) acconsente ad una loro parziale autonomia.
Tuttavia a Barcellona si sta discutendo molto della possibilità che potrebbe aprirsi per 3Cat in chiave Eurovision se il boicottaggio di RTVE dovesse proseguire. Servirebbe ovviamente un invito speciale di EBU, come avviene per l’australiana SBS, che è membro associato. Oriol Junqueras, presidente di Ezquerra, il partito della sinistra catalana che sostiene dall’esterno la Generalitat de Catalunya ha sottolineato:
Le persone di TV3 e di Catalunya Ràdio saranno al fianco di quelle della BBC, di France Télévisions, della RAI o della Deutsche Welle. Accettiamo di che l’affiliazione non consenta di partecipare all’evento musicale, ma riteniamo che per noi possa aprirsi uno spiraglio se la Spagna rinunciasse nuovamente a partecipare, come accaduto nell’edizione passata in segno di protesta per la partecipazione di Israele
Sulla stessa linea Josè Molina, volto noto della tv catalana, pure lui impegnato con Ezquerra:
Il mio obiettivo è quello di convincere il direttore di rete, Sigfrid Gras, ovvero quello di cercare di portare TV3 all’Eurovision
Junts, il partito di maggioranza, dal canto suo, ha valutato positivamente l’adesione, pur sottolineando che solo con l’indipendenza si potrebbe accedere allo status di membro effettivo.
La strada, come si vede è molto in salita anche perchè ammettere la Catalogna significherebbe prima di tutto una rottura netta con una founding member di Eurovision e una Big 5. Poi ci sarebbero non poche implicazioni politiche ed infine si aprirebbe un pericolosissimo precedente, che con l’instabilità politica attuale europea potrebbe avere conseguenze imprevedibili.
Qualcosa di simile fu fatto allo Junior Eurovision, con le tre edizioni in cui Il Galles con SC4 ha sostituito la BBC.
Ma la tv gallese, oltre ad essere membro pieno di EBU, rappresenta una home nation del Regno Unito, una delle nazioni fondative e non una regione.
Il catalano, i catalani e l’Eurovision
Come abbiamo spiegato, questa adesione con diritti parziali della tv catalana chiude un cerchio aperto oltre 15 anni fa, quando cioè i media catalani hanno iniziato a collaborare con EBU. Nel 2018 fu respinta la sua adesione così come fu respinta quella della Forta, l’organizzazione ombrello che riunisce che le tv pubbliche delle comunità autonome spagnole.
TV3 fu coinvolta per la prima e unica volta in Eurovision nell’ambito della prima partecipazione di Andorra datata 2004, quando di fatto organizzò il concorso di selezione su mandato di RTVA. Si sfiorò l’incidente diplomatico con la Spagna, che minacciò di non trasmettere la semifinale con gli andorrani.
Sempre il binomio RTVA-TV3 fu tentato nel 2025 attraverso il talent show “Euforia” in onda sulla tv catalana, ma l’emittente andorrana disse no. Così come rimase solo allo stato embrionale l’idea di coinvolgere le tv della Forta nel Benidorm Fest con una sorta di preselezione: a tutt’oggi nessuna lingua minoritaria ha mai rappresentato la Spagna ad Eurovision.
Attualmente sono 6 le canzoni in catalano presentate ad Eurovision, tutte in rappresentanza di Andorra. Di queste, tre (2004, 2005, 2006) per intero e tre (2007, 2008, 2009) in versione bilingue con l’inglese.
Sono invece diversi gli artisti catalani che hanno gareggiato per la Spagna: Victor Balaguer (1962), José Guardiola (1963), Salomè (1969, vincitrice), Peret (1974), Bacchelli (1981), Nina (1989), Sergio Dalma (1991), Beth (2003), Manel Navarro (2017), Alfred Garcia (2018), Miki (2019).
Due di questi (Miki Nuñez e Alfred Garcia) dopo Eurovision hanno iniziato proprio ad esibirsi in catalano: il secondo addirittura si fece fotografare con una bandiera catalana poco dopo l’esperienza eurovisiva mentre il primo lavora proprio per TV3.
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