FAQ sull’Eurovision

Eurovision Song Contest FAQ

Che cos’è l’Eurovision Song Contest (noto in passato anche come Eurofestival)? A rispondere a questa e altre curiosità, ci pensa la nostra sezione FAQ (Frequently Asked Questions).

Puoi suggerirci altre domande inviandoci una mail.

Indice dei contenuti:

Che cos’è l’Eurovision Song Contest?

In tutto il mondo è conosciuto con il nome inglese di Eurovision Song Contest, in Italia è stato per molto tempo noto come Eurofestival (e ancora oggi tra i meno informati e/o più adulti c’è ancora chi lo chiama così).

In ogni caso, si tratta del più grande concorso europeo di canzoni, nato nel 1956 per iniziativa dell’EBU, l’ente che riunisce le tv pubbliche europee del bacino del Mediterraneo (quindi anche la Rai) per promuovere l’utilizzo e la diffusione del mezzo televisivo.

Non solo, è nato anche come veicolo per promuovere l’unità fra popoli e nazioni al di là delle barriere linguistiche, culturali e religiose. L’ispirazione era dichiaratamente presa dal Festival di Sanremo, nato appena cinque anni prima, ma negli anni l’Eurovision Song Contest si è enormemente evoluto (soprattutto nell’uso di nuove tecnologie), differenziandosi moltissimo dal Festival della canzone italiana.

Chi vi partecipa?

Possono partecipare tutti i paesi le cui tv pubbliche sono associate all’European Broadcasting Union (EBU). Quindi formalmente, la partecipazione è estesa a tutta Europa, ma anche ad alcuni paesi del bacino del mediterraneo come Israele, Turchia e Marocco o della zona asiatica della ex URSS, come Georgia e Azerbaigian.

Chi vince l’Eurovision?

Vince l’Eurovision chi ottiene più punti tra televoto e giurie. I cantanti vengono votati da due giurie, una popolare (tramite il televoto) ed una composta da esperti. Ciascun paese ha un proprio televoto (ad eccezione di San Marino) ed una propria giuria e nessuna delle due può votare il cantante che rappresenta il proprio paese (esempio: in Italia non funzionerà il televoto per il rappresentante italiano, così come in Francia non funzionerà per quello francese, né la giuria potrà votare l’artista del proprio paese).

Su tutti i dettagli del televoto, vi invitiamo a consultare la nostra sezione dedicata, aggiornata anno per anno, mentre per gli aggiornamenti sul regolamento (che nel tempo è variato e può continuare a variare ed evolversi), consigliamo di leggere periodicamente le ultime news sull’Eurovision Song Contest.

Come funziona l’Eurovision?

Tecnicamente, bisognerebbe parlare non di “Nazioni” bensì di “televisioni”. All’Eurovision Song Contest infatti si va a rappresentare la tv di un singolo Paese. Nonostante questo, l’artista designato può essere di qualsiasi nazionalità: è sufficiente che almeno uno degli autori della canzone sia nato nel paese in questione.

Dal 1999 è caduto anche il requisito di cantare obbligatoriamente in una delle lingue nazionali: si può interpretare il brano in qualsiasi idioma, compresi dialetti e lingue immaginarie (è già successo diverse volte). Ciascuna tv seleziona i cantanti e le canzoni (che devono essere inedite ad una certa data) come vuole: attraverso “designazioni” interne, appositi concorsi o con sistemi misti.

Dove va in onda?

Il programma va in onda in diretta ed in contemporanea su tutte le televisioni pubbliche dei paesi in gara. Da quando sono state introdotte le semifinali, ognuna ha l’obbligo di trasmettere oltre alla finalissima, anche la semifinale nella quale si esibisce il “proprio” rappresentante (quella nella quale il pubblico è chiamato a votare).

Attualmente è il programma più visto in Europa dopo i Mondiali di calcio (per tutti gli ascolti edizione dopo edizione, potete consultare la nostra pagina dedicata). L’orario di messa in onda sono in ogni caso le 21 CET  (ovvero dell’Europa Centrale, Italia inclusa).

La lingua di trasmissione ufficiale dei conduttori è sempre l’inglese, ma ciascun paese può inserire un proprio commentatore come voce fuoricampo. In Italia, il programma non è andato in onda dal 1998 al 2010 compreso (il ritorno, nel 2011 con Raphael Gualazzi, piazzatosi secondo nella finalissima).

Perché c’è anche l’Australia?

L’interesse da parte dell’Australia verso questo evento è da sempre molto alto ed è stato trasmesso sin dal 1983. Per questo motivo nel 2015 è stata ufficialmente invitata in quella edizione dell’Eurovision come ospite d’onore per il sessantesimo anniversario della kermesse. Da quel momento ogni anno è stata invitata a partecipare alla gara, insieme a tutti gli altri paesi.

Perché il ritorno dell’Italia?

Dal 2011 è decisamente cambiata la percezione dell’evento in casa Rai. Se fino a pochi anni prima veniva considerato solo un costo e c’era scarso interesse, la situazione ora è decisamente ribaltata.

L’Eurovision viene attualmente considerato un evento importante nei palinsesti Rai e negli anni è cresciuto l’interesse del pubblico, non solo sul fronte Auditel (qui tutti i dati dal 1987 ad oggi), ma anche di interazioni social (con numeri da record).

Perché l’Italia è stata assente?

Perché l’Italia è stata assente per tanto tempo (dal 1997 al 2010)? Perché in quegli anni la Rai ha deciso di non partecipare all’Eurovision Song Contest (principalmente per mancanza di interesse), inizialmente adducendo motivazioni di ordine economico (costa troppo, non c’è abbastanza ritorno) e di audience troppo bassa (così dissero ai tempi).

Eppure, nel 1997, andando in differita dopo le 23 (in quel periodo si poteva), fece 2 milioni di telespettatori (qui tutti gli ascolti dell’Eurovision in Italia dal 1987 ad oggi).

Da allora è caduto anche il divieto di inserire spot pubblicitari: oggi esistono fasce apposite per questo. Più probabilmente, la Rai temeva l’onere di organizzare l’evento in caso di vittoria e non si voleva correre questo rischio evitando così di parteciparvi.

Dal 1998, la Rai non ha più nemmeno dato menzione della rassegna, che invece in gran parte d’Europa è l’evento musicale dell’anno. Fino a quando vi ha preso parte, l’Italia ha mandato all’Eurovision Song Contest il vincitore o il secondo classificato di Sanremo, oppure, a cavallo degli anni ’70, di Canzonissima.

Solo in rari casi ha scelto arbitrariamente l’artista. Puoi conoscere tutte le partcipazioni italiane all’Eurovision e relativi piazzamenti qui.

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