Si lavora per la Spagna ad Eurovision 2027. L’indizio dalle nuove regole del Benidorm Fest

Charla Eurovision

Bisogna usare ancora necessariamente il condizionale, perché anche i documenti ufficiali lo fanno, ma il ritorno della Spagna ad Eurovision 2027 è sicuramente più vicino.

La notizia circolava già da qualche giorno, lanciata da un account X ben noto in Spagna per spoilerare notizie eurovisive e trova conferma su due fronti. Il primo è il regolamento del Benidorm Fest 2027, fresco di pubblicazione; il secondo è un giornalista anche lui molto al dentro delle questioni eurovisive. Ma andiamo con ordine.

Il regolamento del Benidorm Fest

Proprio nella giornata di ieri, RTVE ha diffuso il regolamento del concorso e si fa chiaro cenno alla partecipazione eurovisiva. In diverse parti del regolamento si specifica “se RTVE deciderà di tornare ad Eurovision”, ma ci sono alcune altre parti che lasciano presagire un ritorno.

In particolare c’è una modifica al regolamento rispetto al passato. Negli ultimi anni infatti, il vincitore di Benidorm Fest era obbligato a partecipare ad Eurovision. Da quest’anno non sarà più così.

Si legge infatti:

RTVE si riserva il diritto di sostituire il candidato selezionato per rappresentare la Spagna all’Eurovision 2027, qualora partecipasse al concorso, con il candidato con il punteggio più alto successivo che soddisfi i criteri e le regole richiesti, qualora sussistano motivi giustificati a discrezione di RTVE. La tv si riserva inoltre il diritto di non partecipare all’Eurovision per qualsiasi motivo…

Regolamento Benidorm

Una tv che non abbia alcuna intenzione di tornare non inserirebbe questa clausola. Tutto lascia pensare quindi che si vada verso un modello “portoghese”, ricordando quello che sarebbe potuto avvenire all’ultimo Festival da Canção nel quale molti artisti avevano preventivamente annunciato il loro “no” in segno di protesta per la presenza di Israele, salvo poi la vittoria dei Bandidos do Cante, che invece erano fra i pochi ad aver accettato

La rivelazione del giornalista

Più del regolamento, hanno però peso le parole di Juan Manuel Fernandez, direttore di Bluper, un media spagnolo online molto letto. Si tratta di una fonte autorevole in quanto Fernandez è uno dei principali animatori del fronte del “no” ad Eurovision: è addirittura la persona che ad Eurovision 2024 gridò “Free Palestine” prima dell’esibizione in prova di Eden Golan.

Ebbene, intervenendo online al podcast Eurocharla, Fernandez ha confermato che sono in corso colloqui per arrivare ad un’intesa per riportare la Spagna ad Eurovision 2027. Molto semplicemente: l’Eurovision ha bisogno della Spagna come Big 5 e super contribuente, ma anche viceversa. Perché senza l’Eurovision, il Benidorm Fest ha avuto un riscontro praticamente nullo, sia a livello televisivo che discografico che non giustifica il forte investimento della tv e del governo andaluso sulla rassegna.

Tutti sono coscienti di quanto sia importante il festival sia per l’EBU sia per la televisione spagnola e quanto sia importante il Benidorm Fest per Eurovision e viceversa. Lo confermano i dati di quest’anno: è vero che il culmine del rappresentante di Eurovision dovrebbe essere quello che esce dal Benidorm Fest, ma è anche vero che il Benidorm Fest è un concorso ancora molto nuovo e ha bisogno di gas, ovvero portare l’artista ad Eurovision che si svolge a maggio. Il Benidorm da solo invece si ferma a Febbraio

Il risultato, come spiega Fernandez è che Tony Grox e Lucyalys, ultimi vincitori, non hanno tratto alcun beneficio dal concorso: “T’amarè” si è fermata in posizione 60 e nonostante il trionfo il duo è rimasto praticamente sconosciuto persino al pubblico spagnolo.

Fernandez lo racconta bene in un aneddoto:

Ovviamente negarlo è stupido, tutti sono coscienti che senza il marchio di Eurovision il Benidorm Fest non ha funzionato come gli anni precedenti, basta vedere il brano vincitore: quando sono saliti sul palco a Vélez a cantare il loro brano per la celebrazione della vittoria della Spagna ai Mondiali, la gente non li conosceva

Lo Junior Eurovision come buona volontà

Possibile, secondo Fernandez, che se ne parli a brevissimo. Lo stesso giornalista ha infatti confermato che RTVE parteciperà allo Junior Eurovision “con un cantante maschio che è già stato scelto” e che l’annuncio avverrà a breve. RTVE infatti sin qui aveva scelto di concentrarsi sui Mondiali ma ora si passerà al capitolo Junior Eurovision

Si dovrà spiegare bene. Non sarà facile perché c’è una parte del pubblico totalmente disorientata: perché la Spagna continua a partecipare allo Junior Eurovision se è in conflitto con EBU? Non basta dire che è perché non vi partecipa Israele, va spiegata meglio. Si deve spiegare che i negoziati intrapresi dall’interno non hanno portato a nulla ma che la partecipazione allo Junior Eurovision è il segno della buona volontà di TVE.

Due anni fa TVE ha organizzato un grande Junior Eurovision, rimettendoci anche dei soldi, è stato un festival in cui si è perso denaro. La Spagna, dal suo ritorno, ha sempre appoggiato l’EBU con lo Junior che era moribondo, quasi morto. Noi saremo a Malta per lo Junior e so per certo che EBU farà dei passi affinché possa finalmente prodursi quell’ipotetico ritorno

Ma a quali condizioni? Fernandez non lo dice:

Cosa deve succedere? Una serie di circostanze. La Spagna non può tornare così, ci deve essere una serie di circostanze che permettano il ritorno

Difficile capire cosa possa chiedere in cambio RTVE visto che EBU ha già confermato che la partecipazione di Israele ad Eurovision 2027 non verrà in alcun modo rimessa in discussione.

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Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cittadino d'Europa